Netflix ci regala una nuova pellicola noir dal titolo “L’autista”, diretta dal regista Jeremy Rush.

Già dalla prima scena il regista de L’autista ci porta nel mondo del film: quello piccolo della macchina. E’ un noir dove non è più protagonista la città, ma l’automobile.

Frank Grillo dà il volto a un autista per una rapina, ma durante il colpo qualcosa va storto e riceve una misteriosa telefonata. Deve seguire attentamente gli ordini di questo sconosciuto, altrimenti la sua famiglia verrà uccisa.

Siamo dalle parti di Drive di Refn e, come il personaggio di Ryan Gosling, neanche il protagonista interpretato da Frank Grillo non ha un nome. Nonostante sia un autista anonimo, si scopre mano a mano il passato del protagonista e ciò che lo ha portato a fare il pilota per questa rapina. La trama del film di Jeremy Rush è quasi inesistente; poche azioni, ma è tutto incentrato su di lui e per quasi tutta  la pellicola vediamo solo l’autista.

Il mondo del film è la macchina. Lo vediamo quasi sempre guidare la macchina e nel frattempo telefonare alla figlia, alla moglie, ma anche al misterioso sconosciuto. Anche quando scende dalla macchina, lo spettatore è dentro l’automobile. Si respira molto claustrofobia per tutto il film. Il protagonista rinchiuso in macchina non è altro che una metafora della sua situazione: non riesce più a uscire dalla condizione in cui si è cacciato ed costretto a prendere delle dure scelte. Ricorda per certi versi Locke.

L’autista è un film originale Netflix che, partendo da una semplice rapina, riesce a essere un ottimo noir. In quella macchina dal bagagliaio rosso il regista riesce a raccontare tutto. Non mancano scene d’azioni (sempre raccontate dal pov della macchina), ma è l’autista il fulcro della storia. Si racconta il suo dramma.

 

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Aspirante regista. Classe 88, da sempre adoro il cinema. Infatti, ho portato Matrix come tesina di maturità. La mia passione per la settima arte mi ha portato a laurearmi al DAMS di Roma Tre. I miei registi preferiti sono Christopher Nolan, Sergio Leone, Quentin Tarantino e Giuseppe Tornatore. Adoro anche le serie televisive come Lost, Games of Thrones, Sherlock, Black Mirror e Inside No. 9. Insomma, mi piacciono le grandi storie per immagini. Per questo motivo mi piacciono anche i fumetti. Mi piace analizzare ogni film e capire come è stato girato. Il mio sogno? Approdare al Festival di Venezia con il mio primo lungometraggio.