Il frontman della famosa band inglese torna al centro dell’attenzione a seguito di un “gestaccio”..


Un altro elemento poco felice si aggiunge alla delicata vicenda che vede protagonisti i Radiohead e il gran numero di artisti ed associazioni che da tempo tentano di convincere la band inglese a cancellare la data del loro tour programmata per il 19 luglio ad Israele: si è, infatti, diffusa in queste ore su web la foto di Thom Yorke che solleva il dito medio nei confronti delle numerose bandiere palestinesi sollevate dai fan presenti al loro concerto di Glasgow.


radiohead


Oltre al discutibile gesto, sembra che il leader della band inglese abbia più volte esclamato  “…some fucking people” rivolgendosi appunto ai manifestanti presenti in platea.

Il Glasgow PalAction, network al servizio delle azioni della BDS  (Boycott, Divestment and sactions) contro Israele in Scozia, ha diffuso immediatamente la notizia su twitter, generando incredulità e indignazione: una dimostrazione così eclatante di disapprovazione non se l’aspettava davvero nessuno, e nel peggiore dei casi lascia pensare ad una presa di posizione ben precisa.

Certo, sappiamo bene che i Radiohead hanno subito pressioni di ogni tipo per non entrare in Israele, come quella arcinota di Roger Waters, artista da sempre impegnato nella causa Palestinese, il quale ha avuto un forte battibecco con Thom Yorke, che proprio non voleva saperne di sentirsi dire cosa avrebbe dovuto o non dovuto fare in questa delicata situazione; e  certo,  sappiamo bene che Jonny Greenwood, l’altra mente dei Radiohead è sposato con una donna israeliana, il che potrebbe generare un evidente conflitto di interessi; e certo, sappiamo altrettanto bene che non è facile assumere un comportamento neutro in una questione annosa come quella della striscia di Gaza, specie se si è artisti di fama internazionale. Ma sappiamo anche bene che un gesto come quello denunciato in queste ore non è degno di nessun vero artista, e desta più di una perplessità.

La problematica non è così infrequente nel mondo della musica e dell’arte i generale, già i Rolling Stones ci avevano dovuto fare i conti nel 2014 per la data da loro fissata il 4 di giugno a Tel Aviv: in quell’occasione avevano ricevuto una lettera aperta da Nick Mason Roger Waters che li invitavano a cambiare idea e a non suonare in Israele. La band, per tutta risposta, non solo ha ignorato la comunicazione, ma ha anche posticipato di 45 minuti l’inizio del concerto per permettere di essere raggiunti dagli ebrei ortodossi che osservavano una loro pratica tradizionale, la  Shavout.

In questo caso, la petizione affinché i Radiohead rinuncino alla loro esibizione in Israele ha raggiunto le 1200 firme e coinvolto importanti personalità artistiche di tutto il mondo. Ma Thom Yorke ha evidentemente decretato la fine decisiva delle polemiche con questa ultima, significativa risposta durante la sua esibizione in Scozia.

Tuttavia ci sembra impossibile non concederci, come ultima riflessione, il paradosso creato dalle location: i Radiohead suoneranno il 19 luglio nello stadio di Tel Aviv costruito sulle rovine di Jarisha, un villaggio palestinese; ma suoneranno anche il 20 luglio a Macerata per raccogliere fondi a favore di opere per i terremotati del centro Italia… A ognuno la propria considerazione.

Di seguito, il video del rifacimento della canzone “Let Down” dei Radiohead creato dai fan di Glasgow per esprimere il loro sgomento, a seguito della risposta di Thom Yorke ai manifestanti.



Fonte: InvictaPalestina