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Wolfenstein II: The New Colossus e il Trionfo dell’Ucronia

 Wolfenstein II: The New Colossus riscrive totalmente il modo di vedere la storia.


Negli articoli precedenti abbiamo fatto un excursus sulle armi che B.J. potrà usare, nonché una panoramica veloce delle ambientazioni molto suggestive che incontreremo nel nostro percorso. Come da titolo, noi di The Brain questa volta ci poniamo come obiettivo di parlarvi dell’Ucronia.

“Mi venga un colpo se crescerò i miei figli in un mondo dominato da bastardi nazisti.” William “B.J.” Blazkowicz

È proprio con questa citazione del nostro caro protagonista che proviamo a spiegare cos’è l’Ucronia. Partiamo dal significato letterale: “non tempo”. La parola Ucronia è composta dalla particella negativa “u” seguita da “chronos”, tempo. In definitiva, dunque, l’ucronia è un genere narrativo basato sulla riscrittura della storia prendendo un evento che nella realtà si è concluso diversamente. È esattamente quello che succede in Wolfenstein II: The New Colossus. Come ben sappiamo B.J. vive in una realtà alternativa nella quale la società americana è governata dal nazismo che, a differenza della realtà che tutti conosciamo, ha preso piede e domina su tutto il mondo.

Svastica sul Sole
Svastica sul Sole

 

Ucronia: realtà o fantasia?

L’uso dell’ucronia non è mai stato così “reale e vicino” al lettore o al giocatore. L’esempio più eclatante che si possa fare di ucronia è appunto Wolfenstein II: The New Colossus o un videogioco in generale: è un ottimo espediente per presentare periodi storici da un’altra prospettiva. Per esempio, il fatto di trovarsi in una società americana sotto il dominio nazista è alquanto surreale poiché tutti sappiamo che realmente la storia non è andata così. Quelli di Bethesda hanno provato ad immaginare come sarebbe stato nel caso in cui Hitler avesse conquistato il resto del mondo e diffuso il marchio nazista.

La svastica sul sole e vari altri esempi di ucronia

Per rendere meglio l’idea su come l’ucronia sia un genere veramente molto diffuso, prendiamo alcuni esempi; essa è sempre stata usata anche da registi e scrittori famosi.

Il film “La svastica sul sole“, scritto nel 1962 un romanzo di Philip K. Dick è ambientato in un mondo in cui le potenze dell’Asse sono emerse trionfanti dalla Seconda Guerra Mondiale. La storia si svolge nella parte degli ex Stati Uniti adesso sotto il controllo giapponese. Eric Henriet afferma: “Un’opera fondamentale per gli amanti dell’ucronia che abbiano già familiarità col genere e una buona conoscenza della storia.”

Fatherland

Girato nel ’94 è un film basato sull’omonimo romanzo di Robert Harris. Siccome parliamo di nazisti al potere è ovvio che prendiamo esempi nei quali questi ultimi vincono e i loro nemici perdono. Il Reich tedesco ha trionfato sugli Alleati in Europa, ma gli Stati Uniti hanno sconfitto il Giappone. L’azione si svolge in piena guerra fredda tra il Reich e gli Stati Uniti.

Bastardi senza gloria

Distribuito nel 2009, questo film di guerra del regista Quentin Tarantino narra la storia della vendetta di una giovane ebrea la cui famiglia era stata uccisa dai nazisti; contemporaneamente un gruppo di soldati americani di origine ebraica giunti in Europa hanno elaborato un piano per uccidere quanti più nazisti possibile.

2009: Bastardi senza gloria
Bastardi senza gloria.

Eric Henriet: “In questo film Tarantino non tiene i fatti storici in grande considerazione e usa anche parecchie scorciatoie. È un’opera basata più sull’atmosfera e sulla visceralità delle emozioni che sul concetto di ucronia vero e proprio.”

“E se…?”

Tutte le opere ucroniche partono da questa domanda “E se…?”: E se la storia avesse avuto esiti differenti? E se nel 1943 la battaglia di Stalingrado fosse stata vinta da Hitler? A questo proposito lo specialista ed autore di opere ucronicheEric Henriet ha da dire un po’ di cose.

È vero che le storie alternative basate sulla Seconda Guerra Mondiale intrigano le persone più di quelle basate su altri eventi storici?

Si tratta sicuramente di un periodo molto “affascinante”, tanto per gli scrittori di fantascienza quanto per gli storici. Secondo me ciò è principalmente dovuto al fatto che si tratta dell’evento bellico mondiale più vicino alla nostra generazione. Visto da un’ottica ucronica, la Seconda Guerra Mondiale è stata un conflitto basato sul movimento e sulla velocità, in cui molte cose sarebbero potute andare diversamente. L’esito della guerra dipendeva da tanti piccoli dettagli, che avrebbero potuto facilmente prendere una piega diversa. Viviamo in un’epoca particolare, in cui la morte e le ideologie come il nazismo rischiano di essere sminuite dalle giovani generazioni; per questo riscrivere la storia e il ruolo di coloro che sono usciti sconfitti dal conflitto risulta sempre affascinante, nei videogiochi come nel cinema e nella letteratura.

Come si creano ucronie di qualità?

Bisogna anzitutto comprendere che l’ucronia non rappresenta mai una forma di negazione. Per uno storico, l’ucronia deve perciò essere credibile. Storicamente parlando, dev’essere fondata. In generale, per creare una storia alternativa gli storici modificano soltanto uno dei parametri storici, indagando le conseguenze dell’impatto che quella modifica potrebbe avere nelle settimane o nei mesi successivi (raramente si spingono oltre). Naturalmente, nulla impedisce a un autore di introdurre un elemento romantico nella propria opera, andando al di là della natura prettamente storica dello scenario creato per conferire alla sua realtà alternativa una qualità narrativa.

Cosa offre allo spettatore la realtà alternativa?

Quando si tratta di fiction e non di un semplice saggio storico, al lettore, al giocatore o allo spettatore l’ucronia offre principalmente la possibilità di evadere dal mondo in cui vive. La storia alternativa dà anche molto materiale su cui riflettere a tutti coloro cui piace analizzare gli effetti della storia sui popoli e sulle persone. Se l’esito della Seconda Guerra Mondiale fosse stato differente, cosa avrebbe significato questo per me, i miei genitori, i miei nonni? L’ucronia può assumere anche una valenza molto personale. Infine, il modo in cui s’interpreta una storia ucronica dipende molto dall’individuo, dalla sua sensibilità e dalla sua conoscenza degli eventi storici.”

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