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The Umbrella Academy: Ecco a voi i supereroi “Punk” (Recensione Vol. 1)

The Umbrella Academy è un mix esplosivo e dinamico di scrittura e grafica, che racchiude e rielabora il mondo supereroistico in maniera surreale e dark.

Gerard Way, l’autore di questa opera, è il leader dei My Chemical Romance, la famigerata band che da anni riempie i cuori e i palchi che “ospitano” la loro musica. In questi casi, si è sempre scettici per quanto riguarda questo genere di versatilità da parte di un’artista, visto che in questa volta si tratta di un difficilissimo capovolgimento di fronte, passando da un testo musicale ad un testo fumettistico. La transizione è complicata, ma Gerard riesce in maniera egregia e maniacale in questa missione, dimostrando che musica e fumetto possono andare d’accordo, se si conosce la “lingua” con cui si vuole trasmettere il messaggio.

The Umbrella Academy vede come protagonisti un gruppo di sbandati, che fanno parte dell’omonima accademia, che si riuniscono dopo alcuni anni per onorare la morte del loro padre adottivo “Sir Reginald Hargreeves” : egli li ha presi con se fin dalla sua nascita per istruirli contro una minaccia che riguarda il loro pianeta, non ancora definita.

The umbrella academy

La trama è molto semplice; infatti quest’ultima non è il punto forte dell’opera, anche se la potenza scritturale regge abbastanza bene il tutto. Way gestisce in maniera maniacale e geniale una storia che riesce a colpire, e dare carattere ai  protagonisti, i quali, nonostante tutto, si fanno amare, odiare ed apprezzare, anche grazie alle bellissime tavole del talentuoso Gabriel Bà. La vera forza di Umbrella Academy consiste nell’essenza che quest’ultima trasmette, grazie alla perfetta sintonia tra i due autori; essi  danno un volto e dei testi dinamici e potenti a quello che partorisce la mente e la fantasia di Gerard, durante la fase iniziale di quest’opera. Ciò conferisce un nuovo volto, fresco, punk e musicale al mondo fumettistico.

La nuova veste sul “supereroe” ha una innovativa faccia con questa opera, che rielabora i cliché del mondo e del genere di cui tratta, regalando delle perle scritturali e visive non indifferenti; offre spunti ed altre visioni a chi legge l’opera, calcando anche il surrealismo, lo splatter e personaggi singolari, che mostrano tanti stili diversi, da cui tanti autori possono solo esaminare, apprendere e trarre spunto. L’opera, infatti, regala tanti momenti particolari e mai visti prima, mescolando action, dark e punk, proprio come i testi dei My Chemical Romance.

The umbrella academy

Le tematiche e gli stili toccati in The Umbrella Academy di certo non sono pochi – come abbiamo anticipato in precedenza – punk, surrealismo, splatter, violenza, humour nero e tante altre fusioni stilistiche danno una ventata di aria fresca e leggerezza a questo primo ciclo di storie illustrate da , il dinamico autore che ha dato vita e volto ai testi di Way. Egli, riuscendosi a sposare in maniera precisa, potente e perfetta ai suoi personaggi, studiandoli e realizzandoli, ha permesso che il risultato finale sprizzi stile da tutti i pori, portando agli occhi del pubblico personaggi stilisticamente perfetti ed imperfetti nei loro caratteri “dark”, ed anche precise ambientazioni della stessa.

Dalle tante sfaccettature notiamo anche il Surrealismo, che diventa una colonna portante dopo alcuni capitoli, ed incide alla grande sulla storia e sulle vicende che coinvolgono il pianeta e i protagonisti. Volti sinistri, irreali e metafisici che ricordano, a tratti, le opere di De Chirico, e di tanti altri autori di quel periodo; queste raccontavano e mostravano, tramite i volti dipinti, la distruzione, la guerra e la fine imminente che portava la situazione attuale in cui si descriveva la scena che si stava per svolgere, proprio come nelle tavole di The Umbrella Academy.

The umbrella academy

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The Umbrella Academy regala una mescolazione stilistica che vacilla, secondo i suoi canoni, tra il dark, il punk,  lo splatter, il dramma e il surrealismo, narrando il tutto tramite le abilità scritturali di Gerard Way, e l’enorme talento stilistico e grafico di Gabriel Bà. Tavole geniali e ben costruite scivolano su una scrittura pulita e violenta, che mette in scena, ambientazioni devastanti e metafisiche, le quali trascinano con se residui di una guerra atomica di cui non si poteva fare a meno.

 

 

 

 

 

 

 

 

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