Il terzo capitolo della trilogia dedicata al dio del tuono, Thor: Ragnarok, è completamente diverso dai capitoli precedenti.

Una nuova minaccia incombe su Asgard. Hela, la primogenita di Odino, è decisa più che mai a ritornare sulla sua terra natia, per trarne un immenso potere, e conquistare tutti i nove regni. Thor e Loki devono unire le forze per sconfiggerla, ma per farlo devono prima tornare a casa. Thor, infatti, si ritrova sul pianeta Sakaar a essere una sorta di gladiatore dello spazio, e qui incontra una sua vecchia conoscenza.

Il primo Thor, diretto da Kenneth Branagh, era molto shakespiriano. Il secondo capitolo, Thor: The Dark World, diventa ancora più epico grazie a Alan Taylor, famoso per aver diretto alcuni episodi di Games of Thrones. Con Thor: Ragnarok si cambia completamente registro. Innanzitutto, è ambientato prevalentemente nello spazio, come un altro film Marvel, I guardiani della Galassia. Un altro cambiamento importante che il regista Taika Waititi ha voluto dare è il cambiamento di tono: dall’introspezione del primo film si passa alla comicità del terzo.

Il film è pieno di battute. Per esempio, Thor viene continuamente chiamato lo” zio del tuono” invece che “dio del tuono”, per non parlare del fatto che è presente un wormhole chiamato “l’ano del diavolo”. In questo modo, il terzo capitolo diventa una sorta di parodia del cinefumetto. Infatti, Waititi, essendo un comico, ha sempre diretto commedie.

Si sa che la Marvel, a differenza della DC, mette sempre un po’ umorismo nelle sue opere. Il punto è che in ogni scena di Thor: Ragnarok è presente un numero esagerato di battute. Si ha come l’impressione che abbiano curato poco la sceneggiatura per dare risalto, invece, a gag inutili e a volte volgari, come appunto il già citato nome del wormhole.

In un certo senso, hanno snaturato il personaggio di Thor. Da saggio che era diventato verso la fine del primo film, qui diventa stupido, anzi tamarro visto il nuovo look che hanno voluto dargli. Ha senso stravolgere il personaggio? Penso di no. Poi, se ragnarok è la distruzione del mondo, perché buttarlo sul ridere? Pensate se facessero una cosa del genere con Batman. Ah già, lo hanno già fatto con Batman & Robin di Joel Schumacher.

E’ un po’ forzata la scena con Stephen Strange interpretato da Benedict Cumbarbatch. Alla fine, la comparsata di questo personaggio della Marvel è una sorta di fan-service per gli appassionati dell’attore. Inoltre, c’è una scena dove Thor e Loki guardano il mare della Norvegia, scena palesemente finta. Gli attori non sembrano nemmeno loro, ma delle sagome, come se il regista avesse deciso di inserire questa scena in post-produzione.

Alla fine Thor: Ragnarok  è una parodia demenziale. Se lo andate a vedere, non aspettatevi un cinefumetto, ma una commedia.