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Nel meraviglioso mondo di Alice

Tutto quello che c’è da sapere su ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’


Sessantasei anni fa e un giorno, il 6 dicembre 1951,  usciva nelle sale italiane il film d’animazione Alice nel Paese delle Meraviglie, destinato a diventare uno dei Classici Disney più conosciuti.

Il lungometraggio (75 min) racconta la storia di Alice e della sua incredibile avventura nel Paese delle Meraviglie all’inseguimento del Bianconiglio. Durante questo viaggio incontra personaggi incredibili e paradossali, alcuni dei quali diventati ormai iconici nel mondo cinematografico (vedi il Cappellaio Matto).

Lewis Carroll
Lewis Carroll

A dare vita ad Alice e questo mondo surreale è stato Lewis Carroll matematico e scrittore inglese nato nel 1832 e morto nel 1898. Andando a cercare qualche informazione in più sull’autore scopriamo, però, che Lewis Carroll è soltanto uno pseudonimo nato dai due nomi di battesimo dello scrittore, che in realtà si chiama Charles Lutwidge Dodgson (in latino Carolus e Ludovicus). Inoltre, come scrive il The Guardian, sembra che l’autore soffrisse di un particolare disturbo neurologico che gli causava allucinazioni e distorceva la forma degli oggetti facendoli sembrare molto più grandi o molto più piccoli. Questo delle distorsioni è un tema particolarmente ricorrente nel libro, per cui si pensa che la malattia di Carroll abbia fatto proprio da punto di origine per le stranezze del Paese delle Meraviglie. Il disturbo è stato poi scoperto e spiegato scientificamente nel 1955 dallo psichiatra inglese John Todd e, tra i suoi tanti nomi, è ancora conosciuto come Alice In Wonderland Syndrome.

 

Alice Liddell
Alice Liddell

 

Ma da cosa è nato effettivamente il racconto? Carroll ebbe l’idea durante una gita in barca con tre bambine, Lorina, Edith e Alice. Proprio quest’ultima ispirò l’autore, che nel 1865 pubblicò Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. In realtà la prima versione del libro fu scritta appositamente per quella bambina, Alice Liddell, durante le festività natalizie dell’anno precedente. L’intestazione di quella prima copia recita infatti: “Come regalo di Natale a una cara bambina in memoria di un giorno d’estate”. Lewis e Alice furono amici per anni, fino a che lei non partì per viaggiare e smisero di frequentarsi. In seguito, nelle uniche occasioni in cui l’autore l’ha citata, Lewis Carroll ne parlò come se fosse stata soltanto una fonte di ispirazione per l’Alice della sua storia, tralasciando completamente la loro amicizia.

 

 

 

A ispirare il film d’animazione disneyano, però, non è stato soltanto Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, ma anche il seguito, intitolato Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò e scritto nel 1871. La storia è ambientata sei mesi dopo la fine del primo libro e racconta come Alice scopra di poter passare attraverso ad uno specchio del suo salotto. A differenza del Paese delle Meraviglie in cui il riferimento principale sono le carte da gioco, qui la concentrazione si sposta sul gioco degli scacchi. Nonostante nel film animato venga riprodotto soprattutto il mondo descritto nel primo libro e si faccia riferimento solo alle carte ignorando gli scacchi, alcuni dei personaggi più apprezzati e ricordati sono presi da Attraverso lo specchio: tutti probabilmente ricorderete i fiori parlanti (e in particolar modo la loro orchestra), la triste storia delle povere ostrichette e i due gemelli salterini Pinco Panco e Panco Pinco

Una piccola curiosità: nel dodicesimo e ultimo capitolo di Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò c’è anche un riferimento ad Alice Liddell. All’interno del capitolo troviamo l’ultimo poemetto dell’opera, A Boat Beneath a Sunny Sky. Guardandolo meglio scoprirete che in realtà si tratta di un acrostico, ovvero un testo in cui le prime lettere di ogni riga compongono una parola di senso compiuto, in questo caso (nella versione originale inglese) Alice Pleasance Liddell, il nome completo della vera Alice.

A boat beneath a sunny sky, 
Lingering onward dreamily
In an evening of July —

Children three that nestle near,
Eager eye and willing ear,
Pleased a simple tale to hear —

Long has paled that sunny sky:
Echoes fade and memories die:
Autumn frosts have slain July.

Still she haunts me, phantomwise,
Alice moving under skies
Never seen by waking eyes.

Children yet, the tale to hear,
Eager eye and willing ear,
Lovingly shall nestle near.

In a Wonderland they lie, 
Dreaming as the days go by,
Dreaming as the summers die:

Ever drifting down the stream —
Lingering in the golden gleam —
Life, what is it but a dream?

 

Anche i disegni dei personaggi del film d’animazione non sono del tutto frutto della fantasia del team Disney, ma riprendono abbastanza fedelmente quelli del libro. Fin dalle sue prime edizioni, il libro è stato infatti accompagnato da svariate illustrazioni, poi nel tempo facilmente riconducibili all’opera. La primissima copia, quella che Lewis Carroll regalò ad Alice Liddell, fu illustrata dallo stesso scrittore. I disegni vennero poi affidati a John Tenniel per la pubblicazione; da allora quelli di Tenniel vengono considerate le illustrazioni ufficiali di Alice nel Paese delle Meraviglie, nonostante poi se ne aggiunte molte altre negli anni (particolarmente belle e famose sono quelle di Salvador Dalì). Da notare un particolare: nei disegni ufficiali, come nei vari film, la protagonista del libro è bionda mentre in realtà la bambina che ha fatto da spunto a Carroll era mora.

 

pincopanco confronto disegni

 

Il romanzo ha ispirato non soltanto il famosissimo Classico Disney, ma anche molte altre trasposizioni cinematografiche, videogiochi e ha fatto la sua comparsa anche nel mondo musicale.

Per quanto riguarda il cinema, tra le più famose sicuramente ricordiamo Alice in Wonderland di Tim Burton, uscito nel 2010 sempre in casa Disney. Ma il primo film in assoluto dedicato a questo romanzo fu realizzato in Gran Bretagna nel 1903 e durava circa 10 minuti; il cinema aveva appena visto la sua prima alba per cui ci furono molti problemi nel realizzare le stranezze del Paese delle Meraviglie, tuttavia furono talmente ben rappresentate che il film è ancora oggi studiato per il suo utilizzo degli effetti speciali.

 

 

L’uscita nei cinema del film di Burton portò Alice nel Paese delle Meraviglie a confrontarsi anche con un altro tipo di mercato. Lo stesso anno, infatti, Disney Interactive Studios realizzò un videogioco (pubblicazione americana) basato sul film per Nintendo Wii e Nintendo DS. Un’apposita colonna sonora fu composta da Richard Jaques ed una versione dimostrativa fu diffusa tramite l’Apple Store statunitense.
Tuttavia non vanno dimenticate anche altre trasposizioni videoludiche meno recenti ma altrettanto famose. Tra queste ricordiamo sicuramente American McGee’s Alice (2000), molto diverso dall’opera originale e con personaggi più grotteschi. Alcuni riferimenti al romanzo sono presenti anche in Gray Matter, che riprende anche le ambientazioni reali a Oxford che hanno ispirato Lewis Carroll. Naturalmente il mondo di Alice viene esplorato anche in Kingdom Hearts, come la maggior parte dei Classici Disney, ma l’opera è citata anche all’inizio di Assassin’s Creed III e in Batman Arkham City.

 

american mcgee's alice

 

Sono molti anche i riferimenti in campo musicale. Tra tutti citiamo White Rabbit dei Jefferson Airplane (Surrealistic Pillow, 1967), Quel matto son io dei Negramaro (Casa 69, 2010) e Alice di Avril Lavigne (Goodbye Lullaby, 2011; anche colonna sonora di Alice in Wonderland), canzoni in cui il riferimento al romanzo è particolarmente esplicito. Oltre ai veri e propri brani, la storia di Carroll si può ritrovare anche in alcuni videoclip, come in quello di What you waiting for? di Gwen Stefani.

 

 

Infine, tornando alla letteratura, sono diversi anche i fumetti dedicati ad Alice. Palese è sicuramente il riferimento nel manga Pandora Hearts di Jun Mochizuki: non è un caso se la protagonista femminile si chiami Alice ed il suo alter ego si manifesti sotto forma di coniglio, inoltre alcuni nomi di Chain si rifanno direttamente all’opera di Lewis Carroll, come Mad-Hatter (Cappellaio Matto) o Cheshire (Stregatto). Per quanto riguarda il fumetto italiano, particolarmente rilevanti sono due storie di Dylan Dog. Nel numero 279, Il giardino delle illusioni, l’indagatore dell’incubo si trova intrappolato in un labirinto magico che trae numerosi spunti dal libro di Carroll, a partire dalla presenza di un coniglio bianco. Invece nello speciale di Dylan Dog e Martin Mystère intitolato La fine del mondo è presente un apparecchio meccanico chiamato AIW: è composto da una macchina da scrivere, un view-master e un grammofono e nel corso della storia proietterà immagini raffiguranti i personaggi del romanzo; si scopre così che AIW sono le iniziali di Alice In Wonderland e un’ulteriore strana verità sul viaggio di Alice nel Paese delle Meraviglie.

 

 

Fonte: IlPostLibri, TheGuardian

 

 

 

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