Un video del canale Jack’s Movie Reviews analizza l’intreccio narrativo di Dunkirk di Christopher Nolan

Dunkirk di Christopher Nolan è caratterizzato dal fatto che la storia è narrata da tre punti di vista: terra, mare e cielo. Ognuno di essi ha tre linee temporali diverse: il primo ha una durata di una settimana, il secondo  dura un giorno e il terzo un’ora. Questo tipo di struttura, adottato dal regista britannico, non è un puro esercizio di stile, come abbiamo imparato da Memento, anzi rafforza la storia. Il canale youtube Jack’s Movie Reviews ha pubblicato un video essay, Dunkirk – Christopher Nolan’s Storytelling, dove analizza la struttura narrativa del lungometraggio del regista britannico.

L’autore del video parte dicendo che la narrazione a più livelli era già presente in un film precedente di Nolan, Inception. Quando il team di Cobb entra nel mondo dei sogni, ci sono tre livelli principali: quello della città sotto la pioggia, quello dell’hotel e quello della fortezza in montagna. Quando il van si ribalta in un livello, di conseguenza si crea l’assenza di gravità in un altro livello, quello dell’albergo. Ciò che succede in un livello, influenza il livello successivo e quello successivo ancora. E’ una struttura perfetta perché nessun livello è più importante dell’altro.

Questo tipo di narrazione è presente anche in Dunkirk. Abbiamo infatti tre storie diverse, con linee temporali diverse,che si intrecciano tra di loro per poi avere la stessa conclusione. Questa struttura è usata principalmente per creare suspense e tensione. Infatti, il video si sofferma  quando il signor Dawson (Mark Rylance) ritrova il soldato spaventato in mare (Cillian Murphy), per poi vedere nell’altra storia lo stesso soldato che è in barca con altri suoi compagni. Da lì capiamo che quella barca non ce la farà a ritornare in Inghilterra e Cillian Murphy sarà l’unico sopravvissuto.

Poi, in un’altra storyline vediamo lo stesso soldato spaventato e nell’altra lo vediamo calmo. Attraverso questa differenza, Nolan vuole mostrarci gli orrori della guerra e come possano cambiarci. La narrazione a più livelli inoltre cambia la nostra percezione della storia. In un livello vediamo Collins (Jack Lowden) abbattuto in mare e fa un cenno a Farrier (Tom Hardy) come per dire che sta bene, ma nell’altro livello scopriamo che quel gesto significava in realtà aiuto. Nolan ci sottolinea  così il caos che si respirava durante la guerra.

Il video sottolinea, inoltre, che tutte e tre le linee narrative seguono la struttura dei tre atti, con l’incidente scatenante nel primo atto, il midpoint nel secondo e la risoluzione nel terzo. Quando abbiamo un momento interessante del film, il climax, si passa all’altra linea della storia, per poi ritornare alla precedente linea narrativa e così via. Questa sovrapposizione serve appunto a creare suspense e anche qui si vede che un livello non è più importante dell’altro. Il messaggio del film è infatti che tutti possono essere degli eroi.

Qui sotto potete vedere il video essay.

 

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Aspirante regista. Classe 88, da sempre adoro il cinema. Infatti, ho portato Matrix come tesina di maturità. La mia passione per la settima arte mi ha portato a laurearmi al DAMS di Roma Tre. I miei registi preferiti sono Christopher Nolan, Sergio Leone, Quentin Tarantino e Giuseppe Tornatore. Adoro anche le serie televisive come Lost, Games of Thrones, Sherlock, Black Mirror e Inside No. 9. Insomma, mi piacciono le grandi storie per immagini. Per questo motivo mi piacciono anche i fumetti. Mi piace analizzare ogni film e capire come è stato girato. Il mio sogno? Approdare al Festival di Venezia con il mio primo lungometraggio.