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La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra – Recensione

Talion e Celebrimbor tornano più in forma che mai, in quel che si preannuncia come uno dei migliori titoli del 2017.

I due protagonisti de La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor, il ramingo Talion e l’elfo Celebrimbor, ritornano nel secondo capitolo La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra. La vendetta contro il perfido Sauron è l’obiettivo finale, ma il viaggio da intraprendere per raggiungere l’odiato antagonista è molto lungo. Vediamo insieme se val la pena immergersi nel sequel di questo tie-in che aveva convinto nel 2014 pubblico e critica.

 

Un viaggio inaspettato

Come già anticipato, i protagonisti dell’intreccio saranno ancora una volta Talion e Celebrimbor, intenti a creare un’armata per contrastare l’imponente esercito di Sauron. L’Oscuro Signore di Mordor si prepara infatti a schiacciare ogni essere vivente libero che abita la Terra di mezzo. Il ramingo e l’elfo si troveranno ben presto in un confronto con la letale Shelob, presente nel titolo in un’inedita veste di sensuale donna capace di tramutarsi in ragno.

Quest’ultima, spaventosa quanto attraente all’occhio degli uomini, riuscirà ad appropriarsi ben presto dell’anello dei protagonisti e, da quel momento in poi, i guai da fronteggiare non faranno che aumentare di numero. Gli eventi narrati si collocano temporalmente fra le vicende de Lo Hobbit e quelle de Il Signore degli Anelli. Nonostante una trama che, per il modo in cui si evolve, non rispecchia assolutamente l’opera di Tolkien da cui ha preso ispirazione, abbiamo di fronte una storia che fa il suo dovere, senza osare troppo, ma che si tiene comunque in piedi discretamente. L’impalcatura narrativa è resa convincente anche da un eccellente doppiaggio. Ma non è certamente il plot a costituire il punto forte della creatura di Monolith.

 

L’Ombra di Mordor più in forma che mai

Il cuore pulsante de La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra risiede nel fatto di aver potenziato tutti gli elementi presenti nel già ottimo prequel. Il Nemesis System, innovativo sistema grazie al quale la personalità, l’aspetto estetico dei nostri nemici e le situazioni sono generate casualmente, rende l’esperienza ludica potenzialmente infinita, ritardando al massimo l’incedere della noia. L’Ombra della Guerra è tutto ciò che di buono si era visto nel suo predecessore, senza la preoccupazione di dover sottostare agli obblighi del cross-gen. L’enorme mappa a disposizione rappresenta certamente uno degli elementi più riusciti del titolo. Avremo infatti la possibilità di viaggiare in diverse regioni, fra cui annoveriamo Gorgoroth, Seregost e Nurnen.

Le missioni principali da svolgere verranno sviluppate parallelamente a degli obiettivi secondari, che evidenziano l’unicità del Nemesis System, il quale ha il merito di far vivere al giocatore una grande varietà di situazioni, fra cui il classico assassinio del capitano orco di turno, missioni di vendetta (nel caso in cui venissimo sconfitti in battaglia, potremo tentare una rivalsa nei confronti del nostro carnefice), duelli all’ultimo sangue fra capi di differenti fazioni e, infine, una parte dedicata interamente agli assedi. Favorire un capitano o l’altro in una contesa all’ultimo respiro, determinerà un assetto completamente differente nei giochi di potere fra orchi. Starà a noi avere l’abilità di sfruttare al meglio le faide fra i nemici per volgere il tutto a nostro vantaggio.

 

Un esercito per domarli tutti

Come anticipato a inizio recensione, l’obiettivo di Talion e Celebrimbor è quello di formare un’armata in grado di contrastare lo spaventoso esercito dell’Oscuro Signore. Un’impresa apparentemente impossibile, se non fosse che, grazie al potere del Nuovo Anello forgiato dal nostro compagno elfo, potremo domare gli orchi più forti per poi portarli a combattere dalla nostra parte. Dopo averli sconfitti in duello infatti, avremo a disposizione un buon numero di compiti e mansioni da affidare ai compagni orchi: dall’eleggerli guardie del corpo del protagonista all’assegnare loro un ruolo di prestigio fra le nostre armate, dal renderli infiltrati per la nostra causa al commissionare l’eliminazione di un obiettivo specifico, la varietà non manca di certo. Potremo perfino scegliere di mandarli a quel paese, nel caso in cui uno degli orchi alleati ci risultasse antipatico.

Uno degli aspetti più interessanti è però rappresentato dalla dinamica degli assedi. Sarà eccitante per ogni giocatore arrivare al momento di condurre un devastante attacco contro le basi nemiche, anch’esse plasmate a piacimento del Nemesis System, sia per quanto riguarda la loro organizzazione organica che l’ecosistema circostante. Intrighi e tradimenti saranno all’ordine del giorno fra le fila nemiche, ma ampio spazio verrà dato anche alle promozioni. Specifichiamo però che lanciarsi ciecamente alla conquista di un fortino nemico, cioè senza avere a disposizione truppe abbastanza potenti, porterà ad una sonora sconfitta. Dunque le fasi di grinding sono inevitabili. La modalità di assedio online poi fa sì che le nostre scorribande non si limitino al mero attacco, ma dovremo anche difendere la nostra base da eventuali incursioni di altri giocatori. Uno scenario che dona all’offerta ludica made in Monolith dinamiche molto interessanti.

 

Nemesis System, variabilità assicurata?

Dopo aver giocato L’Ombra della Guerra per qualche ora, un leggero sentore di già fatto o già visto ci pervaderà sicuramente. La maggior parte delle attività si baserà, per forza di cose, sul combattimento con gli orchi. A spezzare però il ritmo a tratti iterativo ci penseranno occasionali (e, aggiungiamo, spettacolari) confronti con alcune fra le più letali creature dell’universo di Tolkien: fra Balrog, draghi e Nazgul, non avremo affatto di che annoiarci. L’occasione poi, durante le nostre scorribande a caccia di orchi, di cavalcare bestie di vario tipo, dona al titolo quel fascino “tamarro” anni ’90 che non guasta. Certo, Talion non brandirà mai dei mitragliatori uzi al posto delle sue fidate lame, ma contiamo su una coraggiosa mod ideata in futuro da qualche hacker disturbato.

Discostandoci un attimo dalle folli divagazioni, soffermiamoci sulle missioni secondarie, abbastanza simili fra loro ma approcciabili nei modi più disparati. Piacevolissimo sarà infatti l’osservare da lontano gli effetti sui nemici di un avvelenamento da grog, opportunamente sabotato da Talion, oppure sfruttare l’abilità di tiratore con l’arco di Celebrimbor per far esplodere dei barili infiammabili. Diversivi che sembrerebbero piuttosto sterili ma, quando sarete circondati da un’orda di orchi, sentirete sulla vostra pelle quant’è utile la deflagrazione giusta al momento giusto.

Alla varietà di situazioni va ad aggiungersi la componente RPG della produzione. Massacrando gli orchi più tenaci, riceveremo nuove armi ed equipaggiamenti adeguati all’impresa compiuta. Fra lame rare, leggendarie ed epiche, avremo l’imbarazzo della scelta. Da segnalare poi i pacchetti acquistabili versando moneta sonante nello store del gioco. Grazie agli upgrade “droppabili” sbloccheremo ulteriori abilità e cambierà perfino il modo in cui finiremo i nostri avversari, aggiungendo un po’ di sano gore all’esperienza.

 

Il comparto tecnico

L’opera magistrale di Tolkien viene onorata al meglio, attingendo a piene mani dall’universo di Frodo e compagni, per quanto riguarda ambientazioni e personaggi. Una produzione ben ispirata va di pari passo con un comparto tecnico assolutamente valido. Monolith ha incrementato a dismisura il mondo di gioco, mettendo sul piatto mappe tutte dotate di caratteristiche specifiche e curate al dettaglio. I poligoni, pur non essendo esenti da imperfezioni, sono stati levigati al meglio, puntando tutto sui giochi di luce e gli effetti, attingendo a piene mani dalla potenza delle console current-gen. Qualcosa da ridire c’è purtroppo per quanto riguarda le animazioni del protagonista.

Vedere Talion sfruttare l’abilità dello “scatto elfico” vi strapperà più di qualche risata, a causa di un rapporto fra i suoi movimenti e lo spazio percorso leggermente conflittuale: più di una volta l’uno non corrisponderà esattamente all’altro. Il tutto viene condito da sporadici glitch, che si spera verranno sistemati dagli sviluppatori con futuri aggiornamenti. I fan del racconto originale, specialmente della sua versione letteraria, avranno di che esultare per la bellezza dei paesaggi, i quali evocano le atmosfere più magiche immaginabili nella Terra di mezzo. L’esperienza ludica viene infine impreziosita da un sonoro sempre adeguato alle situazioni vissute dai protagonisti di quest’epica avventura.

 

Commento finale

Dopo ben tre anni di attesa, La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra offre un piatto ricchissimo, a cui i fan del prequel non potranno resistere. Il secondo capitolo delle peripezie di Talion e Celebrimbor ripropone tutte le delizie viste nel 2014, con alcune interessanti novità, il tutto in un vastissimo mondo di gioco. Il Nemesis System rende potenzialmente infinita quella che possiamo ben definire una delle esperienze ludiche più stimolanti del 2017. Tanto di cappello Monolith!

VOTO: 8.5

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