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[Recensione] BoJack Horseman: la ricerca della felicità attraverso gli occhi di un cavallo..

Premessa: l’articolo parlerà in modo dettagliato di alcuni avvenimenti che vengono mostrati nel trailer della quarta stagione e avrà molteplici riferimenti alle stagioni precedenti, vi indirizzerà alla visione della nuova stagione, dandovi così un’idea di cosa aspettarvi se siete dubbiosi o magari avete volontà di un confronto. Buona lettura.


Creata dal comico statunitense Raphael Bob-Waksberg e dall’illustratrice Lisa Hanawalt, BoJack Horseman è la serie animata per eccellenza prodotta da Netflix a partire dal 2014 e che narra le vicende di un cavallo ex-star della televisione e della sua vita fallimentare.

Una serie che ha accumulato sempre più successo stagione dopo stagione, vincendo svariati premi dalla critica, e conquistando un posto speciale nei nostri cuori. Ma come si è giunti a tanto?

BoJack Horseman non è la classica serie animata, ricca di storie divertenti con un fondo di verità, ma è la dimostrazione di qualcosa di più grande, una storia al di fuori delle classiche etichette o distinzioni, dove le vicende vengono narrate in modo crudo e cinico, abbandonando ogni forma di ottimismo che la società ci insegna ad avere per sopravvivere. Lo spettatore si ritrova a riconoscersi empaticamente in una storia dove il peggio di noi viene messo in mostra e raccontato senza nessun filtro o pregiudizio, non esistono blocchi o limiti, ci troviamo ad Hollywoo la città degli eccessi in un mondo dove gli uomini coesistono con degli animali antropomorfi. Ogni sorta di cosa viene rivisitata, in quel pazzo mondo alternativo, lasciandoci il piacere di ridere e scoprire i riferimenti che vengono celati in ogni episodio.

La serie ha debuttato con una quarta stagione la settimana scorsa, riprendendo da quell’oscuro finale di un anno fa, con 12 nuovi episodi dove passato e presente si fondono in una trama sempre più articolata.

Il finale della terza stagione ci aveva lasciato con un BoJack ormai a pezzi, reduce dal fallimento dell’oscar e ormai sul fondo della depressione. Tutti coloro che per anni gli erano stati vicino, in un modo o in un altro erano andati via, e l’unica persona che ormai era nella sua stessa situazione, Sarah Lynn, è morta tra le sue braccia a seguito in un overdose da eroina (chiamata “BoJack”, per sottolineare quanto lui stesso sia un veleno per coloro che gli sono attorno). Giunto così sul punto di non ritorno, tenta il suicidio ma la chiamata della sua amica Diane lo riporta alla realtà, una realtà da cui sta cercando di fuggire, cosa farà adesso?

E’ da qui che riprendiamo noi, dal primo episodio, con la scomparsa di BoJack e la vita ad Hollywoo che procede normale, come se nulla fosse, a sottolineare quanto alla fine gli altri stiano meglio senza di lui.

Ogni personaggio avrà una propria storyline, volta a caratterizzare a definire quelli che sono gli aspetti delle loro vite, che nella terza stagione erano andati un po’ a svanire dietro la prioritaria corsa all’oscar di BoJack.


Personaggi BoJack Horseman


L’amabile cagnolone giallo, Mr. Peanutbutter si candida a governatore attraverso l’aiuto della ex-moglie Katrina, ponendo il suo matrimonio con Diane sempre di più in bilico, provocando non pochi battibecchi e dando inoltre sfocio a non poche occasioni di critica all’intero mondo Hollywoodiano e all’assurdità delle elezioni politiche.

Todd a seguito del litigio con BoJack, deciderà di trasferirsi a casa dei sopracitati Mr. Peanutbutter e Diane, e continuerà la sua opera di vagabondaggio, ricca di sane gag, alla riscoperta di se stesso e della sua asessualità. Un compito non semplice, quello degli sceneggiatori, di introdurre per la prima volta in una serie, “l’asessualità”. Un viaggio che ci mostrerà come siamo noi stessi a definirci diversi, in una società che invece ormai è sempre più aperta ai cambiamenti, dove siamo tutti uguali anche se ci è difficile vederlo.

Princess Carolyn si ritroverà invece in una vita nuova, insieme al suo fidanzato Ralph Stilton. Una relazione che cerca di porre il tutto sotto la metafora “gli opposti si attraggono”, dando spazio non solo alla ricerca della costruzione di una famiglia ma anche a come per una intraprendente donna d’affari come la nostra gattina rosa, le cose possono sfuggire di mano facilmente. Poiché ognuno ha i propri limiti, ma certe volte tendiamo all’eccesso sottovalutando come non tutto dipenda da noi.

E così giungiamo all’inizio vero e proprio della stagione, attraverso il secondo episodio, con una rinascita vera e proprio dal punto più basso della vita del nostro protagonista. Che dopo essere scomparso per mesi, rifugiatosi come un barbone in una vecchia residenza di famiglia, deciderà infine di tornare a casa e affrontare i suoi demoni. Qui incontrerà Hollyhock, sua figlia diciassettenne, e insieme a lei inizierà una lunga ricerca per rintracciare la madre.


BoJack e Holly
BoJack e Hollyhock

Un tema quello della famiglia sempre narrato di striscio nelle scorse stagioni e che qui, al contrario, diventerà cruciale per capire il passato di BoJack, arrivando a riscoprire il motivo di molti atteggiamenti, e del tormentato rapporto coi genitori.

Una stagione che si conferma decisamente la migliore, fra temi e illustrazioni che attraverso la stupenda colonna sonora, lasciano il segno. Ogni trama giunge al capolinea, chiudendo il cerchio e ponendo la serie ad un punto di svolta che inevitabilmente la porterà alla sua conclusione. L’umorismo da quattro soldi viene sostituito da una satira più secca e diretta, ricca di frecciatine nichiliste e di riferimenti alle vecchie generazioni. L’alone di tristezza che aveva caratterizzato le prime stagioni viene pian piano inglobato da una scintilla di speranza, che per quanto in questa serie viene vista come ennesimo motivo di fallimento, da l’occasione allo spettatore e a BoJack, di provare ad essere una persona migliore.

Ovviamente come in tutte le cose belle, ci sono anche dei risvolti negativi o che almeno, possono porre lo spettatore in un senso critico verso la serie. La poca presenza di BoJack in alcuni episodi che invece sono volti a caratterizzare meglio altri personaggi, il finale “diverso” dai precedenti, o anche solo l’eccessiva presenza della campagna politica che in fin dei conti non ha avuto nessun impatto nella storia se non, la satira e alcune “conseguenze” che la serie ci mostra.

Personalmente ho adorato questa stagione, per la varietà dei temi e di risvolti di trama inaspettati. Alcuni argomenti riescono a colpirti direttamente anche solo attraverso i bellissimi disegni, e ogni frase diventa subito citazione, volente o dolente, perché ti ci ritrovi e senti di essere un po’ BoJack dentro di te. Perché alla fine è questo che la serie vuole farti capire, siamo dei brevi flash in un universo che è vecchio miliardi di anni, abbiamo tutti qualcosa di un po’ rotto dentro di noi e per quanto ci sforziamo, le cose non andranno mai come ci aspettiamo. Tutto ciò che possiamo fare, è andare avanti, cercare di essere migliori, fallire e riprovarci. E magari un giorno saremo realmente felici.

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