Oramai è ufficiale: Elio e le storie tese si scioglieranno dopo il loro concerto il 19 dicembre prossimo


È di poche ore la notizia shock che trova, purtroppo, fondamento nei rumors che giravano in questa estate. Elio e le storie tese hanno ufficialmente annunciato al programma televisivo de “Le Iene” che dopo il concerto del 19 dicembre 2017, che si terrà al Forum di Assago alla periferia sud di Milano, non suoneranno più insieme, e che quindi la band sarà sciolta. Di seguito proponiamo il video che Le Iene hanno pubblicato sul loro profilo Facebook.

L'ultima intervista degli Elio e le Storie Tese nella quale spiegano i motivi del loro futuro scioglimento.Guarda il servizio completo ➡︎ http://bit.ly/2hNybKa

Pubblicato da Le Iene su martedì 17 ottobre 2017

Come sono partiti? Facciamo un po’ di “storia”

Nel 1980 Stefano Belisari (in arte Elio) fondò il gruppo “Elio e le storie tese”. Vengono da Milano ed il gruppo conobbe un successo sempre crescente negli anni a seguire. Nel 1996 divennero famosi a livello nazionale per la loro prima partecipazione al Festival di Sanremo, classificandosi secondi col brano La terra dei cachi e vincendo il premio della critica “Mia Martini“.  Il disco Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu si è classificato quindicesimo nella lista dei migliori dischi italiani di tutti i tempi redatta dalla rivista specializzata Rolling Stone. Insomma, non hanno certamente avuto una carriera di poco conto e, in queste ultime ore, come una doccia fredda arriva la notizia, questa volta ufficiale, del loro scioglimento.

Nel video sopra riportato, infatti, Elio afferma:

“Suoneremo per l’ultima volta il 19 di dicembre: scadremo come una mozzarella” e, con fare serio continua: “Ci vuole l’intelligenza di capire di essere fuori dal tempo: youtuber, rapper, queste sono le persone che sanno parlare alla gente oggi.”

Ma, a quanto sembra dalla loro “video-intervista”, i rapporti tra i componenti della band non erano fra i più floridi, erano bensì, già freddi da un bel po’; infatti, dice Cesareo:

“Ci vediamo solo quando dobbiamo lavorare.”

Fonte: rockol.it