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Principesse Disney: un fedele excursus sull’immagine della donna

I cartoni Disney hanno rappresentato una colonna portante nell’infanzia di intere generazioni. Essi contengono quel concentrato di magia, di malinconia e di ironia che sono il marchio di fabbrica del super-colosso di produzione. Il primo lungometraggio di animazione risale al 1937, ed altri non è che Biancaneve e i 7 nani. L’ultimo eccellente prodotto Disney, Oceania, è uscito nelle sale nel 2016. Insomma, 79 anni di successi, e di sogni ad occhi aperti per i piccoli e grandi fan. Ma oggi andremo ad analizzare quella che è stata la raffigurazione della donna nei vari lungometraggi firmati Disney. Sì, perché dall’antiguerra ad oggi le cose, per fortuna, sono radicalmente cambiate.

Biancaneve (1937)Biancaneve

Caschetto nero, occhi grandi, pelle chiara, viso e voce angelica; quella di Biancaneve è l’immagine della donna delicata e sognatrice. Insomma, a lei è bastato un semplice duetto canoro col principe per innamorarsene perdutamente. La sua caratteristica principale è sicuramente l’ingenuità: Lei si perde nel bosco spinta dalla perfida regina, Lei va a vivere in una casa con 7 perfetti sconosciuti, Lei accetta una mela avvelenata dalla sua acerrima rivale. Sicuramente le sue azioni sono mirate a fissare nella mente dei piccoli spettatori un concetto: mai accettare cose dagli sconosciuti. Ma qui ci appare una donna quasi frivola e fragile, il cui ruolo è quello di occuparsi dei lavori domestici. Certo bisogna considerare che siamo nel 1937, e purtroppo la donna così era vista: una casalinga dedita alla crescita dei figli e alla pulizia della casa.

 

Cenerentola (1950)Cenerentola

Se Biancaneve aveva un ruolo attivo nella storia, qui, se vogliamo, la protagonista è un’entità passiva. La domanda sorge spontanea: perché questa cara ragazza non prende valigia, topi e uccellini e non cerca una propria indipendenza? Ok, quella è casa sua, ma un’altra persona al suo posto avrebbe capito che il gioco non vale la candela. Insomma, Cenerentola è indubbiamente una bella e brava ragazza, sa addirittura cantare, allora perché sottostà alle angherie di matrigna, sorelle e gatto? Ciò che emerge è una mancanza di carattere da parte sua. Infatti, aspetta che siano gli altri a muoversi: sono i topolini e gli uccellini a ripararle il vestito prima del ballo, è la Fata Madrina a donarle un altro abito con annesse scarpette e carrozza, sono sempre le care bestiole a portarle la chiave quando viene rinchiusa in camera durante la visita del Granduca, ed è il Principe a cercarla. Cenerentola è, in effetti, il ritratto fedele della donna degli anni 50’: messa da parte, cui sembra non esserle dovuta alcuna ambizione se non quella del matrimonio, e relegata ai soli lavori di casa.

 

Aurora (1959)Aurora

Dotata di bellezza e di amorevole garbo, Aurora sembra un connubio tra Cenerentola e Biancaneve: passiva come la prima e ingenua come la seconda. Pur aspirando alla libertà essa accetta di sposarsi con un principe sconosciuto: non trova il coraggio di andare fino in fondo, di ribellarsi a ciò. Inoltre, come Biancaneve, incontra un uomo nel bosco, gli dà confidenza, e si innamora nell’arco di mezza giornata. Insomma, qui siamo quasi negli anni 60’, e la raffigurazione della donna non sembra tanto diversa dalle precedenti. Eppure, il contesto storico si sta preparando ad un radicale cambiamento. Addirittura, l’antagonista sembra quasi patetica: scaglia il suo odio contro un’innocente bambina solo perché sentitasi messa da parte. Da notare, infatti, che continua a ricorrere un villain femminile, come stare a sottolineare che esiste solo il bianco o il nero, ossia, o la donna perfida e cattiva, o la donna passiva e inerte.

 

Ariel (1989)Ariel

Con un salto temporale di 30 anni troviamo Ariel, la prima principessa Disney dai capelli rossi. Bella, giovane, altruista e con grande talento canoro, la sirenetta rappresenta la classica figlia adolescente che si ribella al padre. Lei aspira all’amore, e lo trova quando salva Eric, il principe Eric, da un nubifragio. Da notare che è lei a salvare lui, e non viceversa come siamo stati abituati a vedere nelle precedenti pellicole. Dotata di grande forza e caparbietà, insegue il suo obiettivo, ed è disposta a rinunciare a tutto pur di raggiungerlo, persino a fare un patto col diavolo, in questo caso la strega del mare. C’è da dire che qui siamo a cavallo tra gli anni 80’ e 90’, e c’è indubbiamente un contesto storico ben diverso. La donna, reduce dalla rivoluzione femminista, ha finalmente un ruolo attivo nella società ed inizia a farsi spazio tra le alte istituzioni. Coraggio e caparbietà: ecco le caratteristiche di Ariel, caratteristiche- specchio delle donne degli anni 90’.

 

Belle (1991)Belle

Belle è una ragazza attraente, buona, estremamente intelligente, e considerata dai suoi compaesani “strana”, per il suo interesse per la lettura. La sua bellezza attira la corte di Gaston, il classico muscoloso senza cervello, con una visione assolutamente troglodita del matrimonio. Per lui la bellezza è tutto, e la sua aspirazione è quella di mostrare la bella mogliettina come un trofeo. Ma Belle ha altri progetti: lei vuole scappare via dalla mentalità ristretta del paesino, vuole libertà e vuole far prendere vita alle sue ambizioni. Dotata di forza e bontà d’animo arriverà ad innamorarsi della Bestia, l’unica persona che sia mai riuscita a capirla davvero. Ella è la prova formato cartone animato che le vere donne, quelle con la D maiuscola, guardano ben oltre la bellezza esteriore, perché sanno che essa è solo un’illusione; la vera bellezza è quella interiore. In effetti, Belle rappresenta un punto di svolta nella società degli anni 90’, ed un ottimo modello a cui ispirarsi: una donna forte, ambiziosa, intelligente, che va ben oltre l’apparenza e la superficialità; una donna che non ha paura a sua volta di mostrarsi “strana”, e che si ribella alla figura dell’uomo prepotente e narciso.

 

Jasmine (1992)Jasmine

Classica bellezza orientale: lunghi capelli neri, occhi castani e profondi, sopracciglia folte e ventre in vista, Jasmine è una principessa indiana la cui mano verrà concessa solo ad un principe, a causa di una legge retrograda. Lei ha un carattere forte, dotata di acuta intelligenza e con una voglia infinita di scappare da un futuro matrimonio obbligato . Come Belle, anche Jasmine non bada all’aspetto esteriore, tanto che finirà per innamorarsi di un uomo umile e povero, l’unico che l’abbia mai fatta vivere davvero. Inoltre, non accetta passivamente ciò che le si para davanti, ma anzi fugge via dall’agio e dal lusso verso una vita all’insegna dell’inaspettato, mostrando un immenso coraggio. L’ambizione e l’intelligenza di Jasmine sono il riflesso di una società in cui il ruolo della donna si impone sempre di più; una voglia di emergere e di farcela con le proprie forze, abbandonando lo stereotipo della moglie che non può vivere senza accanto il marito.

 

Pocahontas (1995)Pocahontas

Nativa americana dai lunghi capelli neri, alta, snella e grande fascino, Pocahontas si contraddistingue per il suo animo ribelle e per il suo spirito libero. Dal carattere fiero e testardo, ella dimostra di sapersela cavare da sola, senza aiuti. Si innamora dell’inglese John Smith, un conquistatore venuto a cercare oro che alla fine si rivelerà amorevole nei suoi confronti. Anche qui, dopo “La Sirenetta” , “Aladdin” e “La Bella e la Bestia”, ritorna il tema degli opposti che si attraggono: Pocahontas abbatte il muro della paura nei confronti di John ed erige quello della tolleranza, fatto di amore e di pace. Un esempio di determinazione ed un punto di riferimento per tutte le giovani spettatrici fan del cartone animato.

 

Mulan (1998)Mulan

Dai lineamenti tipicamente orientali, Mulan studia e si prepara in tutti i modi per mantenere l’onore della sua famiglia. Siamo nella Cina più retrograda che si possa immaginare, in cui le donne valgono molto poco, e il cui unico ruolo è “stare a casa a procrear”. Ciò che emerge immediatamente è la natura ribelle della nostra eroina: ella non accetta il suo status quo e fa di tutto per migliorarlo. Coraggio e forza d’animo sono le sue qualità, le stesse che la portano a tagliarsi i capelli, a travestirsi da uomo e ad andare in guerra al posto dell’adorato padre, col forte rischio di essere scoperta. Il suo scopo non è solo proteggere il padre, ma anche dimostrare di sapersela cavare da sola, di riuscire nonostante il suo essere donna. Il nemico qui non è uno, ma è un vero e proprio esercito, quello degli spietati Unni, la cui sconfitta avverrà proprio per mano di Mulan. Siamo a cavallo tra gli anni 90’ e il 2000: nuovo millennio, nuove prospettive per le donne. Il loro ruolo è diventato, infatti, predominante, e mentre prima erano solo casa e chiesa, ora rimbalzano tra lavoro, casa, figli, marito; insomma, delle vere e proprie WonderWoman, la cui ascesa inizia quasi a mettere in ombra gli uomini.

 

Tiana (2009)Tiana

A 11 anni di distanza da Mulan troviamo Tiana, afro-americana di origine, ragazza dai sani principi con un sogno nel cassetto: aprire quel ristorante che le aveva promesso suo padre prima di morire. Per fare ciò si rimbocca le maniche e si mette a lavoro, combattendo quotidianamente con i numerosi pregiudizi sia sul colore della sua pelle, sia sul suo essere donna. Qui, il ruolo dell’uomo-principe-ranocchio è importante ma anche un po’ marginale: ciò che emerge sopra a tutto è la personalità di Tiana; a colpire è il suo coraggio e la sua voglia di farcela da sola. Ciò è dimostrato nel finale: infatti la nostra eroina non si accontenta del suo stato di principessa, ma realizza comunque il sogno di aprire l’ambito ristorante, insieme però al suo amore. La condizione di Tiana rispecchia un po’ il contesto storico e sociale: nonostante i pregiudizi esterni nei confronti di una donna che aspira ad una carriera migliore, ella prosegue per la sua strada, rendendosi del tutto indipendente da qualsiasi figura maschile.

 

Rapunzel (2010)Rapunzel

Per Rapunzel vale lo stesso discorso fatto per Cenerentola: cosa aspetta anche lei ad uscire dalla torre? Ma per fortuna, la simpatica biondina, ad un certo punto della sua vita si fa qualche domanda, e si ribella attivamente a questa forma di prigionia. Meglio tardi che mai. A darle coraggio è la curiosità: sì, perché lei vede queste luci fluttuanti puntuali ogni anno il giorno del suo compleanno, e vuole sapere cosa siano. Durante il viaggio, affrontato con Flynn, ella riuscirà a scoprire una parte sconosciuta di sè stessa, una forza che credeva non avere, una forza che la sua ipotetica madre aveva sempre sminuito. Sarà questa qualità a permetterle di barattare la sua libertà con la vita del suo amore. Rapunzel che inizialmente mostra un carattere remissivo, riesce alla fine a realizzare i suoi sogni, e a farlo grazie a sé stessa ed all’amore. Essa rappresenta il modello della classica brava ragazza che ha paura di ribellarsi all’autorità del genitore, ma il desiderio di libertà che prova supera di gran lunga la sua remissività. A tratti, ricorda molto la nostra Ariel. Ella rappresenta tutte quelle donne che si ribellano a coloro che le privano della loro libertà, che cercano di dominarle; quelle donne dotate di un coraggio particolare, il coraggio di scappare e di crearsi una propria vita.

 

Merida (2012)Merida

Principessa scozzese capelli ricci color rosso fuoco, dagli occhi azzurri, e con le lentiggini, Merida è un asso con arco e frecce, ed ama la natura. Ha un carattere forte ed indipendente, e disdegna molte delle regole che le vengono imposte. È molto simile a suo padre e diversissima da sua madre, la quale vuole scegliere l’uomo che la figlia sarà costretta a sposare. Merida si ribella a tutto ciò, e gareggia al torneo in cui il premio è rappresentato proprio dalla sua mano. Vince e decide di restare single alla guida del suo regno. Insomma, ella è una donna che, con immenso coraggio ed abilità, salva sé stessa, contando solo sulle sue forze. Ci dimostra he una donna può farcela perfettamente da sola, senza scendere a compromessi. In molti aspetti ricorda un po’ sia Jasmine che Ariel: costretta ad un matrimonio combinato come la prima, riesce infine a ribellarsi a ciò come la seconda. Merida è la cosiddetta donna con le palle: indipendente ed intelligente, ricorda molte delle reali personalità femminili del mondo. Donne risolute e che non si lasciano piegare.

 

Elsa e Anna (2013)Anna ed Elsa

Principesse sorelle di un regno del nord, Elsa ed Anna mostrano caratteri estremamente diversi tra loro. Anna è una sognatrice, una ragazza allegra ed ottimista che vuole solo 2 cose: riconciliarsi con l’amata sorella e trovare l’amore. Elsa, nonostante ami moltissimo sua sorella, cerca di mantenerla a distanza per paura di farle del male. Ha un carattere freddo e riservato, ma sicuramente ciò è dovuto alla sua particolare condizione. Le due rappresentano dei modelli di donna totalmente contrapposti: se Anna è ingenua ed è pronta a buttarsi tra le braccia di uno sconosciuto, Elsa è molto diffidente e preferisce vivere in esilio da tutto e tutti. Ma nel corso della storia i ruoli sembrano quasi ribaltarsi: Anna, infatti, si dimostra estremamente coraggiosa ed affronta un viaggio rischioso per ritrovare la sorella; Elsa, invece, mostra una certa codardia dal momento che preferisce scappare piuttosto che affrontare la realtà. Sarà la forza dell’amore a ricongiungerle. Frozen è uno dei pochi cartoni Disney il cui tema centrale non è una storia d’amore tra principe e principessa. L’affetto tra 2 sorelle: è questo il fulcro del lungometraggio. Sì, certo, nasce anche un amore, ma è un contorno; finalmente abbiamo 2 donne che, alla fine, si rivelano forti ed indipendenti, che dimostrano di riuscire a portare avanti un paese da sole. Un parallelo che non può non essere visto nel mondo reale, in cui alcuni dei capi degli stati più potenti sono proprio donne.

 

Vaiana (2016)Vaiana

Ed infine abbiamo Vaiana, alta, con occhi e capelli scuri, vive in un’isola del Pacifico Meridionale e mostra un notevole legame con l’oceano. Ragazza testarda e determinata , presenta una grandissima forza interiore. Proprio questa la porterà ad intraprendere una missione, dopo la morte dell’adorata nonna, per salvare il suo popolo. Essendo figlia del capovillaggio, è destinata a sua volta a diventarlo dopo la dipartita del padre. Ormai ricorrente nei cartoni Disney è la figura della donna-capo: come per Merida, così per Elsa ed Anna, anche per Vaiana. A quanto pare, la concezione ormai improntata nelle menti generali è quella di una donna indipendente, determinata e capace di raggiungere qualsiasi risultato. Diciamo che ne è passata di acqua sotto ponti se pensiamo alla perseverante fragilità della capostipite Biancaneve.

In conclusione, come è visibile, i lungometraggi Disney sono stati il riflesso fedele di una società in cui, inizialmente la donna era vista solo come moglie e madre; ora dopo quasi 80 anni, i traguardi raggiunti sono tanti, ma la strada è ancora lunga, e ciò che ci auguriamo, un giorno, è di vedere un uomo ed una donna perseguire insieme lo stesso traguardo: la totale uguaglianza.

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