Home » Intrattenimento » Comics » Il Codacons contro la sigaretta di Corto Maltese: una riflessione semiseria

Il Codacons contro la sigaretta di Corto Maltese: una riflessione semiseria

L’associazione per la tutela dei diritti dei consumatori ha recentemente mosso ai fumetti di Corto Maltese l’accusa di “istigazione al fumo”.


Come inizierebbe un bravo youtuber… “questo articolo non lo volevo fare“. La vicenda, molto discussa in questi giorni, che vede coinvolti il Codacons e il più celebre personaggio di Hugo Pratt probabilmente è l’ultima cosa della quale la nona arte aveva bisogno nel nostro paese.

Non mi dilungherò molto nel raccontare cosa è accaduto, molte testate giornalistiche e siti di informazione lo hanno già fatto.
In soldoni, lo scorso 26 agosto il Codacons (attraverso questo comunicato) ha deciso di esporre una denuncia riguardo Equatoria, la nuova storia di Corto Maltese pubblicata in 10 episodi su inserti del quotidiano la Repubblica (ne abbiamo parlato qui).

Corto Maltese

Tale decisione sarebbe scaturita dal fatto che, essendo il personaggio di Corto un fumatore, esso potrebbe vìolare il divieto di pubblicizzare i prodotti del tabacco nonché contenere messaggi di istigazione al fumo, pericolosi soprattutto per i minorenni.
Date queste premesse, è davvero dura per me tenere le braccia sulla tastiera e completare la stesura di questo post prima che esse cadano… ma proviamoci.
Ecco 5 motivi per cui ritengo la denuncia esposta dal Codacons decisamente futile:

  1. Gran parte dei lettori di Corto Maltese, ne sono relativamente certo, sono adulti di varia età e dunque, si suppone, persone perfettamente in grado di decidere da sole se fumare o meno, evitando l’emulazione. Tenendo conto di questo, la problematica esposta dal Codacons già non sussiste per una grande fetta di pubblico. Questo però non esclude assolutamente che anche dei minori possano leggere le avventure di Corto, quindi passiamo subito al secondo punto.
  2. Immaginiamo che un ragazzino minorenne, affascinato dalla lettura di Equatoria, decida di somigliare un po’ di più al suo eroe iniziando a fumare. Purtroppo l’impresa del nostro piccolo aspirante Corto Maltese si chiuderebbe tristemente davanti al primo tabaccaio, il quale sarebbe costretto a spiegargli che in Italia è illegale vendere sigarette a un minore di diciotto anni. Perciò, teoricamente, anche qui il problema non sussiste.
    Certo, potremmo immaginare che il suddetto ragazzino provi a ottenere le sigarette semplicemente sfilandole dal pacchetto comprato dal papà o dalla mamma o facendosele acquistare da un complice maggiorenne. E quindi, anche se le colpe dei genitori disattenti non dovrebbero ricadere sui fumettisti, andiamo al punto numero 3.
  3. Sarà banale dirlo (ma a quanto pare non lo è), davvero qualcuno pensa che la decisione di fumare possa essere determinata così facilmente da un fumetto?
    Che io ricordi, dei miei coetanei che hanno iniziato a fumare durante gli anni delle scuole superiori, nessuno leggeva fumetti. Viceversa, io (che tra gli eroi di carta ci sono cresciuto) non ho mai avuto nemmeno la curiosità di provare un singolo tiro. Sempre basandomi sulla mia esperienza, la percentuale di fumatori tra i lettori che conosco è addirittura di molto inferiore alla percentuale di fumatori italiani rispetto alla totalità della popolazione (circa il 22,7%, dato Doxa).
    Chiaramente le persone che conosco io costituiscono un sottoinsieme non statisticamente rilevante, ma proprio a tal proposito passiamo al punto successivo.
  4. Tralasciando il fatto che Corto, come anche Tex, non è un fumatore accanito e che il suo è più un vezzo che altro, egli non ha di certo iniziato a fumare nel 2017 sulle pagine di Equatoria.
    Sarebbe opportuno far presente a chi ha ideato la denuncia che Corto Maltese fuma dal 1967 e che sarebbe altrettanto opportuno, quindi, affiancare alla segnalazione un’accurata statistica di tutte le persone che, dal 1967 ad oggi, hanno deciso di accendersi la loro prima sigaretta perché “ispirate” da questo personaggio. Esiste davvero una correlazione? Perché in caso contrario, ancora una volta, il problema non si pone.
  5. Potrei parlare delle pipe nella scena iniziale di Bastardi senza gloria, di Crudelia Demon in La carica dei 101 e di tantissimi altri esempi in cui l’elemento del fumo contribuisce al valore artistico di un’opera al punto che una censura sarebbe devastante. Ma spostiamoci un attimo fuori dal solito contesto pop, che ne dite?
    Mi aspetto che, con la stessa fermezza di idee, d’ora in poi ci si opporrà a mostrare in pubblico in Italia opere come Alla fine della colazione di Pierre-Auguste Renoir, Donna con sigaretta di Pablo PicassoL’uomo che fuma di Fernando Botero e qualsiasi altro prodotto artistico che possa, anche solo lontanamente, dare l’idea di propaganda o istigazione al consumo del tabacco.



    È sempre divertente andare a scoprire quanto, ragionando in maniera estremamente coerente, si possa giungere all’assurdo.

Mettendo da parte l’ironia, trovo davvero che la discussione nata intorno al personaggio di Hugo Pratt negli ultimi giorni lasci il tempo che trova. Ma quanto detto è solo l’umile opinione di qualcuno che, pur passando gli anni più giovani a leggere i fumetti, non è diventato né fumatore come Corto Maltese, né tantomeno vegetariano come Dylan Dog ma, al massimo, un tantino scemo come Rat-Man.

Comments

comments

BAO rivela gli ospiti presenti al Lucca Comics
Previous post
BAO presenta: gli ospiti di Lucca Comics!
Downsizing - recensione
Next post
Downsizing - Recensione in anteprima

No Comment

Leave a reply