Oggi vorremmo fare gli auguri di buon compleanno a Guthrie Govan, chitarrista di fama internazionale da molti considerato come il più talentuoso attualmente in circolazione, fondatore e membro dei “The Aristocrats”, gruppo rock-fusion di cui fa parte insieme a Marco Minnemann e Bryan Beller (e scusate se è poco).

Tuttavia, aldilà di questo progetto anche piuttosto di nicchia, la figura di Govan appare piuttosto isolata nella storia della musica contemporanea, poiché il nome di questo artista non risulta facilmente associabile a nessun genere in particolare e a nessuna band o artista in particolare: la sua natura di “turnista” gli impedisce, infatti, di divenire una celebrità in senso classico, ma rappresenta per lui anche la possibilità di mantenere un’ impronta riconoscibile nei più svariati contesti e situazioni musicali. Credo infatti che tutti, prima o poi, ci siamo imbattuti (o ci imbatteremo!) in un assolo cosi emotivamente e tecnicamente intenso da portarci a chiedere: “E questo chi è.. ?!”. Ecco, al novanta per cento la risposta sarà: Guthrie Govan.

Tanti auguri a Guthrie Govan
Guthrie Govan, uno tra i chitarristi più apprezzati al mondo

L’artista inglese, nato a  Chelmsford nella contea di Essex il 27 dicembre 1971, suona da quando aveva tre anni e ha fatto della chitarra una vera compagna di vita, tant’è che egli stesso ama paragonare l’acquisizione della sua tecnica all’apprendimento della lingua inglese, sottolineandone, con ciò, la totale naturalezza; non riesce nemmeno a ricordare quante ore di studio dedicava al suo strumento, avendo sempre preferito approcciare alla musica come e quando voleva , sempre per puro piacere e mai per obbligo o senso del dovere. Le costrizioni non rientrano nella natura di questo artista neppure oggi che, affermato, ha fatto proprio dell’improvvisazione ispirata e geniale la propria carta d’identità.

Partendo dal rock ‘n’roll anni cinquanta di Jerry Lee LewisLittle Richard, e passando per Eric Clapton, Jimi Hendrix e Frank Zappa, Guthrie Govan approda ad uno stile che ricalca  le orme di Allan Holdsworth,  Gambale, Vai, Satriani, Malmsteen, portando queste sue preferenze in una sintesi unica di jazz, prog, psichedelia e fusion che rendono il suo gusto inimitabile.

Lo sa bene Steven Wilson, che, proponendogli di collaborare per il suo album “The raven that refused to sing (and other stories)”  del 2013, sembra gli avesse chiesto un assolo sul brano più visionario dell’abum, “Drive Home”, dandogli come unica indicazione un aggettivo: ascendente (o “soaring solo”). Govan, interpretando a modo suo l’intenzione di Wilson, sembra abbia afferrato la chitarra durante lo scorrimento del demo e gli abbia immediatamente impresso sopra quell’assolo, etereo e potente al tempo stesso, che possiamo ascoltare ancora oggi nell’album, cliccando il player qui di seguito:

Oltre alla collaborazione con Wilson, che lo vedrà protagonista anche nel lavoro successivo dell’ex leader dei Porcupine Tree“Hand. Cannot. Erase. ” (2015), contribuendo a regalargli ampia notorietà, ricordiamo che Govan aveva già fatto parte degli Asia, suonando gran parte dell’album “Aura” e “Silent Nation”, lavori nei quali, pur non avendo totale libertà di espressione, era già riuscito ad evidenziare doti tecniche e stilistiche fuori dal comune.

Singolare anche la sua scelta di insegnare musica ancora prima di far parte di band e progetti: sin dagli anni novanta ha, infatti, preferito dedicarsi alla didattica e ancora oggi,  Govan insegna al Brighton Institute of Modern Music e partecipa a seminari in tutto il mondo che ad inizio 2017 hanno coinvolto anche diverse sedi in Italia; la sua indole modesta e gioiosa lo rendono insegnante appassionato e molto seguito ed apprezzato anche nel nostro Paese.

Tanti aguri, Guthrie!

ROCK ON!