La rock-band italiana ritorna sulla scena musicale con “Amore che torni”: melodie nuove e nuova vita insieme?

Il 17 novembre è uscito il nuovo disco della rock-band pugliese, segnandone la rinascita. Rinascita? E perché? Il frontman dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi, ha raccontato che la band ha attraversato un periodo di crisi sfociato nello scioglimento del gruppo durato un paio di mesi. Ma poi, ha raccontato, è bastato un abbraccio e tutto si è aggiustato.

Di fronte alla crisi siamo cresciuti e siamo tornati con un disco che è più forte che mai. La gestione di una band è faticosa e a un certo punto si arriva ad assuefarsi alle abitudini e ciò può portare agli scazzi che ci hanno diviso.

L’album è un nuovo punto di inizio, ben diverso dal momento in cui la band nacque nel 2001. Quest’inizio rappresenta una presa di coscienza del loro rapporto umano e professionale, dimostrando che il legame che li unisce è in grado di affrontare qualsiasi ostacolo. Non tutte le band sono in grado di uscire da momenti di crisi e di lanciare nuove idee nel panorama musicale, attualmente dilacerato da canzonette e cantautori di poco spessore. Essendo una fan sfegatata dei Negramaro probabilmente sarò di parte, ma davvero non riesco a trovare una canzone che non sia di mio gradimento. Sulla loro pagina Facebook ufficiale, mi è capitato di leggere commenti in cui i fans mostravano il loro disappunto, chiedendo loro di scrivere altre canzoni come “Cade la pioggia“, “Estate“, “Immenso“…canzoni stupende, mandate in radio spesso, sì. Ma perché tornare indietro? Probabilmente questi seguaci più malinconici non hanno letto sopra le righe il significato di quest’album e delle canzoni che contiene.

 

La copertina del nuovo cd dei Negramaro.
Copertina di Amore che torni.

 

Per me, Amore che torni è una fenice che è rinata dalle sue ceneri. Le difficoltà che li hanno colpiti sono state sconfitte dall’amore che è tornato, un amore che ha dato i propri frutti e che ha permesso la composizione di nuove, emozionanti canzoni.

Ad aprire l’album è Fino all’imbrunire, brano dai toni quasi profetici. La canzone, dal ritmo elettronico, fa riferimento a dei ritorni. Tra questi, uno è importantissimo, tanto da suscitare incredulità ed emozioni incontenibili che portano allo svenimento. E la profezia diventa preghiera: il cantante prega chi è tornato a restare fino all’imbrunire.

Ridammi indietro il cuore è ancor più elettronica del pezzo precedente. E’ il primo di una serie di brani in quest’album che parla di perdita e distacco. E’ una richiesta di aiuto nei momenti bui della vita, ma anche un invito a restituire a colui che ama il suo cuore che, nonostante il tempo trascorso, appartiene ancora a lei, la donna che ha sempre amato e che, probabilmente, amerà per sempre.

Il terzo brano è New York e nocciola. Probabilmente nel titolo è presente il nome della cittadina statunitense perché Sangiorgi ci è andato durante il periodo di crisi della band. Potrebbe, dunque, riflettere le emozioni dello stesso Sangiorgi che, circondato dalle luci, dal caos e dall’atmosfera della metropoli ha riflettuto sul percorso da intraprendere nella sua carriera musicale.

Mi basta è uno squarcio di luce nell’oscurità. La degradazione del mondo è contrapposta alla positività di chi, nel caos dell’esistenza, è in grado di conservare la bellezza e la gioia della vita. “Farsi bastare” non significa “rassegnarsi” bensì accontentarsi. E’ una lezione che tutti noi dovremmo imparare, perché dobbiamo renderci conto della ricchezza che conserviamo nelle nostre mani, senza desiderare più del necessario.

Segue un brano melodico dai toni sofferti: Amore che torni, omonimo del titolo dell’album. Credo che la canzone parli dell’amore che porta all’annullamento di ciò che siamo, per donare tutti noi stessi a chi ci sta accanto. Ma non sempre l’abnegazione viene apprezzata dalle persone che amiamo.

La tranquillità del pezzo precedente viene spazzata via dall’energia di La chiave, le virtù e l’arroganza. L’amore è tornato e ha intrappolato i due amanti che non hanno più scuse per scappare. La negatività sembra aver preso il sopravvento; il ritornello è un invito a raccogliere le forze di cui si dispone per affrontare il turbine che li ha avvolti.

Per uno come me è il brano dell’amore a distanza; chi amiamo è dall’altra parte del mondo e, probabilmente, neanche lo conosciamo. Forse, accanto a noi, c’è una persona che possa somigliargli, ma eguagliarlo è impossibile. L’amore viene cristallizzato nell’attesa di un incontro che permetterà ai due amanti di conoscersi oltre i limiti del mondo.

L’anima vista da qui è una dichiarazione d’amore a tutti gli effetti. La donna cantata rappresenta il motore dell’intero universo che, grazie alla sua presenza, dà un senso a ciò che senso non ha. Con una sorta di timidezza, si ammette la totale dipendenza da questa creatura umana e divina allo stesso tempo.

Segue Pezzi di te, che per me è la più bella di tutto l’album. E’ la canzone della perdita che diventa mancanza costante, un vuoto impossibile da colmare se non grazie alla persona che è andata via per sempre. Quanti di noi possono identificarsi nei versi di questa canzone? Credo proprio tutti.

La prima volta è un tuffo nel passato di una storia d’amore. I ricordi rievocati mettono in evidenza le cicatrici che hanno graffiato i corpi degli amanti. Il ritornello, però, sottolinea l’unicità del rapporto che, seppur svanito, durerà nel tempo perché da unione è diventato assenza.

L’ultima volta è la canzone della separazione definitiva. Il testo mostra una rabbia e un rancore interiori che sfociano in un violento “Adesso basta!” per mettere fine ad una relazione che sta marcendo lentamente. Il ritmo della canzone avrebbe potuto, a mio parere, dare più un’idea della rabbia che la canzone comunica.

In Ci sto pensando da un po’, come in Fino all’imbrunire, interviene la dolcissima voce di Mariasole, la nipote di Giuliano Sangiorgi. Il brano trasmette dolcezza, un sentimento che nasce dal riconoscere la propria fragilità dinanzi all’immensità del mondo. Ma è la fragilità che ci rende unici e, soprattutto, umani. La vera invincibilità sta nell’ammettere i propri limiti, nel mettersi continuamente in discussione…proprio come hanno fatto gli stessi Negramaro; sei tutti i limiti che superi, hanno scritto in Tutto qui accade, una canzone dell’album precedente. Ed ecco che gli ostacoli del passato, ormai superati, si ripresentano con un aspetto diverso, rendendo precarie le condizioni dell’uomo. Ma l’amore è tornato, è qui con loro, con tutti noi. E, a volte, basta questo.