Il nuovo video di Levante è uscito quest’oggi su YouTube…è un caso? Leggete l’articolo per scoprirlo!

 

Claudia Lagona, in arte Levante, sta ormai dominando la scena del indie-pop italiano. La sua partecipazione ad X-Factor come giudice, inoltre, le sta permettendo di allargare i propri orizzonti e di raggiungere un pubblico sempre più vasto. Conosciuta per il suo primo singolo, Alfonso, il cui ritornello “Che vita di meeeeeeerda!” è spesso canticchiato per ironizzare sulla sfortuna che perseguita le vicende umane, ha pubblicato ad oggi ben tre album.

L’ultimo di questi, Nel caos di stanze stupefacenti, contiene molte canzoni dal valore simbolico tra cui Gesù Cristo sono io. Molti credenti hanno rifiutato a priori il titolo di questo singolo, affermando di essere disgustati per aver usato in modo inflazionato il nome di Cristo, sottolineando anche l’apparente autocelebrazione dell’artista. Mai fermarsi all’apparenza! Infatti, il brano rappresenta il manifesto di tutte quelle donne che sono state in grado di denunciare le violenze che hanno subito entro le mura domestiche dall’uomo che credevano fosse l’amore della propria vita. L’artista ha scelto questo titolo per il brano perché vuole sottolineare il sacrificio continuo a cui il genere femminile è sottoposto; e, come Gesù Cristo, le donne devono risorgere. Il dolore e le cicatrici ormai sono un marchi sulla loro pelle… come se le donne fossero solo questo, uno stupido marchio. Le donne sono molto di più, e non tutti gradiscono che loro brillino nella vita.

Non è un caso che il video del brano sia uscito proprio oggi: la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Nel video Levante cammina a passo svelto in un grande camerino sul cui sfondo appaiono delle donne. Ha un andamento circolare, in quanto l’artista esce sempre dalla stessa porta per poi entrare nella stessa stanza: solamente le scene sullo sfondo cambiano. Ad un certo punto, sulla scena appaiono delle donne dal volto mascherato, con dei cartelli che ironizzano sulla mercificazione del corpo femminile e delle donne in quanto tali. Con uno sguardo più attento si può ben capire che queste donne non hanno il volto mascherato, ma che è letteralmente tumefatto a causa della violenza subita.

Confessa
che il paradiso non mi spetta
che non mi sono genuflessa
che da te risorgo anch’io!

Le donne hanno sempre lottato per poter affermare i propri diritti, per fare in modo di perdere la loro subalternità rispetto all’uomo. Dopo secoli di battaglie morali, sono state in grado di raggiungere molti obiettivi, ma il percorso è ancora costellato da ostacoli. Come nella canzone di Levante, non bisogna genuflettersi ma continuare a combattere. Sempre.