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Recensione: Reverie di Golo Zhao

 Golo Zhao sorprende ancora fondendo sogno e realtà a Parigi.


In una Parigi bicromatica si svolge l’ultimo lavoro di Golo Zhao. Uno spicchio della vita quotidiana di un ragazzo che vuole diventare uno scrittore, una storia d’amore che risulta quasi marginale tra pagine intrise di fantascienza e noir. Come il protagonista, cuffie nelle orecchie: comincia Reverie.

«Le note vibrano, si rincorrono libere come in un filo sospeso, meraviglioso, quasi un acchiappafarfalle, con la lucentezza di una perla brillante. No, non come un acchiappafarfalle… ci vuole qualcosa dallo spirito più romantico, più astratto […] Come le rughe del mare, come girandole di un vortice. Una lucentezza astrale, quel tipo di luce che fanno le stelle, che tocca ogni piccola parte di te.»

È con queste parole che l’autore Golo Zhao descrive, tramite i suoi personaggi, la composizione per pianoforte Reverie creata da Claude Debussy. Parole, in realtà, indissolubilmente legate anche alla storia dello stesso Zhao in quanto è quasi impossibile, se non inappropriato, scindere le due opere.

Come nella musica la velocità e la pressione esercitata sui tasti variano costantemente, così anche nella storia si ha una narrazione quasi confusa: personaggi chiamati con due nomi differenti, altri fin troppo somiglianti tra loro, un ordine delle nuvolette dei dialoghi che cambia in continuazione. In questo vortice il metro di lettura sembra essere lasciato proprio a noi stessi. Siamo noi lettori a decidere quale importanza dare alle parole e in quale ordine e quando invece soffermarsi sulle immagini che descrivono in modo ancora migliore quello che sta succedendo. O non succedendo, perchè distinguere realtà da fantasia è particolarmente difficile ed è quello che rende l’opera un flusso continuo di sensazioni lasciando per un momento in disparte la ragione.


reverie tra sogno e realtà


Ad una seconda lettura tutto diventa più chiaro. Ed anche i capitoli che sembravano provenire da altre storie capitate lì per caso si scoprono essere collegati alla trama principale da semplici accorgimenti. Se nel brano musicale il collegamento è rappresentato da un continuum di accordi in minore, qui può essere una lezione universitaria, la paura del sangue di un’amica (sequenza di seguito), l’aver perso l’ultimo autobus. Piccoli avvenimenti della vita di tutti i giorni che nella mente di un giovane scrittore alle prime armi diventano intrecci per possibili romanzi. Delle Reverie appunto: fantasie, sogni.



A fare da sfondo una delle città europee che più si presta a dare sfogo a tutto questo. Non i monumenti o i luoghi di maggior rilievo, ma proprio le piccole vie di Parigi prendono vita dalle tavole di Zhao. Entrate della metropolitana, fermate dell’autobus o semplici bar da cui “si vede di nuovo la Torre Eiffel”.


reverie tour eiffel


Il tutto guardato tramite una pellicola color seppia che rende ancora più espressivi i soggetti mantenendoli però quanto più delicati possibile. Una bicromia particolarmente adatta alle atmosfere romantiche e fantastiche, forse un po’ malinconiche, di Reverie. Il connubio perfetto tra storia e colore: non troppo poco da rendere tutto piatto, non particolarmente colorato da perdere questa sensazione di calore e quotidianità.

Da un grande autore come Golo Zhao (già conosciuto in Italia per Yaya e Tra cielo e terra) non potevamo aspettarci niente di più che questa varietà di ambienti e generi, con uno studio particolarmente approfondito anche per quanto riguarda le citazioni (dal Favoloso mondo di Amélie al pittore Edward Hopper passando per Clair De Lune). Si può dire quindi che BAO Publishing abbia trovato la sua serie di punta per la nuova collana di fumetti cinesi, che sarà identificata dal simbolo che equivale alla parola “tesoro” (ovvero bao).

logo collana cinese BAO
spiegazione del logo da parte di BAO Publishing

In conclusione, ci tengo a consigliare vivamente a tutti di leggere Reverie in quanto è un’opera unica, che va aldilà dei canoni, di cui non se ne trovano facilmente. E non bisogna fermarsi alla prima lettura dove, come già spiegato sopra, la storia può sembrare caotica. Per apprezzarla al meglio una seconda è necessaria, se non una terza. Ogni volta si scopre qualche piccolo particolare in più che Zhao ha in qualche modo nascosto con tutto quel vortice che rapisce inizialmente l’attenzione.

Se questo è ciò che bisogna aspettarsi dalla nuova collana, sicuramente avremo belle sorprese.

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