Arrivano i cuggini (sì, con due “g”) di Topolino, riusciranno a soddisfare le nostre aspettative?

Prima dell’accattino, cosa mi aspettavo da Cuphead
Mi ha sempre affascinato il mondo degli indie: ormai le grandi case di produzione pensano solo a fatturare dindini con giochi AAA con assets riciclati e microtansazioni invasive. Prendiamo come esempio “L’Ombra della Guerra”, gioco eccellente sulla carta ma tumorato da quel dover sganciare le mazzette per facilitarti la gestione degli avamposti.
Per fortuna c’è chi ama ancora fare videogiochi come Hideo Kojima che ha rifiutato la politica tirannica di Konami, e appunto, i produttori indipendenti che negli ultimi dieci anni ci hanno regalato capolavori come Super Meat Boy, Terraria, i due Hotline Miami, Enter the Gungeon ed Undertale. Ovviamente non tutti gli indie sono oro: molti sono pessimi e ricevono ingiustamente attenzione solo perchè giocati da influencer. Un piccolo esempio è il celebre No Man’s Sky.
Qualche anno fa, fa capolino un piccolo studio di nome HDMR che presenta un idea carina quanto originale, Cuphead. Era l’E3 2013 quando hanno mostrato il primo trailer: il gioco, in grafica da cartoon d’epoca mostrava una battaglia tra una tazzina antropomorfa palesemente ispirata a Mikey Mouse e due piccoli boss. Il gioco era previsto per il 2014 per la nuova Xbox e Pc. Ammetto che non mi ispirò moltissimo, sopratutto perchè presentato sotto l’ala Microsoft e in quel momento ero molto più in hype per la concorrente. Negli anni successivi uscirono nuovi trailer che mostravano una grafica sempre più interessante, con l’utilizzo di filtri ed effetti che rendevano l’opera ancora più fedele a un cartone anni 30. Una cosa non mi convinceva, il continuo reinvio del gioco. La casa di sviluppo infatti era a corto di fondi. I due ragazzi dietro al progetto sono stati costretti ad ipotecarsi la casa pur di continuare il loro gioco. Ho avuto un piccolo deja vù, con situazioni del genere di solito il prodotto finale ne risente, insomma, il timore di vedere un nuovo No Man’s Sky c’era eccome. Tuttavia, finalmente, arriva una data d’uscita: 29 settembre 2017.

Gioco alla mano, i primi pareri
Gioco alla mano, mi son subito ricreduto: Il gioco si presenta in una maniera eccellente: un’intro che ricorda effettivamente i cartoon di Topolino e compagnia con una musica in sottofondo che ci narra la storia di cui non voglio fare minimamente spoiler. Lo stile grafico non mi ha minimamente deluso, al contrario, il lavoro degli sviluppatori è stato immenso. I disegni sono stati realizzati, frame per frame, a mano e poi passati sul pc dove sono stati colorati con Photoshop. Una gioia per gli occhi perchè non solo i disegni sono eccezionali, ma anche le animazioni. Qualsiasi animazione si sposa perfettamente al contesto in cui ci si trova. Se guardi il gioco dall’esterno, da non giocatore (perchè magari giocando, concentrato non ci fai tanto caso) sembra davvero di assistere a un cartone animato.

Ma ora mettiamoci alla prova
Passiamo all’aspetto che interessa davvero a tutti, quello di cui si discute di più online ultimamente: il gameplay. Cuphead è un run and gun che si concentra al 90% sulle boss fight. I livelli a scorrimento sono stati inseriti nel contesto di recuperare le monete che ci permettono di sbloccare potenziamenti. Molte persone sono rimaste deluse per il fatto che ci siano solo boss fight, personalmente no, è quello che mi aspettavo. Inoltre ribadisco che il gioco è un run and gun non un platformer. Questo significa, in parole normie, che non ci troviamo di fronte a un “Super Mario” ma essenzialmente a un Metal Slug. Per quanto riguarda l’ormai celebre difficoltà, tanto da paragonarlo a “Dark Souls” devo totalmente dissentire. Cuphead non è un gioco impossibile, è un gioco impegnativo e punitivo. Per ogni boss abbiamo 3 vite terminate le quali è game over, si ricomincia da capo il livello, a meno che non si giochi in due, lì i giocatori possono salvarsi a vicenda parriando il fantasmino del collega. Attenzione però, giocare in due comporta il malus del danno dimezzato. Tutti i livelli possono essere superati con un minimo di ingegno, imparando le mosse (pattern) dell’avversario e magari anche cambiando lo shoot e i power up in base al contesto in cui ci si trova anche se a mio avviso l’arma iniziale rimane la più indicata nella maggior parte delle situazioni. Ho detto di non voler fare spoiler, non vi dirò quanti boss ci sono ma la longevità per un giocatore medio è più che buona dato che questo rimarrà bloccato più volte nei vari livelli. Per quanto riguarda i player più allenati, tutto si supera in 4-5 ore massimo e per il prezzo, 20 euro, ne vale la pena. Sopratutto perchè oltre che delle immagini, vi innamorerete delle musiche, molto caratteristiche. Molto spesso non vi si toglieranno dalla testa come quella del King Dice.

Pareri finali
Cuphead non è un gioco tecnicamente perfetto, sebbene si presenti, come detto più volte, in maniera accattivante, soffre di diversi bug e glitch. Nulla di irrisolvibile, con le patch hanno già fixato diverse cose e continuo a sperare in un futuro supporto da parte dello studio HDMR. Nel complesso mi ritengo soddisfatto e consiglierei il gioco a tutti, anche ai gamer meno formati. Cuphead è infatti un’ottima palestra che tanto mi ricorda gli anni 90, gli anni in cui se un gioco era impegnativo non era il “Dark Souls” della situazione. Ho giocato questa piccola perla su Pc ma è disponibile anche per One, sapete, quel videoregistratore che (spero) pochi di voi avranno in casa a prendere polvere. Detto questo, sono un recensore alle prime armi, scrivo da poco per conto di The Brain e ho deciso che con questo Cuphead utilizzerò una media matematica dei criteri dei vari aspetti del gioco, approssimo sempre ai mezzi. In seguito valuterò di inserire altri due parametri in base al tipo di gioco. Andiamo a vedere come va per questo Cuphead.

Grafica: 9
Sonoro:10
Longevità:8
Giocabilità:10
Totale: 9.5