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Quella volta che Tex fu sconfitto

Un eroe che rimane imbattuto anche quando perde. L’invincibilità di Tex è un pregio o un difetto?


Nonostante Tex Willer sia affiancato da una miriade di eroi altrettanto iconici nel panorama del fumetto mondiale, e nonostante nuovi e più accattivanti personaggi continuino ad affacciarvisi, da quasi 70 anni la sua stella brilla senza dare evidenti segni di opacità.
Una delle caratteristiche che più ha contribuito all’immagine che tutto il pubblico ha di Tex è sicuramente la sua assoluta invincibilità, proprietà intrinseca del personaggio impressagli dal suo creatore Gianluigi Bonelli e che ormai pochissimi eroi del fumetto seriale possono vantare.

Da buon fan non nascondo che ho più volte fatto appello alla suddetta peculiarità del mio beniamino per difenderlo e/o sostenerlo in certi paragoni (molto futili ma altrettanto divertenti) con altri eroi che, invece, nella loro carriera sono sempre e comunque dovuti incappare in qualche sonora batosta.
Ma un buon fan di Tex sa anche che un boccone un po’ amaro da mandar giù esiste e che, per quanto il vecchio G.L. Bonelli abbia fornito al Nostro più di una valida attenuante, una maledetta sconfitta ce la siamo dovuta pur leggere.


Tex 99 00


Tex mensile n.99, La sconfitta, un titolo e una copertina che sono tutto un programma. In questo albo si conclude la storia intitolata Silver Bell di G.L. Bonelli e Galep (Aurelio Galleppini), iniziata sul numero precedente (I razziatori), la quale ha l’onore di raccontare la prima e, ad oggi, unica volta in cui Tex Willer è stato battuto a duello.

Nel libro Come Tex non c’è nessuno (Mondadori), contenente una lunga intervista di Franco Busatta a Sergio Bonelli, è ben raccontato come Bonelli padre venisse spesso sollecitato da suo figlio Sergio a scrivere una storia in cui Tex fosse battuto da un tiratore più in gamba. Accantonata immediatamente questa eresia, Bonelli padre optò per un compromesso.
Nelle battute finali di Silver Bell, il nostro ranger viene sfidato a duello da Ruby Scott, pistolero assoldato appositamente per farlo fuori.


Tex Ruby Scott 0


Una situazione tutt’altro che inedita per Tex, se non fosse che nel fatidico momento di far fuoco, Ruby Scott svela un trucco inaspettato: la fondina della sua pistola è dotata dello “swivel“, ovvero un perno che gli permette di ruotarla e di sparare senza dover estrarre l’arma, donandogli pochi ma decisivi attimi di vantaggio.


Tex la sconfitta 3


Certo, da una faccia da forca come quella di Ruby Scott non si può pretendere lealtà e quindi poche storie: con grande sorpresa dei lettori Tex finisce nella polvere, ancora vivo ma con una ferita non indifferente.
Ma Scott, ahi lui, non camperà ancora abbastanza vignette da poter raccontare in giro la sua “prodezza”. Rimesso blandamente in sesto con una fasciatura, Tex decide che la sua rivincita ha la priorità sulla convalescenza e quindi si reca al saloon di Silver Bell in cui il cattivone si appresta a brindare. Superfluo dire che lo swivel non funzionerà una seconda volta.


Tex la sconfitta 4


E fu così che, nonostante questo sassolino nello stivale, il ranger poté mantenere intatta la sua immagine di eterno vincente. Con questo episodio G.L. Bonelli e Galep, passando attraverso una sconfitta, sono riusciti a raccontare, in realtà, per l’ennesima volta l’invincibilità della loro creatura.

L’importanza di questa caratteristica di Tex sta nel fatto che non è servita solo a tenerlo vivo nelle sue storie, ma anche e soprattutto nel mercato dei fumetti e nei cuori di chi legge.
È estremamente interessante come, a volte, questa sua capacità di infondere sicurezza e cieca fiducia nei suoi lettori venga scambiata per un punto debole, che dovrebbe renderlo ripetitivo e noioso. E sarebbe davvero inutile, in effetti, negare che chi compra Tex sa già, all’incirca, come le cose andranno a finire prima ancora di avvicinarsi allo scaffale dei fumetti. Secondo il mio punto di vista, però, è un bene che ancora resista un eroe duro e puro così come la definizione classica impone, esattamente quanto è un bene che esista un vasto Olimpo di personaggi dalle mille sfaccettature in cui ogni lettore può trovare quello in cui meglio si rispecchia.
Silver Bell, che potremmo definire l’eccezione che conferma la regola, a posteriori sembra essere un piccolo monumento all’unicità di Tex e al bisogno, che il pubblico ha ancora oggi, di storie in cui la giustizia trionfi sempre e comunque.

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