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BayFest 2017: intervista a Brian dei Vanilla Sky

I Vanilla Sky sono una tra le band più importanti del panorama musicale pop-punk/indie italiano. Nonostante il punk in Italia fosse già arrivato con band del calibro di Negazione, Skruigners, Punkreas e Peter Punk/Cattive Abitudini, la band ha portato avanti un altro sottogenere molto più pop ed emotional. Subito dopo l’onda sonora dei Vanilla Sky sono arrivate sempre più band dello stesso genere e sempre più ragazzi con una gran voglia di suonare qualcosa di nuovo. Ricordiamo che i Vanilla sono una tra le poche band ad aver avuto successo all’estero con tour negli USA, Giappone e Russia.

Il problema è che – come già accaduto per gli Shandon – l’Italia non è in grado di valorizzare le proprie band, dando preferenza ad altre del suolo americano o inglese.

The Brain of Pop Culture ha intervistato al BayFest 2017Brian, lead singer con Vinx dei Vanilla Sky.

Cosa è cambiato oggi nei Vanilla Sky da Fragile ad oggi?

Brian: Beh, da Fragile è cambiata innanzitutto la formazione, avevamo perso inizialmente batterista e bassista. Nel 2012 abbiamo recuperato Cisco, il bassista e adesso sono passati ben 5 anni. Da Fragile al 2010 eravamo sotto Universal, poi siamo tornati indipendenti. Universal Italia ha smesso di concentrarsi sui progetti punk rock italiani del tempo e si è focalizzata più su altri generi più in voga. Riassumere 5 anni di attività di una band in una sola domanda è un po’ difficile. Sono anche molto felice perché abbiamo riscosso un bel successo in Russia, un nostro pezzo è diventato virale e siamo stati ospiti a due show di capodanno alla TV Russa.

I 5 anni di silenzio sono dovuti ad uno scioglimento non dichiarato, altri side project o altre motivazioni?

Brian: I Vanilla suonano ormai da una decade, e dopo 10 anni una band tira le somme e cerca capire dove è arrivata. Credo che come band abbiamo preso consapevolezza del nostro posto e dove siamo arrivati. Siamo tutti ultra 30enni e un po’ vecchietti – sicuramente meno delle band che suonano qui stasera – e ognuno di noi ha anche progetti paralleli tra cui Jacopo, batterista attualmente di Salmo e The Bloody Beetroots che non poteva essere presente. Cisco ad esempio è il bassista di Calcutta. Io invece ho aperto uno studio di registrazione e prodotto canzoni ad artisti del calibro di Chris Brown e Icona Pop. Per me è diventato un lavoro a tempo pieno. Questo però non vuol dire avere successo ma restare chiuso in una caverna a comporre pezzi su pezzi, anche più di 100 e te ne viene preso 1 che magari funziona molto bene. Però è sempre lavorare nel mondo della musica. I Vanilla Sky però restano sempre un impegno che per noi è la nostra famiglia e cuore. Con uno sguardo al passato, oggi non avrebbe così tanto senso fare gli stessi tour. In ogni caso abbiamo la possibilità di lavorare nella musica nel 2017 dopo il nostro esordio nel 2002. Per cui non ci lamentiamo.

Come scrivete e componete le vostre canzoni? Ci svelate il vostro modus operandi o qualche curiosità? 

Brian:I brani nascono in maniera diversa. Quando eravamo più giovani si veniva in sala con una bozza chitarra/voce e la si suonava davanti agli altri. Oggi forse anche un po’ per vergogna, prepariamo un demo in studio, usiamo l’autotune e così la voce sembra più figa (scherzando). Semplicemente, partiamo da un demo, Vincenzo/Vinx mi manda il progetto, io modifico le cose che modificherei, lui mi risponde dicendo: “No, il brano l’ho scritto io” e alla fine esce come dice lui (sempre ridendo scherzosamente). Questo succede ovviamente anche quando io mando una traccia a lui. La musica nel 2017 è fatta di computer, meno sala prove e più progetti inviati. Io però credo che il vero gruppo è quello che si fa il culo in sala prove e per me sarà sempre così.

Domanda scelta dai fan di The Brain of Pop Culture: le tue canzoni preferite e videogiochi preferiti?

Brian: Per me è difficile dirne soltanto una sola. La mia band preferita sono i Beatles. Noi lavoriamo molto sui cori alla Beatles, nei Vanilla abbiamo cercato di portare questo accavallarsi delle molteplici voci alla Beatles, un po’ come facevano loro e i Beach Boys. Questa idea e sonorità me l’ha trasmessa mio padre, grande fan di queste due band. Nel 2017 però ti rendi conto che c’è tanta musica e tante band che fanno bella roba. Non mi piace il concetto di band/disco preferito, io amo tutta la musica. Ascolto da Skrillex, Face to Face, Blink a tante altre band e ho macinato ascolti di dischi su dischi. Come i Propagandhi, con cui ho imparato la chitarra. Giochi preferiti Far Cry 3, GTA V e il primo Battlefield.

Uscirà un nuovo album targato Vanilla Sky?

Brian: Il nuovo album dobbiamo vedere se uscirà, non so se nel 2017 ad una band come la nostra conviene far uscire un nuovo disco. Sicuramente sia per i Vanilla che per una band storica italiana vale la pena fare ciò che ci piace. Se un giorno uscirà un nuovo album, beh, faremo una raccolta con molto piacere. Per ora, quello che ci è possibile fare, lo faremo. Con i tempi di una band che è occupata a seguire altri progetti.

Con quali artisti vorresti collaborare italiani o internazionali?

Brian: Guarda, non saprei. Io credo che le cose più fighe nel 2017 nascano quando due o più generi diversi confluiscono diventando qualcosa di nuovo. Se ti dicessi che voglio collaborare con i Propagandhi ti direi una bugia. Preferirei sperimentare con artisti come Chris Brown.

E Mark Hoppus ad esempio? Avete già collaborato precedentemente…

Brian: Mark Hoppus è parte del nostro genere, mi piacerebbe qualcosa di totalmente differente. Sia come Vanilla che da solo, lo auguro sia a me che ai ragazzi della band. Man mano che si cresce, capisci che la musica è bella tutta e senza genere, per cui, l’importante è saperla fare.

Di seguito potete ascoltare Stranger Things, il loro nuovo singolo.

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