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The Brain of Comics Pages: le nostre tavole a fumetti preferite

Un vero lettore di fumetti ne ha lette, girate e accumulate davvero tante di tavole… ma se dovesse sceglierne solo una?


Dopo l’articolo sulle copertine dei fumetti preferite dallo staff di The Brain of Pop Culture ho deciso di alzare ancora un po’ l’asticella di difficoltà per i colleghi del sito.
Se scegliere una copertina può risultare arduo, figuriamoci quanto possa esserlo selezionare, tra le migliaia e migliaia di pagine sfogliate nel corso della nostra carriera da lettori, una singola tavola che sia per noi la più significativa.
Chiaramente valgono gli stessi criteri dello scorso post: non si tratta necessariamente di tavole dall’inestimabile valore artistico o dall’enorme potenza comunicativa, ma semplicemente di quelle che, in un modo o nell’altro, ci hanno colpito in modo particolare.
Spoiler alert: trattandosi non più di copertine, ma di pagine interne agli albi, le righe che seguono conterranno, per forza di cose, dosi massicce di anticipazioni riguardo le storie citate.
Ci auguriamo che anche voi lettori vogliate condividere con noi le vostre tavole preferite, magari con un commento qui sotto o sulla nostra pagina Facebook.

Come l’altra volta inizio io, presentandovi una pagina che, a suo tempo, cambiò drasticamente il mio modo di vedere i fumetti. Si tratta della tavola finale di Dylan Dog n. 46 Inferni, storia scritta da Tiziano Sclavi e disegnata da Carlo Ambrosini.


Dylan Dog Inferni 0996


Ma finisce così? Ci sarà una seconda parte?” è quello che pensai, incredulo, tenendo l’albo ancora aperto in mano e gli occhi sbarrati. Cercate di capirmi, avevo tra gli undici e i dodici anni e sarà stata la mia terza o quarta lettura di un Dylan Dog.
Se non si fosse capito, in questa storia Dylan perde. Non solo non riesce a risolvere il caso, ma prende anche una grossa cantonata che rovina il rapporto con la sua cliente/amante e lo mette in cattiva luce con i suoi amici ed alleati, l’ispettore Bloch e Madame Trelkovski.
Ricordo benissimo la sensazione di disagio che provai vedendo le pagine da leggere assottigliarsi sempre di più, mentre l’eroe prendeva una sonora batosta invece di avvicinarsi alla soluzione. Topolino e Tex non mi avevano preparato a un duro colpo del genere, e l’enorme empatia che l’Indagatore dell’Incubo riesce a suscitare nei lettori di certo non aiutò.
Ma se allora ci rimasi male, ora so quanto devo a quella storia che, mandandomi a quale paese nell’ultima vignetta, ha allargato tantissimo il mio orizzonte sul mondo delle nuvole parlanti.

 

Anche Nicolas ci propone un finale, quello di Scott Pilgrim, serie a fumetti di Brian Lee O’Malley.


Scott Pilgrm 100293


Una tavola tanto semplice quanto efficace ed evocativa. Nicolas commenta così la sua scelta: “Scott e Ramona Flowers che svaniscono a poco a poco nel nulla, lasciandosi tutto alle spalle. Paure, litigi, dissapori. Un nuovo inizio, come un vero e proprio salto nel buio, pronti a cambiare insieme e ad affrontare quello che verrà”.

 

Passiamo ora a Tommy, che dopo una difficile selezione ha optato per una tavola tratta da Watchmen, capolavoro di Alan Moore e Dave Gibbons.


Watchmen 00919


La drammatica morte di Rorschach, una scena che il nostro Tommy definisce letteralmente perfetta. “È stata una mazzata nei denti, non me lo sarei mai aspettato. Partiamo dal presupposto che Watchmen per me è una delle opere migliori di sempre. Ho scelto questa tavola specifica perché si nota molto la differenza fra Dio e Umano, rispettivamente Dottor Manhattan e Rorschach. Quest’ultimo non riesce ad accettare le azioni di Ozymandias, al contrario del Doc Osterman che grazie (o per causa?) dei suoi poteri quasi divini, ha una visione del tutto molto più distaccata e comprende che nonostante le innumerevoli vittime, il genocidio di Veidt è servito davvero a salvare il resto dell’umanità. Niente di più perfetto potrà mai esistere.”

 

È il turno di Elisa, che ci catapulta nel mondo del fumetto giapponese con una tavola tratta dal settimo volume del manga Emma di Kaoru Mori.


Emma 018


Di Elisa non si potrà certamente dire che si sia risparmiata nel motivare la scelta di queste romanticissime vignette: Emma e William si baciano e a chi ha letto la storia sicuramente sarà scappato un “finalmente!”, ma non è per questo che ho scelto la tavola. Non è tanto ciò che racconta, ma quello che c’è dietro e la composizione costruita dalla Mori. Nella prima vignetta si vede benissimo tutto il trasporto di William, appena arrivato a quella che al momento è la residenza di Emma; un trasporto che fa proprio capire come abbia deciso di buttare il suo titolo, la sua posizione sociale… tutto pur di stare con lei. Con lei che, ancora titubante per colpa di questa divisione sociale, piano piano lascia cadere la mano come ad accettare finalmente quell’amore. Il tutto culmina con la caduta dello scialle, che sposta l’attenzione dal bacio in sé ma rende benissimo questa resa dei due protagonisti al loro amore. E poi il tratto bellissimo di Kaoru Mori…pura poesia!”

 

Torniamo in occidente con Marcello, la cui tavola preferita viene da Tornando a casa, celebre storia di Spider-Man scritta da J. Micheal Straczynski e disegnata da John Romita Jr.


Spider-Man Tornando a casa 0121299


Lo scontro con Morlun è forse una delle prove più dure mai affrontare dal nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere. Il perché della scelta di Marcello è presto detto: “qui c’è l’eroe che lotta con tutte le sue forze, disperato ma non arrendevole, da preda contro il predatore. Per sconfiggerlo dovrà compiere un gesto drammatico e, forse, anche arrivare ad uccidere. Ho scelto questa tavola perché è quella che secondo me rappresenta meglio tutta la storia.”

 

E in chiusura… ancora Spider-Man, ancora Straczynski e Romita Jr con la seguente doppia splash-page scelta da Danilo e tratta dal memorabile albo intitolato 11/9/01.


Spider-Man 11901


Il nostro Peter Parker sconcertato di fronte ai fatti di quel terribile 11 settembre e rappresentato così piccolo in confronto alle dimensioni del disastro che gli si para davanti. Danilo spiega così in che modo questa immagine lo ha colpito: “L’Uomo Ragno 11/9/01 è un albo letto circa 15 anni fa. Probabilmente il primo fumetto dai toni maturi letto in vita mia. Riporto la prima sconvolgente tavola: Spidey, impotente di fronte alla strage delle Twin Towers, vede coi propri occhi la disperazione della gente e l’ammassarsi delle vittime. Peter non può far altro che prestare aiuto ai soccorritori insieme agli altri super eroi. Lacrime amare solo a ripensare a quelle scene.”

E con questa nota amara lasciamo spazio a voi, lettori di The Brain. Speriamo che vogliate condividere con noi le pagine a fumetti alle quali siete più legati.

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