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Marvel’s The Defenders: i nuovi “The Avengers” di serie B?

I protettori di Hell’s Kitchen finalmente riuniti in una serie tv da mozzare il fiato.


Recentemente, il sito di fama internazionale Netflix ha prodotto e rilasciato una nuova serie televisiva: The Defenders.

Nonostante le ottime premesse e l’incredibile pubblicità per il prodotto, la serie ha già dovuto incassare le prime critiche per via di due punti fondamentali: trama e protagonisti.

Prima di spiegare codesti punti, ci terrei anche a precisare un altro fattore che non ha aiutato la serie: il periodo d’uscita. Non una buona mossa da parte di Netflix quella di pubblicare sul proprio sito tutta la serie durante agosto, periodo in cui la gente usa di meno i social e spende poco tempo di fronte alla televisione. Per non parlare del fatto che “The Defenders” è uscito nello stesso periodo della nuova stagione di “Game of Thrones” e del reboot di “Ducktales“. Senza contare anche il ritorno di “Rick e Morty” o della nuova serie di “Star vs The Forces of Evil“.

Non di certo il periodo migliore in cui poter lanciare una delle serie che, in teoria, avrebbe dovuto essere una delle punte di diamante del sito.

Nonostante tutto, torniamo ai due elementi negativi della serie, partendo dalla trama.


Gli eroi di New York


Trama piatta e che non riesce a donare le stesse emozioni delle passate serie di “Daredevil” o di “Jessica Jones“. La storia ha momenti estremamente veloci ed altri incredibilmente lenti e non riesce a dare risalto agli antagonisti che, ancora una volta, sembrano esser messi in secondo piano, agendo senza una propria filosofia. Anche la scelta di produrre solo 8 episodi si potrebbe criticare, ma forse era meglio avere pochi episodi più o meno veloci piuttosto che produrne 10-12 con innumerevoli momenti “morti”. Se dovessi consigliare a qualcuno di vedere la serie, dovrei dirgli di resistere fino alla terza puntata, dove, finalmente, riusciamo a vedere il meglio della serie.

Il secondo punto di critica, invece, riguarda ai protagonisti. Questa serie è composta da quattro personaggi che, letteralmente, lottano come dei bambini per essere l’eroe principale, senza che nessuno riesca nell’intento di diventarlo.

Jessica Jones rinuncia quasi subito al “titolo” per la sua natura da “scansafatiche” e si accontenta di essere un personaggio che non fa altro che sbuffare e dire parolacce contro i nemici che non riesce a colpire. Tra l’altro non riesce per niente ad emergere per il fatto che è l’unica del gruppo che non conosce una singola mossa di Kung Fu. Persino i suoi poteri sono messi incredibilmente in secondo piano rispetto a quelli dei suoi compagni, rendendola quasi inutile per la trama e per i combattimenti.


L'anti-eroe della serie
Jessica Jones, l’investigatrice privata.

Danny Rand, invece, è un personaggio che vuole a tutti i costi essere il protagonista, ma alla fine non fa che urlare contro tutti e non fa che sputtanare al mondo il fatto che lui abbia il micidiale “Iron Fist“. Arma così tanto temibile che vediamo a malapena 8 volte in tutta la serie. In più viene picchiato da tutti e, alla fine, viene costretto a rinunciare al “trono” per esser relegato al ruolo di “Keyblade“.


Iron Fist
Danny Rand, l’Iron Fist.

Matt Murdock, dopo aver ripetuto per una cinquantina di volte il suo volere di cambiare vita, si ricorda a metà serie di possedere un costume figo e, per la maggior parte degli episodi, sembra poter reggere sulle spalle il ruolo di protagonista. Vana speranza dato che, in molti punti, perde tutta la sua virilità piangendo in più occasioni a causa dei suoi cari, delle sue amanti e della sua passione per la necrofilia.


Il diavolo di Hell's kitchen
Matt Murdock, Daredevil.

Alla fine, Luke Cage è il personaggio che, secondo me, riesce ad ottenere una posizione di rilievo rispetto ai suoi compagni. Ha molto spazio per poter sviluppare il concept del suo personaggio e ci sono tantissimi riferimenti/citazioni alla sua precedente serie “stand-alone”. Peccato, però, che quella serie TV non se la sia vista nessuna, quindi nessuno riesce a capire nulla del suo passato e delle sue parole.


Powerman
Luke Cage, l’uomo dalla pelle indistruttibile.

In conclusione, non definirei “The Defenders” una serie brutta, ma nemmeno eccezionale.

La considero una serie godibile per un pubblico che vuole vedere qualcosa di leggero e senza troppe pretese. I combattimenti sono ottimi, la regia è ben fatta, ma pecca di trama e della mancanza di un vero “leader” del gruppo. Che, se ci pensiamo bene, sono gli stessi difetti che caratterizzarono il primo “The Avengers“. Forse, mettere troppi eroi in una sola opera, non è una buona mossa per quanto riguarda la qualità di un film/serie televisiva. Ma, sicuramente, è un’ottima mossa per il marketing.

Può tranquillamente ambire ad un 6.5 su 10 e spero che possa migliorare per una possibile seconda stagione. Sperando che, in quella occasione, ci sia anche qualcuno che possa fare la parte di un vero “anti-eroe”. Un vero e proprio “punitore”.

By Telespalla Wolf



 

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