Finalmente la recensione di IT .


Remake della mini serie del 1990, e basato sull’omonimo romanzo di Stephen King, approda nella sale IT , con Andrés Muschietti alla regia.

Sostanzialmente il film racconta la storia di un gruppo di adolescenti che vivono nella piccola cittadina di Derry, nel Maine. Qui, oltre ai normali problemi legati all’adolescenza, ai bulli e alla scuola, si troveranno ad affrontare una malvagia entità che prende la forma di un mostruoso clown chiamato Pennywise, nel momento in cui cercheranno delle risposte alla sparizione di alcuni bambini da Derry. I ragazzi, noti come il Club dei Perdenti, dovranno affrontare le loro paure più profonde per tentare di sconfiggere il mostro che da secoli dimora nelle fogne di Derry.

Pennywise di Skarsgard
Pennywise di Skarsgard

Partendo dal presupposto che siccome ormai la serie del ’90 è un cult, grazie anche alla magistrale capacità artistica di Tim Curry, che prima di Skarsgard ha interpretato il malvagio Pennywise, fare un paragone e soprattutto una recensione, cercando di rimanere il più oggettivi possibile, risulta abbastanza difficile.

Per rendere il tutto più semplice da capire infatti, ho deciso di dividere l’articolo in due punti:

  • IT come film indipendente.
  • IT paragonato al prodotto del 1990.

Partendo dal primo punto possiamo sicuramente dire che IT è un prodotto che funziona.

Vuoi per le ambientazioni, vuoi per Bill Skarsgard, o vuoi per l’immensa campagna di marketing che nei mesi precedenti all’uscita del film ha fatto venir voglia di andare al cinema a tutti, IT funziona.

Ha una trama semplice e non è mai banale, se non in alcuni punti , come ad esempio la scena in cui Ben ( Jeremy Ray ) bacia Beverly ( Sophia Lillis ) liberandola dall’incantesimo/trance di Pennywise.

La figura del “Club dei Perdenti” trasmette una serie di valori e sentimenti importanti, tramite le interazioni fra i personaggi infatti, possiamo capire quanto i loro disagi personali li portino a coalizzarsi mostrando un forte senso dell’amicizia, e i primi segni dell’amore.

Il Club dei Perdenti
Il Club dei Perdenti

Inoltre la presenza scenica di Bill Skarsgard da un senso di angoscia allo spettatore, che non sa mai quando aspettarsi la comparsa del malvagio clown .

Tuttavia la situazione cambia quando affrontiamo il punto due.

Nel 1990 non avevamo di certo gli effetti speciali che abbiamo oggi, ma nonostante ciò, la miniserie ha fatto la sua porca figura considerando i limiti dell’epoca.

Pennywise di Curry
Pennywise di Curry

Dal film del 2017 invece, mi aspettavo di più sotto quest’ultimo punto di vista:

Gli effetti speciali sembravano quelli di una vecchia sitcom anni 80, facendo perdere a Pennywise tutta la presenza scenica che aveva acquisito, rendendo la situazione un misto fra terrore e “ma fanno sul serio?”.

Computer Grafica in una scena del film
Computer Grafica in una scena del film

La serie del ’90 è però poco fedele al romanzo, cosa che si recupera nel remake.

Questo è infatti un grande punto a favore del Film.

Altro punto debole del film è proprio il club dei perdenti.

Come già detto il Club si unisce poiché i protagonisti hanno diversi problemi personali, quali ad esempio il bullismo, o i genitori violenti.

Questo legame è certamente importante.

È un legame così forte che permetterà ai ragazzi di affrontare un entità demoniaca mutante come Pennywise.

Solo che il regista non è stato in grado di coniugare al meglio l’elemento amicizia con il terrore che deve trasmettere un’opera come IT.

Si passa infatti da un’atmosfera Horror, ad averne una da teen drama in stile Skins.

Nonostante tutto però, la pellicola è, come già detto, un ottimo prodotto, da 7 su 10.

Voi avete già visto IT? Che ne pensate? Fatecelo sapere in un commento!