Il fumetto celebrato come medium attraverso i virtuosismi di Sonny Liew.


È raro da noi avere a che fare con la storia di certi paesi orientali. La maggior parte non si vedono nemmeno nominare nei libri di storia e, se si vuole conoscere qualcosa di più a riguardo, l’unico modo di farlo è andare in biblioteca e cercare qualche libro specifico (o più semplicemente guardare su Internet dove però certi aspetti sono descritti in modo abbastanza grossolano). Singapore è uno di questi paesi di cui da noi arriva soltanto un’eco; ed è proprio di Singapore che parla questo volume di Sonny Liew edito da BAO Publishing. Tuttavia trattarlo come un saggio storico sarebbe particolarmente riduttivo: Sonny Liew affronta sì la storia di Singapore, ma lo fa ripercorrendo la carriera del fumettista Charlie Chan Hock Chye e rendendo così quest’opera una vera e propria celebrazione dell’arte di fare fumetti.

 

l'arte di charlie chan hock chye

 

Partiamo da un presupposto: Charlie Chan Hock Chye non esiste. Quello che ci viene presentato come “il più grande fumettista della storia di Singapore” non è altro che una mera invenzione di Sonny Liew.

Tramite questa invenzione, l’autore riesce a raccontare in L’arte di Charlie Chan Hock Chye la storia della Repubblica di Singapore e della Malesia in un modo completamente nuovo. Partendo da un’intervista con Charlie, il lettore viene trasportato attraverso luoghi ed eventi importanti del posto. Un intreccio di personaggi ed avvenimenti in cui a condurci sono i fumetti del protagonista e le sue esperienze. In questo senso si può dire che ci vengono raccontate due storie: una complessiva che è quella di Singapore ed una al suo interno che è quella di Charlie Chan Hock Chye.

 

charlie chan hock chye inizio intervista

Tutto questo ci viene mostrato e spiegato tramite l’opera di Charlie; dalle prime passioni, agli studi, alle strisce, fino ai veri e propri fumetti. Ed è per questo che il volume di Sonny Liew non può essere considerato puramente storico: i lavori di Charlie ci conducono attraverso la trama, sì, ma lo fanno con ironia e allo stesso tempo indignazione verso il proprio paese. Attraverso le sue storie di fantascienza e supereroi si può notare una “vena politica”, un giudizio che il protagonista dà. All’inizio tramite una satira acerba, che poi durante la sua carriera matura entrando a far parte di quello che oggi potrebbe essere definito come graphic journalism, in cui i suoi commenti critici ma allo stesso umoristici vengono espressi tramite allegorie animali. Protagonista del racconto diventa quindi il fumetto inteso come medium, come mezzo per poter esprimere concetti e allo stesso tempo raccontare la realtà.

 

charlie chan hock chye strisce satiriche

Ricordiamoci però che anche questi fumetti satirici che ci vengono mostrati non esistono, in quanto opera di un personaggio inventato da Sonny Liew. Ci troviamo di fronte ad un intreccio di storie, una vera l’altra inventata, in cui realtà e fantasia si intersecano così bene che è impossibile non pensare che Charlie esista davvero. La facilità con cui si riesce a perdere la percezione del reale è soltanto merito della versatilità dell’autore. Sonny Liew usa il falso per raccontare il vero: intreccia le due storie in modo impeccabile grazie a salti temporali, resoconti di fatti accaduti, aneddoti autobiografici (del protagonista), riferimenti al folklore locale, commenti arguti riguardanti la situazione politica (sempre tramite i fumetti di Charlie). A questo si aggiunge la grafica che vede un insieme di stili e tecniche diversi in cui spiccano non soltanto i lavori di Charlie Chan Hock Chye, ma anche alcuni documenti fotografici e autoritratti.

 

charlie chan hock chye foto

 

Ci troviamo di fronte a quello che viene definito mockumentary, termine inglese che sta ad indicare un “falso documentario”, dove però l’abilità dell’autore è talmente elevata da rendere tutto talmente credibile da essere reale. Spesso è veramente difficile crede alla non esistenza di Charlie.

 

charlie chan hock chye mix medium

 

I supporti utilizzati non rendono soltanto il tutto particolarmente verosimile, ma sono anche funzionali allo svolgimento stesso della storia. Un vero e proprio esperimento metanarrativo che va a sottolineare la versatilità artistica di Sonny Liew, che esprime ciò che deve raccontare con un vortice di linguaggi totalmente differenti. L’arte di Charlie Chan Hock Chye si può definire, quindi, un libro multimediale: al suo interno troviamo un saggio storico, un libro di arte incentrato sui manifesti politici, un collage di documenti visivi etc. dove però a spiccare è sempre il fumetto. A quest’ultimo vengono dedicate non soltanto le parole e l’opera di Charlie, ma anche diversi omaggi relativi alla sua storia e ai suoi personaggi più significativi come il maestro Tezuka, il grande Carl Barks o Spiderman.

 

charlie chan hock chye storia fumetto

 

Tirando le somme, L’arte di Charlie Chan Hock Chye non è uno di quei volumi leggeri adatti a tutti; è un fumetto più complesso, ma allo stesso tempo fluido, che pone l’accento non soltanto sulla storia ma anche e soprattutto sul modo in cui viene narrata. È quella che si può definire, stilisticamente e graficamente parlando, un’opera d’arte.
Come dicevo L’arte di Charlie Chan Hock Chye non è per tutti, ma è per tutti coloro che amano il fumetto nella sua definizione più stretta e le infinite possibilità a cui questo medium può far fronte.
E naturalmente per chi è interessato alla storia di Singapore.

 

charlie chan hock chye fine

 


Note sull’autore:

Sonny Liew si è avvicinato inizialmente alle illustrazioni a fumetti lavorando per il tabloid singaporiano The New Paper nel 1995, al quale ha contribuito con una striscia a fumetti intitolata Frankie and Poo. Queste sue strisce sono poi state raccolte in un volume pubblicato da Times Publishing l’anno successivo. Poco dopo la sua laurea alla Rhode Island School of Design fu scritturato come autore per My Faith in Frankie, fumetto targato Vertigo Comics a cui ha collaborato con Mike Carey e Marc Hempel. In seguito ha lavorato a diversi titoli tra cui l’adattamento di Ragione e Sentimento per Marvel Comics e Doctor Fate con Paul Levitz per DC Comics. Sonny Liew è anche il creatore di Malinky Robot, con cui ha vinto nel 2009 il Prix de la Meilleure BD al Festival di Nantes.
L’opera più famosa di Sonny Liew è L’arte di Charlie Chan Hock Chye, che gli è valsa ben tre premi Eisner (Best Writer/Artist, Best US Edition of International Material – Asia, Best Publication Design) e la candidatura ad altrettanti (Best Letterer, Best Colorist, Best Graphic Album – New). Inoltre, ha vinto anche il Singapore Literature Prize e il premio come Libro dell’anno ai Singapore Book Awards. Tuttavia l’autore di è visto revocare il fondo economico ricevuto dal Consiglio Nazionale delle Arti di Singapore in quanto l’opera è stata definita di “contenuto sensibile” ed avrebbe potuto potenzialmente “minare l’autorità e la legittimità” del governo. [Wikipedia]