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Venezia 74: Alcune considerazioni sul programma ufficiale

Ieri il 27/07/2017 alle ore 11:00 è stato presentato il programma ufficiale della 74° Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia.

Alla conferenza stampa tenutasi a Roma, al The Space Moderno di Piazza della Repubblica, sono intervenuti Paolo Baratta (Presidente della Biennale di Venezia) e Alberto Barbera (Direttore della 74° Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica) che hanno “ben” presentato il programma ufficiale della nuova edizione.

Paolo Baratta prima dell’inizio della conferenza stampa vera e propria, ci ha tenuto a ringraziare la città di Venezia e i cittadini per il loro duro lavoro svolto, poiché anche in quest’ultimo festival sono state realizzate strutture efficienti ed al passo coi tempi.

Il presidente della Biennale, ha poi annunciato, con grande orgoglio e soddisfazione, la creazione di una nuova sezione innovativa e sperimentale, per un festival come quello veneziano, ovvero la Virtual Reality, una competizione mai vista prima d’ora e ricca di tantissimi titoli interessanti, che abbracciano idee di cinema assolutamente anticonvenzionali, ma non per questo meno accattivanti e visionarie.

Barbera prima di annunciare i vari titoli del programma ufficiale, ha voluto esprimere il suo pensiero sul cinema italiano di questi ultimi anni, dichiarando che è in continua crescita per quanto riguarda la quantità, meno per quanto riguarda la qualità; questo è il motivo per cui ha espressamente cercato di portare in questa nuova edizione della Mostra, dei film italiani davvero promettenti, con un occhio di riguardo sempre rivolto alle opere prime e alle nuove leve del cinema nostrano.

E’ un cinema italiano che vuole (necessariamente) tornare a far parlare di se, dopo anni di fallimenti e di vittorie invisibili. Non a caso Barbera ha deciso di puntare molto sul cinema italiano, proponendo nelle varie competizioni tantissimi titoli per ogni fascia di pubblico, a sostegno di una nuova imminente rinascita. Quello italiano è un cinema in continuo cambiamento ed è tutto ancora da scoprire e riscoprire.

L’Italia (giustamente) torna ad essere una delle più importanti protagoniste del festival di Venezia, soprattutto per quanto riguarda la competizione dei film in concorso proponendo al suo interno (clamorosamente) quattro titoli sulla carta notevolmente rischiosi e di difficile appetibilità per un grande pubblico. Le pellicole in questione sono: “Ammore e Malavita” (Manetti Bros.), una commedia neomelodica napoletana con venature da gangster movie (metterlo in concorso è stato un azzardo anche a detta dello stesso Barbera, ma le premesse per un buon film sembrano esserci tutte.), “Hannah” (Andrea Pallaoro), un ritratto intimista sua una donna ossessionata dalle sue paure ed insicurezze, interpretata da una Charlotte Rampling come unica protagonista assoluta, “Una Famiglia” (Sebastiano Riso), un dramma intenso e delicato incentrato su una coppia che vorrebbe solo avere una famiglia (come da titolo) come le altre, ma che deve fare inevitabilmente i conti con una società che non li rispetta/rispecchia, a fare da protagonisti principali troviamo Micaela Ramazzotti e Patrick Bruel, ed infine come quarto ed ultimo film fra quelli in concorso, ma non di minore importanza, si segnala la prima opera interamente con un cast americano di Paolo Virzì, ovvero “The Leisure Seeker”, un road movie ricco di sorprese e in pieno stile hollywoodiano, con due attempate star grandiose ed eccezionali come Helen Mirren e Donald Sutherland.

Mother di Darren Aronofsky.
Mother di Darren Aronofsky.

Il programma presentato è stato concepito con una selezione attenta e rigorosa, volta a ricercare dei film altamente validi e di grande spessore mediatico, dando ampio spazio a registi di fama mondiale.
Questo programma esposto da Barbera, all’apparenza meno di richiamo rispetto a quelli delle passate edizioni, riesce lo stesso a dire la sua in maniera egregia, mettendo la massima attenzione su registi del calibro di George Clooney (“Suburbicon”) tratto da una vecchia sceneggiatura dei fratelli “Coen” scritta ai tempi di Blood Simple”, Darren Aronofsky (“Mother!”), Guillermo Del Toro (“The Shape of Water”) e Alexander Payne (“Downsizing”), che faranno parte del Concorso.

Anche nelle altre competizioni secondarie,  si è cercato di trovare una coesione fra i titoli, così da far in modo di avere almeno un punto di incontro in comune, nonostante le diverse e specifiche caratteristiche di ogni film. Unendo il cinema d’autore e il cinema di genere in un grande calderone variegato ed affascinante sulla carta.

Straordinariamente, in special modo nelle competizioni “laterali”, si possono trovare delle pellicole dal grande fascino internazionale, che si avvalgono di attori e attrici di tutto rispetto, che sicuramente daranno lustro a tali opere.

Fra i titoli più interessanti possiamo citare: “Outrage Coda” (Takeshi Kitano), terzo capitolo (finale ?) dedicato alla mafia giapponese, già precedentemente narrata in Outrage e Outrage Beyond che verrà presentato nella giornata di chiusura come film fuori concorso; “Nico, 1988″ (Susanna Nicchiarelli) basato sulla vita della famosa Nico, cantante che collaborò per diversi anni con il gruppo rock statunitese The Velvet Underground con uno sguardo tutto al femminile; “Victoria e Abdul” (Stephen Frears) tratto da un evento storico realmente accaduto, sull’amicizia mai rivelata apertamente per motivi sociali e politici dell’epoca fra la Regina Vittoria e il suo segretario Abdul per il fatto che era indiano, con Judi Dench nel ruolo della Regina e Ali Fazal nel ruolo di Abdul; “Loving Pablo” (Fernando Lèon De Aranoa) un racconto visto sotto una nuova luce sull’amore complicato ed esasperato fra Pablo Escobar (noto criminale colombiano) e la sua compagna, ad interpretare i due corrispettivi ruoli possiamo trovare Penelope Cruz e Javier Bardem; “Le Fidèle” (Michaël R. Roskam) un noir moderno e contestualizzato nello spietato modo delle corse automobilistiche, nel cast sono presenti “Matthias Schoenarts” (attore feticcio del suddetto regista) e la giovanissima, ma allo stesso tempo graziosa, Adèle Exarchopouls; “The Private Life of a Modern Woman” (James Toback) una breve parabola su un momento infelice di una attrice, che deve decidere se accettare o meno un ruolo fondamentale per la sua carriera (lavorativa), ad interpretarla è l’incantevole Sienna Miller ed oltre a lei nel cast ritroviamo anche un’altra star conosciuta di Hollywood, ossia Alec Boldwin; “Brawl in Cell Block 99″ (S. Craig Zahler) un crime movie dal retrogusto di prodotto a basso costo su di un pugile che sarà costretto a diventare un trafficante di droga per dei motivi oscuri e inattesi, nel cast troviamo Vince Vaughn, Jennifer Carpenter, Don Johnson e Udo Kier, la pellicola verrà presentata nella cornice dei “midnight movies” (utilizzata spesso per presentare prodotti di genere decisamente violenti e conturbanti.); “My Generation” (David Batty) un resoconto vero e sincero sugli “Swinging Sixties” da parte di Michael Caine; “Piazza Vittorio” (Abel Ferrara) un documento prezioso e veritiero sulle giornate tipo di alcuni residenti di Piazza Vittorio a Roma, facendo l’uso di mini-interviste; “The Devil and Father Amorth” (William Friedkin) un reportage al limite del reale su uno dei più rinomati esorcisti della storia mondiale, Padre Gabriele Pietro Amorth, attraverso mini clip di presunti veri esorcismi; “Jim & Andy: The Great Beyond. The Story of Jim Carrey, Andy Kaufman and Tony Clifton” (Chris Smith) Jim Carrey e Andy Kaufaman si mettono a nudo davanti alle telecamere per ricordare eventi ed aneddoti delle loro vite da attori, interpretando vari personaggi ciascuno; “Caniba” (Lucien Castaing-Taylor & Verena Paravel) un brutale e feroce fatto di cronaca avvenuto in Giappone e realizzato da Issei Sagawa (uno studente giapponese di letteratura inglese), che fa tutt’ora ancora discutere e spaventare, rappresentato sotto le vesti di un docufilm; Brutti e Cattivi (Cosimo Gomez) una commedia paradossale su di una banda di criminali disabili, con due attori italiani in rampa di lancio, ossia Claudio Santamaria e Marco D’Amore.

Grande spazio anche all’animazione italiana e in special modo a quella napoletana, quest’anno arriverà nei lidi veneziani il nuovo film di Alessandro Rak, Gatta Cenerentola” in collaborazione con Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone; Rak si era reso noto al pubblico dei festival con “L’arte della felicità” ottenendo diversi ambiti premi internazionali.

Nelle proiezioni speciali, non mancano di certo nomi altisonanti, a farla da padrone sarà John Landis con Michael Jackson’s Thriller 3D”, evento unico ed imperdibile. A seguito di esso ci sarà anche un dietro le quinte su di uno dei lavori più rappresentativi del regista americano, Making of Michael Jackson’s Thriller” diretto da Jerry Kramer.

Downsizing di Alexander Payne.
Downsizing di Alexander Payne.

Ritorna nuovamente il Cinema in Giardino, luogo dedicato ai classici restaurati in 4K ed ad alcuni film della competizione fuori concorso, fra i titoli più suggestivi bisogna menzionare “Woodshock” diretto da due sorelle stiliste, Kate Mulleavy e Laura Mulleavy alla loro opera prima con una protagonista magnifica come Kristen Dunst”.
Bisogna ricordare che prima di ogni proiezione nella Sala del Giardino verrà proiettato un cortometraggio a cura dell’Istituto Luce e quest’anno il tema centrale dei cortometraggi sarà dedicato al 80° anniversario di Cinecittà.

Netflix irrompe anche al festival di Venezia, dopo aver scatenato più di una polemica a quello di Cannes, e lo fa con “Suburra – La Serie” prequel dell’omonimo film diretto da Stefano Sollima e a sua volta anch’essa ispirata al romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, come del resto lo era il lavoro di Sollima, nel cast sono presenti Alessandro Borghi, Giancarlo Ferrara, Eduardo Valdarini, Francesco Acquaroli, Filippo Nigro e con la partecipazione speciale di Claudia Gerini. Suburra – La Serie” vanta diversi registi d’eccezione come Michele Placido, Andrea Molaioli e Giuseppe Capotondi. Al festival di Venezia saranno disponibili in anteprima solo i primi due episodi, in seguito a partire dal 6 di ottobre sarà disponibile interamente sul portale di Netflix.
Netfilx non sarà presente solo con la serie italiana “Suburra – La Serie”, ma al festival di Venezia verrà presentata anche una miniserie dal titolo “Wormwood” di 6 episodi e diretta da Errol Morris”, con un cast strabiliante ad incominciare da Peter Sarsgaard, Molly Parker, Christian Camargo, Scott Shepard, Tim Blake Nelson e Bob Balaban.

The Shape of Water di Guillermo Del Toro.
The Shape of Water di Guillermo Del Toro.

Nelle Giornate degli Autori, bisogna caldamente segnalare la presenza di alcuni prodotti italiani particolari e singolari come “Il Contagio” di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, con la gradita partecipazione di Vinicio Marchioni, Maurizio Tesei, Anna Foglietta e Vincenzo Salemme; “L’equilibrio” di Vincenzo Marra, con Mimmo Borrelli e Roberto Del Gaudio nei ruoli dei due protagonisti principali ed infine “Dove cadono le ombre – Where the Shadows Fall” di Valentina Pedicini con due interpreti femminili, ovvero Elena Cotta e Federica Rossellini.

Venezia e i film classici restaurati è un connubio vincente e appagante sia per gli spettatori che per gli addetti stampa, anche in questa nuova edizione non mancheranno di certo titoli memorabili che hanno fatto la storia del cinema.
I titoli scelti per Venezia 74 sono:

Les baliseurs du désert / El-haimoune (Wanderers of the Desert) [I figli delle mille e una notte]
di Nacer Khemir (Tunisia, Francia, 1984, 95’, Colore)
Restauro: Cinémathèque royale de Belgique

Batch ‘81
di Mike De Leon (Filippine, 1982, 108’, Colore)
Restauro: Asian Film Archive

Černý Petr (Black Peter) [L’asso di picche]
di Miloš Forman (Cecoslovacchia, 1963, 89’, B/N)
Restauro: Národní filmový archiv

Chikamatsu monogatari (A Story from Chikamatsu) [Gli amanti crocifissi]
di Kenji Mizoguchi (Giappone, 1954, 102’, B/N)
Restauro: Kadokawa Corporation, The Film Foundation in collaborazione con The Japan Foundation

Close Encounters of the Third Kind [Incontri ravvicinati del terzo tipo]
di Steven Spielberg (Stati Uniti, 1977, 137’, Colore)
Restauro: Sony Pictures Entertainment

Daïnah la métisse
di Jean Grémillon (Francia, 1932, 48’, B/N)
a seguire Zéro de conduite – giornalieri di Jean Vigo (Francia, 1933, 20’, B/N)
Restauro: Gaumont con il supporto di Centre national du cinéma et de l’image animée

Il deserto rosso (Red Desert)
di Michelangelo Antonioni (Italia, 1964, 120’, Colore)
Restauro: CSC-Cineteca Nazionale in collaborazione con RTI-Mediaset

Deux ou trois choses que je sais d’elle (Two or Three Things I Know About Her) [Due o tre cose che so di lei]
di Jean-Luc Godard (Francia, 1967, 87’, Colore)
Restauro: Argos Films con il supporto di Centre national du cinéma et de l’image animée

La donna scimmia (The Ape Woman)
di Marco Ferreri (Italia, Francia, 1964, 93’, B/N)
Restauro: Cineteca di Bologna e TF1 Studio in collaborazione con Surf Film

Idi i smotri (Come and See) [Và e vedi]
di Elem Klimov (Urss, 1985, 143’, Colore)
Restauro: Mosfilm (produttore del restauro, Karen Shakhnazarov)

Into the Night [Tutto in una notte]
di John Landis (Stati Uniti, 1985, 115’, Colore)
Restauro: Universal Pictures

Non c’è pace tra gli ulivi (Under the Olive Tree)
di Giuseppe De Santis (Italia, 1950, 107’, B/N)
Restauro: CSC-Cineteca Nazionale in collaborazione con CristaldiFilm di Zeudi Araya e Massimo Cristaldi

Novecento (1900)
di Bernardo Bertolucci (Italia, 1976, 317’, Colore)
Restauro: 20th Century Fox, Paramount Pictures, Istituto Luce – Cinecittà e Cineteca di Bologna, con la collaborazione di Alberto Grimaldi e il sostegno di Massimo Sordella

Ochazuke no aji (Flavor of Green Tea Over Rice) [Il sapore del riso al tè verde]
di Yasujirō Ozu (Giappone, 1952, 115’, B/N)
Restauro: Shochiku Co., Ltd.

L’oeil du malin (The Third Lover) [L’occhio del maligno]
di Claude Chabrol (Francia, 1962, 91’, B/N)
Restauro: Studiocanal con il supporto di Centre national du cinéma et de l’image animée

The Old Dark House [Il castello maledetto]
di James Whale (Stati Uniti, 1933, 72’, B/N)
Restauro: Cohen Film Collection / Cohen Media Group

The Revolt of Mamie Stover [Femmina ribelle]
di Raoul Walsh (Stati Uniti, 1956, 93’, Colore)
Restauro: 20th Century Fox

Sanshō dayū (Sansho the Bailiff) [L’intendente Sansho]
di Kenji Mizoguchi (Giappone, 1954, 126’, B/N)
Restauro: Kadokawa Corporation, The Film Foundation con la collaborazione di The Japan Foundation

Suburbicon di George Clooney.
Suburbicon di George Clooney.

La 74° Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia ha finalmente svelato le sue carte, presentandoci un programma assai corposo e decisamente sfaccettato. I grandi nomi nella competizione in concorso ci sono e per fortuna molti di questi sono abbastanza graditi sia da parte del pubblico che da parte della stampa.

Fa particolarmente piacere vedere una presenza massiccia del cinema italiano, anche se bisogna ammettere che portare in concorso un film come quello dei Mainetti Bros. può essere dannatamente pericoloso, ma almeno l’intento di ricostruire un cinema, al momento morente, in parte c’è ed è evidentissimo.

Dare più fiducia poi al cinema di genere è sintomo di una umana apertura verso nuovi lidi e orizzonti, valorizzando sempre più un tipo di cinema fortemente bistrattato da una piccola parte del pubblico. Questa nuova apertura si era potuta già ben notare nella precedente edizione, dove si era potuto assistere a film come The Bad Batch” di Ana Lily Amirpour, un prodotto atipico per un festival come quello veneziano.

Speravamo tutti noi nella partecipazione di “Blade Runner 2049″ diretto da Denis Villeneuve, sequel del celeberrimo “Blade Runner” di Ridley Scott, ma per paura di eventuali spoiler la Sony e la Warner Bros. hanno preferito evitare di farlo circolare nei festival, decisione inappuntabile che però non scalfisce un ottimo programma, accurato nei minimi dettagli.

Quello di Venezia si preannuncia essere un festival di tutto rispetto, da seguire attentamente giorno per giorno, con una vasta scelta di titoli a disposizione da visionare.
Forse l’unica pecca, è da ricercare nella quantità spropositata delle pellicole presenti e del poco tempo a disposizione per vederle tutte, ma sta comunque di fatto che un programma così sostanzioso è raro da trovare in un festival cinematografico.

La 74° Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia aprirà i battenti dal 30/08/2017 fino al 9/09/2017 nel fantastico scenario del Lido di Venezia. Come presidente della giuria è stata scelta Annette Bening, che ha scaturito un profondo scetticismo ingiustificato nei suoi confronti e in quelli di Alberto Barbera.

Qui sotto vi lascio il link per poter vedere nel dettaglio il programma completo:

http://www.labiennale.org/it/cinema/mostra/film/

Ad aprire il festival sarà Downsizing di Alexander Payne in concorso, mentre a chiuderlo sarà Outrage Coda di Takeshi Kitano fuori concorso.

La locandina ufficiale di Venezia 74.
La locandina ufficiale di Venezia 74.

 

 

 

 

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