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Violeta. Corazón Maldito – prima assoluta a FOF

Virginia Tonfoni e Alessio Spataro presentano il loro nuovo lavoro, accompagnati dalla voce di Ginevra Di Marco. Al termine, la proiezione del teaser del film “Caterina”.


Il 28 settembre è cominciata la terza edizione di FOF – Fumetto Oltre Fumetto.  Per chi non lo conoscesse, FOF è un festival ideato e organizzato dall’Associazione “La Scintilla” con la collaborazione di Comicon Napoli e Fondazione ELSA e con il patrocinio del Comune di Poggibonsi (SI). L’idea è quella di osservare il fumetto non soltanto fine a se stesso ma nel suo dialogo con le altre arti e come innovatore di storie e linguaggi. Durante le varie giornate il pubblico avrà il piacere di conoscere più da vicino determinati fumetti tramite incontri con autori ed esperti, nonché attraverso anche altri tipi di arte (come appunto è successo per Violeta).
Per la terza edizione, FOF è Immaginar(i)e vite: dedicato appunto alle vite raccontate e immaginate, quest’ultimo inteso sia come inventate che come trasformate in immagini.

manifesto FOF realizzato da Martoz
manifesto di FOF realizzato da Martoz

Si svolgerà in 3 giornate:

  • la prima è stata dedicata a Violeta Parra, raccontata nella graphic novel Violeta. Corazón maldito (BAO Publishing) di Virginia Tonfoni e Alessio Spataro;
  • la seconda vedrà protagonisti tre fumetti diversi: Goodbye, Marilyn (Becco Giallo) di Roberta Sakka Sacchi e Francesco Barilli, Marie Curie (Becco Giallo) di Alice Milani e Charles (Coconino) di Alessandro Tota;
  • alla terza, infine, parteciperà Luca Boschi, uno dei maggiori esperti di fumetto in Italia, che condurrà il pubblico in un’edicola del 1967 per raccontare i giornalini di Michele Mari, protagonista del momento successivo in cui sarà presentato il suo Leggenda privata (Einaudi).

Il tutto naturalmente accompagnato da musica e letture. Inoltre a fianco del festival Giulia Del Mastio terrà Vite illustrate, un workshop di illustrazione e pittura dedicato al cinema.

Quest’anno ho avuto il piacere di partecipare alla prima serata di FOF. Non avevo mai partecipato prima d’ora al festival, anzi non lo conoscevo proprio, e devo dire che è stata una bellissima esperienza. Potrei parlare proprio di un “incontro” tra me e FOF, non con gli autori ma proprio con l’organizzazione: l’atmosfera quasi “casalinga”, la musica (in questo caso) che avvolgeva la sala Set del Teatro Politeama e naturalmente tutte le curiosità dietro la realizzazione di Violeta, il valore aggiunto dato dalla proiezione del teaser di Caterina… Insomma un magnifico momento dedicato al fumetto e alla vita di Violeta che, proprio per tutti i motivi sopraelencati, vorrei condividere. Allora, dopo questa (non) breve introduzione, entriamo nel vivo dell’incontro.


Gracias a la vida

Gracias a la vida è probabilmente la canzone più conosciuta di Violeta Parra, cantautrice (e non solo) cilena.

È proprio con questa canzone che è cominciato l’incontro. Ad eseguirla Ginevra Di Marco, vincitrice del premio Tenco 2017 come migliore interprete e una delle massime esponenti della world music e nuovo folk italiano, con Andrea Salvadori alla chitarra.

ginevra di marco e andrea salvadori
Ginevra Di Marco e Andrea Salvadori

Una versione diversa da quella originale. La voce magnifica di Ginevra è forse più calda e piena rispetto a quella di Violeta che sembra quasi fragile nonostante la sua forza d’animo, ma erano più che altro i cambiamenti di ritmo e intensità a rendere il tutto differente. Una chitarra che in certi momenti entrava di prepotenza al posto della voce, con un miscuglio di trepidazione e rabbia, e l’interpretazione anche corporea della cantante che variava, a seconda dei passaggi, tra un sorriso e uno sguardo triste. Il tutto nelle ultime strofe si fondeva in un ritmo incalzante; insomma un arrangiamento veramente curato e ben fatto e un’esecuzione, da parte di entrambi, degna di nota.

D’altra parte, come ha raccontato Ginevra Di Marco, questa canzone fa parte del loro repertorio da 6 anni ed ha, in un certo senso, segnato il suo passaggio alla musica folk. Quando la sentì per la prima volta faceva rock, ma rimase veramente commossa dal brano: “Esiste un mondo meraviglioso che non conosco ma so (che) dovrò incontrare prima o poi” e così è stato.

Ed è sempre con questa canzone che anche noi andremo a conoscere il mondo di Violeta Parra. Infatti è proprio con Gracias a la vida che si apre e si conclude Violeta. Corazón maldito, graphic novel di Virginia Tonfoni e Alessio Spataro.

Violeta corazon maldido bao
Violeta. Coranzón maldito (BAO Publishing)

I vari capitoli della graphic novel sono divisi da pagine contenenti dei frammenti delle canzoni di Violeta Parra. Il primo frammento fa parte, appunto, di Gracias a la vida e per questo si può dire che la canzone apra il volume. Inoltre la stessa canzone è citata anche in una “nuvoletta” nel primo capitolo. Tuttavia Gracias a la vida è una delle ultime creazioni di Violeta, così sarà presente anche nelle ultime pagine del volume. Ma allora perché inserirla all’inizio se è una delle ultime? Questo ciò che chiede Dario Ceccherini, del gruppo della Scintilla e per l’occasione interlocutore dei due autori. Ebbene, il volume segue rigorosamente un ordine cronologico, motivo per cui si apre con la nascita di Violeta, un momento di gioia e di vita che non poteva non venire legato alle parole di Gracias a la vida.

Violeta Parra nacque il 4 ottobre 1917. A breve ricorrerà quindi il 100esimo anniversario della nascita e proprio per questa occasione (anche se un giorno dopo, il 5 ottobre) BAO Publishing pubblicherà il volume, il 28 settembre in anteprima assoluta a FOF. Tuttavia non sarebbe dovuta andare proprio così. Come spiega Virginia Tonfoni, la graphic novel sarebbe dovuta uscire, in realtà, per ricordare i 50 anni della morte, avvenuta il 5 febbraio 1967, ma ci sono stati dei problemi con i tempi data la difficoltà nel mettere insieme il materiale e nel rappresentarlo.

Da cosa è nata l’idea di creare una biografia a fumetti di questa artista? Virginia Tonfoni è una collaboratrice di Alias, il supplemento culturale del Manifesto (in cui si occupa principalmente di graphic novel), ed è stato proprio grazie al Manifesto che è venuto fuori il nome di Violeta. L’idea del quotidiano era quella di creare una collana dedicata a grandi personaggi e quando hanno chiesto a Virginia quale secondo lei fosse degno di nota ha risposto istintivamente con il nome dell’artista cilena.

Virginia Tonfoni - Violeta
Virginia Tonfoni

Il progetto non va in porto, ma l’autrice racconta che ormai aveva in testa il voler riportare la vita di Violeta Parra su carta. Per questo comincia a ricercare tutti i dati riguardanti la cantautrice e traduce anche El libro mayor de Violeta Parra, pubblicato postumo dalla figlia, in cui viene esposta la vita di Violeta basandosi su documenti e testimonianze tra cui anche lettere scritte dalla cantante stessa, in cui racconta i suoi soggiorni in altri paesi, e la corrispondenza con il musicista svizzero e suo amante Gilbert Favre.

Il fumetto era sicuramente il miglior modo per trattare questo argomento, dato che “è un linguaggio privilegiato per raccontare la vita”. Ma per un’esistenza turbolenta come quella di Violeta serve un tratto leggero e “scherzoso”, che in qualche modo equilibri la parte drammatica. Probabilmente è proprio per questo che è stato scelto Alessio Spataro, disegnatore satirico che collabora dal ’99 con testate giornalistiche come Cuore, Left, Schizzo, L’Isola Possibile, Liberazione etc.. ed ha già pubblicato con BAO nel 2015 Biliardino.

Alessio Spataro -Violeta
Alessio Spataro

“Non avevo idea di chi fosse Violeta Parra ammette Spataro, che aveva in mente altri progetti da poter realizzare con BAO. Ma l’editore era entusiasta, “probabilmente ero io l’unico a non conoscerla” scherza “ma il personaggio mi incuriosì”. Violeta si ribellò anche nei confronti del suo stesso ambiente, non soltanto verso chi la criticava o non ne condivideva i principi, inoltre da subito ha dei figli e si crea una famiglia ma a questa predilige la carriera “non per arrivismo ma per curiosità, e questo è molto interessante”.

Chi avrà l’occasione di vedere il volume, noterà subito che gli unici colori utilizzati sono bianco, nero e arancione. Volete sapere come mai proprio l’arancione? Perché è il preferito dall’editor!
In realtà secondo Alessio Spataro era il colore più adatto a creare i contrasti presenti nell’animo di Violeta.

Parlando di contrasti, uno che salta subito all’occhio a chi poi leggerà il volume, o già conosce un po’ la storia della cantante, è legato al senso di solitudine dell’artista. La verità è che Violeta Parra ama il pubblico, tanto che in un’intervista alla domanda “lei scrive canzoni, fa sculture, scrive poesie, tesse arazzi, se dovesse scegliere una tra tutte queste arti quale sarebbe?” lei rispose “stare con la gente”. Come spiega Virginia Tonfoni, questo senso di solitude è legato solamente al processo creativo, è in un certo senso voluto: Violeta era una persona ricca di creatività, ma aveva bisogno di plasmarla.

 

tavola di Violeta
da Violeta. Corazón maldito (BAO)

Andiamo adesso a dare un’occhiata più da vicino al contenuto di Violeta. Corazón maldito. Come già detto si tratta di una biografia di Violeta Parra tramite fatti riportati in ordine cronologico. Era impossibile per i due autori immortalare ogni anno della vita dell’artista, ogni incontro e ogni elemento significativo della sua esistenza; le pagine sarebbero state decisamente troppe, trasformando il volume in un vero e proprio trattato. La graphic novel è stata così suddivisa in 10 capitoli in cui vengono raccontati 10 episodi rappresentativi della vita di Violeta. Tuttavia certe cose non potevano essere escluse; secondo Virginia Tonfoni e Alessio Spataro quello con Violeta. Corazón maldito è stato “un lavoro di compensazione più che di selezione”. Nei dieci capitoli sono contenuti aneddoti (spesso dovuti anche all’ironia tagliente del personaggio) anche per comprimere una serie di anni e di eventi significativi ma non scelti per essere rappresentati pienamente. L’idea è quindi quella di dare un senso compiuto ad una vita non raccontando tutto ma “suggerendo con l’intento di ‘dare un LA’ per la ricerca sul personaggio ed anche l’ascolto delle sue canzoni [Virginia Tonfoni].

Insomma un lavoro particolarmente difficile, specialmente quando si tratta di persone così complesse come Violeta Parra. Ma la maggiore difficoltà secondo Alessio Spataro non è stata questa o il documentarsi: “A differenza di Biliardino qui avevo Virginia che è un archivio vivente, brava anche a tradurre dei brani spagnoli in corso di lavorazione”. La cosa più difficile per lui è stata come rappresentare la musica. Come si raffigura il suono su carta? Proprio per rispondere a questa domanda sono nati i frammenti di canzoni posti a fine capitolo, ma ovviamente non bastavano dato che era necessario disegnare la musica anche all’interno del testo. La soluzione di Spataro è stata quella di utilizzare dei segni, delle linee curve, uniti a delle pagine completamente mute; la vita di Violeta era fitta di voci irruente e di lunghi silenzi, anche riferito al contrasto solitudine-pubblico descritto prima, per cui questo è un metodo veramente efficace per rappresentare i suoi suoni.

tavola 2 di violeta corazon maldido
(non)raffigurazione del suono in Violeta. Corazón maldito

Particolarmente significativa è la quarta di copertina di questo volume, a cura di Michele Foschini, direttore editoriale di BAO Publishing.

“Prima della rinascita post-dittatura, la rivoluzione cilena è stata una donna, sola, con la sua voce e la sua chitarra. Violeta Parra è stata la voce del Cile quando il Cile ne aveva più bisogno”.

Come spiega Virginia Tonfoni, quello di Violeta era un grandissimo lavoro di recupero, girava per le strade anche senza registratore ma solo con carta e penna per ritrovare le canzoni tradizionali. Il Cile non sapeva di aver bisogno del suo lavoro; nel ’53 la musica popolare cilena era quella del potere, di moda, e si stavano dimenticando le tradizioni”. Sicuramente un grande contributo a questa ricerca di Violeta è stato dato dal fratello maggiore Nicanor, detto l’antipoeta, decisamente più aperto rispetto ai suoi connazionali. È stato anche grazie a lui che la famiglia è riuscita a riunire tutte le opere di Violeta disperse per l’Europa per poi esporle nel Museo Violeta Parra, fondato soltanto nel 2015.

 

interno museo violeta parra
interno del Museo Violeta Parra

 

Come si può vedere dall’immagine, nella produzione di Violeta Parra gli arazzi sono importanti tanto quanto le canzoni. Nella sua autobiografia Décimas racconta come ha cominciato a disegnare e intessere arazzi a causa di un’epatite che la costrinse a letto; “Strappò una tenda e cominciò a ricamare, una vera smania di produrre” [Virginia Tonfoni]. La bellezza di questi arazzi le valse anche una mostra al Louvre, con tutta la difficoltà che comportava lo spostarli dato che li ricamava su rotoli di juta. All’inizio dei vari capitoli lo stesso Alessio Spataro ha provato a disegnare dei motivi per ricordare proprio gli arazzi della cantautrice.

 

arazzi violeta alessio spataro
arazzi di Alessio Spataro in Violeta. Corazón Maldito

 

Per concludere, che cosa si aspettano i due autori da questa graphic novel? Sicuramente il desiderio più grande è che anche questo volume arrivi in quel Museo, come una valida biografia di Violeta Parra, e che faccia conoscere questo personaggio anche ai più giovani attivando la loro curiosità.
Per adesso un grande traguardo verrà raggiunto martedì 3 ottobre, quando Violeta. Corazón Maldito sarà presentato all’Ambasciata del Cile a Roma con la presenza dell’ambasciatore cileno Fernando Ayala.
Qui di seguito i prossimi appuntamenti, dove gli autori saranno presenti e a cui vi consiglio veramente di partecipare  per scoprire molto di più su questo fumetto e sull’importante presenza che Violeta Parra è stata per il Cile.

presentazioni violeta corazon maldito
prossimi appuntamenti con Violeta. Corazón maldito

Infine non poteva non mancare un’altra serie di canzoni della cantautrice, magistralmente interpretate da Ginevra Di Marco. Tra le varie canzoni anche un ricordo di Mercedes Sosa e un inedito, Saintes Maries de la Mer, che vi propongo di seguito.

 


Caterina

Durante l’incontro è stato proiettato anche il teaser di Caterina, film-ritratto di Francesco Corsi (produzione: Kiné) dedicato a Caterina Bueno.

film caterina bueno
Caterina di Francesco Corsi (Kiné)

Ad accomunarla a Violeta Parra il grande amore per il canto popolare tradizionale. Caterina Bueno è stata infatti una delle maggiori interpreti e ricercatrici del canto popolare tradizionale e contadino in Italia.

Si tratterà di un viaggio attraverso immagini, musica e parole della stessa Caterina ricavate da vecchie registrazioni. Un racconto anche tramite testimonianze di collaboratori e amici, come Giovanna Marini, Fausto Amodei e Dario Fo, e filmati di tv italiane e internazionali. Francesco Corsi si propone così di parlare di un personaggio importante per la musica tradizionale italiana: “Nessuno ha la pretesa che sia esaustivo, deve essere un ricordo”, il ricordo di come anche lei girava col registratore sempre in mano, il ricordo di una raccatta-canzoni.

Il progetto gode della partnership di: Istituto Ernesto De Martino, AESS – Archivio di Etnografia e Storia Sociale Regione Lombardia, Associazione Culturale Bueno.

Per maggiori informazioni o per dare il vostro contributo: Caterina KinéDoc

 


 

 

Un ringraziamento a FOF-Fumetto Oltre Fumetto e La Scintilla per aver organizzato questo magnifico evento. Non potendo partecipare agli altri incontri spero in una futura quarta edizione di FOF, adesso che ho conosciuto questo festival così particolare che racconta il fumetto con tante altre arti.

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