La serie televisiva britannica di Channel4 è disponibile su Netflix dal 5 gennaio: in pochi giorni ha riscosso un successo formidabile.

The End of the F***ing World, creata da Jonathan Entwistle, è basata sul fumetto omonimo di Charles Forsman, pubblicato in Italia da 001 Edizioni.

Il protagonista è James, un ragazzo orfano di madre che crede di essere psicopatico e che, sin da quando era piccolo non è in grado di provare alcuna emozione. La sua vita è molto piatta: non ha amici e non sopporta suo padre, da lui definito più volte coglione. 

La sua vita cambia nel momento in cui incontra Alyssa, una sua coetanea ribelle e stanca della vita rovinata da sua madre e dal compagno: un suo grande desiderio è quello di incontrare il suo vero padre di cui conserva qualche ricordo, i bigliettini di compleanno che le spedisce ogni anno e un giaccone che ama indossare. Questi due ragazzi decidono di rompere gli schemi e di partire insieme, vivendo avventure d’ogni tipo e cercando il proprio posto nel mondo.

Alyssa, james, and series image

Ogni episodio è caratterizzato da una grande dose di sottile umorismo– specialmente dark humour. Altro elemento fondamentale è la presenza di monologhi interiori: noi spettatori entriamo in completa connessione con i due protagonisti perché ne conosciamo i pensieri, che molto spesso entrano in contraddizione con ciò che dicono e/o ciò che fanno. Potrebbe essere definita come una serie di formazione, siccome si assiste alla lenta trasformazione di entrambi i protagonisti (specialmente, a mio parere, di James) – un’evoluzione personale, ma anche del loro rapporto in bilico tra la profonda amicizia e l’amore.

E’ molto più di una semplice serie televisiva. Il mondo è filtrato attraverso gli occhi di due adolescenti che sfidano la vita senza armature e sono pronti a tutto pur di far sentire la propria voce.

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