La recensione di “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri”, il nuovo film di Martin McDonagh, vincitore di quattro Golden Globe

Mildred Hayes vive nella città di Ebbing, nel Missouri. Ha perso una figlia che è stata stuprata e assassinata. Sono passati dei mesi, ma un colpevole non è stato ancora stato trovato. La donna desidera trovare giustizia e decide di affittare tre cartelloni pubblicitari fuori dalla città per scriverci dei messaggi. Questi manifesti sconvolgeranno l’intera Ebbing, soprattutto la polizia.

Con “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri” McDonagh vuole raccontare l’America di oggi. Dixon, interpretato da un eccellente Sam Rockwell, rappresenta la polizia razzista che non esita a picchiare i neri.  Il regista irlandese prende di mira perfino la Chiesa e la paragona a una gang per i preti pedofili.

I due personaggi principali del film sono chiaramente Mildred Hayes, che ha il volto di Frances McDormand, e Dixon. La prima è una madre che vuole solo giustizia per la figlia, anche a costo di mettersi contro l’intera polizia di Ebbing. Il secondo è un poliziotto razzista che durante il suo lavoro legge i fumetti ed è succube della madre. I due sono in conflitto tra di loro, ma entrambi sono accomunati da una forte rabbia che li porta a gesti violenti. La rabbia genera solo rabbia, e solo l’amore e la compassione ci può salvare, è questo il messaggio che ci vuole dare il regista irlandese.

Ma qual è il genere di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri?  Non è solo un thriller per via dell’omicidio ed in cui si deve scoprire chi è l’assassino. Per me è un film drammatico che strappa molte volte delle risate. E’ da In Bruges che McDonagh ci fa ridere con amarezza. Black comedy non è un termine appropriato per i film di questo regista: le sue storie sono molte profonde.

Il film si caratterizza per un’eccellente scrittura. Infatti, ha vinto due premi per la sceneggiatura a Venezia e ai Golden Globe, e potrebbe vincerne uno anche agli Oscar. Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è quindi un film dark, ma verso la fine del tunnel si vede sempre la luce.

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