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[RECENSIONE] Wolfenstein II: The New Colossus

Scenari suggestivi, combattimenti mozzafiato e armi potenti, tutto questo nella nostra recensione su Wolfenstein II: The New Colossus


Il day one è stato il 27 ottobre 2017. Oggi noi di The Brain of pop culture proviamo a dare qualche impressione sul nuovo titolo della serie Wolfenstein.

L’inizio

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The New Colossus si presenta come tutti gli altri giochi e, come tale, chiederà al player di regolare la luminosità dello schermo. Il main menu è un vecchio foglio molto semplice, ma nello stesso tempo risulta molto d’impatto: è composto dalle voci Nuova partita, Camera blindata, Extra e Opzioni. Su The New Colossus ovviamente non abbiamo una partita già cominciata per cui selezionando Nuova partita, sceglieremo lo slot vuoto che ci consentirà di salvare i nostri progressi. Ovviamente il gioco darà la possibilità al player di scegliere anche la difficoltà, con un piccolo dettaglio: i nomi delle difficoltà sono molto particolari e poco comuni nella loro denominazione (soprattutto “Posso giocare, papà?”):

  • Posso giocare papà?“: Livello di difficoltà facile per giocatori inesperti;
  • Non farmi male“: Livello di difficoltà medio per giocatori esperti;
  • Fatevi sotto“: Livello di difficoltà medio per giocatori navigati;
  • Ora si fa sul serio“: Livello di difficoltà difficile per giocatori esperti;
  • Chiamatemi Terror-Billy“: Livello di difficoltà molto difficile per giocatori eroici;
  • Sono il mietitore“: Livello di difficoltà ultra difficile per giocatori impavidi;
  • Mein Leben“: Livello che si sblocca completando almeno una volta il gioco a qualunque difficoltà.

Una volta scelta la difficoltà si avvierà un piccolo spezzone nel quale si racconta, più o meno l’antefatto, come siamo arrivati a questo punto.

Ma passiamo alla scena chiave del gioco. All’inizio di tutto ci verrà chiesto di scegliere chi uccidere tra Fergus e Wyatt. Ed è l’evento che caratterizzerà tutta la cronologia poiché, come detto in articoli precedenti, questa decreterà quale arma speciale usare tra il Dieselkraftwer e il Laserkraftwerk.

La nostra avventura partirà da Il Martello di Eva, il sottomarino più potente della flotta nazista. Una volta che B.J. riprende conoscenza dopo 5 mesi di sonno profondo, apprenderà la notizia che i nazisti lo stanno cercando e per di più lo hanno anche trovato. In questa prima parte di gioco ci troveremo ad affrontare i nazisti su una sedia a rotella.

Tutto comincia dalla sedia a rotelle
Inizio dell’avventura

Una volta capito che cominceremo la nostra avventura su una sedia a rotelle, datevi il tempo di prenderci la mano ed ecco che parte il tutorial nel quale entreremo subito confidenza con le armi, e soprattutto con il nuovo sistema della “doppia arma“.

Descrizione del sistema doppia arma
Doppia arma

Le scene

Ora proviamo a spostare l’attenzione sulle scene. Come sono girate? Sono montate bene? Il gioco risulta essere fluido o no?

Da quello che ci risulta il motore grafico di Wolfenstein 2 fa vivere un’esperienza ludica molto intensa. I combattimenti non sono macchinosi; la difficoltà con la quale il giocatore deve fare attenzione ai particolari nell’ambientazione è sorprendente. Molti soldati, per esempio, vengono nascosti da fuoriuscite di fumo: è vero che loro non vedono B.J., ma nemmeno voi vedrete loro, quindi saremo i protagonisti di un fantastico western, per la serie “il primo che spara”. I dialoghi sono doppiati abbastanza bene; la storia è l’esempio pratico dell’utilizzo del genere letterario dell’ucronia, ma dopo che abbiamo ucciso ondate di nazisti ecco che d’improvviso il volume si abbassa e i dialoghi tutto d’un tratto non sono facilmente udibili se non alzando il volume della propria TV.

Si festeggia la vittoria di B.J.
Movimenti durante una festa

Si vede che la tecnologia ha fatto passi da gigante poiché anche nelle sequenze in cui B.J. dialoga con gli altri membri dell’equipaggio, i loro movimenti non risultano troppo forzati, anzi sembrano più umani e leggermente più realistici.

Durante il gioco: rabbia e appagamento

È difficile spiegare le emozioni. Andando avanti nella storia con la difficoltà selezionata all’inizio, già da quella del livello medio il giocatore morirà molte e molte volte (a meno che non sia un esperto). Non è semplice avanzare nel gioco, è un mix tra strategia, violenza e sparatorie all’americana. Tuttavia, quando si viene uccisi, parte dal profondo, dalle proprie viscere, una forte sensazione di vendetta, quasi rabbia che spinge il giocatore a fare ancora meglio per la sola soddisfazione di aver superato quel livello, apparentemente così complicato. Quindi, il mix tra violenza e umorismo è ottimale e spinge di volta in volta il player ad andare fino in fondo, che alla fine è quello che Bethesda vuole.

B.J. torna a casa
Casa Blasco

Mentre dal punto di vista della storia e della giocabilità, il titolo risulta pieno di colpi di scena per nulla banali. Il giocatore non si aspetterebbe mai che quella cosa succeda per davvero. Il player è portato ad essere convinto, scena dopo scena, che ci sia un continuo sorprendente, ma non verrà mai a sapere in che momento cronologico accadrà. È un’ottima combinazione tra suspense e quella voglia irrefrenabile di concludere il gioco. Per quanto riguarda, invece la giocabilità, il player nei limiti della mappa può letteralmente andare ovunque gli pare, facendo attenzione a scovare tutti i potenziamenti, le carte stella, i bozzetti e tanti altri oggetti sparsi nei vari livelli. Alla fine quelli della Bethesda ci sono riusciti in pieno: conclusa ogni singola scena di sparatorie, il giocatore è fortemente invogliato a continuare subito con la successiva. Finire il gioco, quanto meno la storia per la prima volta, diventa quasi un obiettivo di vita.

In Wolfenstein II: The New Colossus, poi, non ci sono solo momenti di violenza pura, o linguaggio scurrile a tutto spiano, ci sono anche momenti nei quali Terror-Billy si ferma a pensare, a ricordare; momenti di pausa che aiutano a riprendere fiato dalla continua frenesia del gioco, caratteristica fondamentale del titolo, ma questi flashback del nostro amico, consentono di “far prendere un caffè” al giocatore.

Tomba del cane di B.J.: Bessie.
Croce di Bessie

Pro: La trama è avvincente. Le armi non disattendono le aspettative, soprattutto quelle pesanti sono veramente molto potenti. Le armi piccoline sono molto ingannevoli poiché nelle mani di B.J. diventano armi di distruzione di massa. Blasco recupera facilmente vita e scudo per poter ripartire più “cazzuto” di prima.

Contro: L’audio del gioco è una pecca: tende ad aumentare il volume quando ci sono sparatorie e tende a diminuire considerevolmente quando ci sono i dialoghi tra i personaggi. La semplicità con la quale il protagonista muore potrebbe scoraggiare qualche giocatore più inesperto.

Voto: 8.5/10.

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