Uno sguardo più approfondito alla remastered di una delle migliori “Fantasie Finali”.


Dopo le lussuose rimasterizzazioni in HD di Final Fantasy X/X-2 e di Kingdom Hearts, Square Enix riesce a chiudere in bellezza con uno dei titoli migliori dal punto di vista narrativo dell’intera saga Final Fantasy. L’obiettivo della casa videoludica: fornire una versione appetitosa di uno dei capitoli più bistrattati dal pubblico, a causa di elementi di gioco che troppo si discostavano dalla “tradizione” del JRPG. Il proposito è stato raggiunto con Final Fantasy XII: The Zodiac Age? Scopriamolo adesso insieme, con un nuovo viaggio nella terra di Ivalice, a ben dieci anni di distanza dalla versione originale.


Lannister? Principianti!

La nostra avventura comincia in Dalmasca, minuscolo regno attaccato dal malvagio Impero di Archadia. La pace viene irrimediabilmente compromessa, con una fulminea vittoria da parte degli invasori, proprio in occasione delle nozze della principessa con il principe di una vicina nazione. La battaglia vede purtroppo la caduta dello sposo e dello stesso sovrano di Dalmasca. Abbiamo dunque una situazione caotica, pregna di intrighi politici e tradimenti, roba che i “Lannister” possono solo sognare. Il titolo ha dunque un’impalcatura narrativa fortemente orientata verso un pubblico maturo e vanta una caratterizzazione di tutti i personaggi degna di tal nome, tanto da pensare di poter facilmente rimpiazzare il protagonista, un ladro di nome Vaan, con uno dei suoi comprimari. Non che il nostro eroe non sia perfetto per tale ruolo.


La “fantasia finale” torna più forte che mai!

Uno dei punti forti del titolo originale, Final Fantasy XII, è costituito dal gameplay. Questo fattore però è, probabilmente, anche ciò che ha reso questo capitolo impopolare agli occhi dei giocatori più fedeli. La classica struttura del JRPG viene infatti quasi totalmente abbandonata in favore dell’Active Dimension Battle, una scelta felice, che dona grande libertà d’azione ai personaggi, ma senza nulla togliere alla strategia. Avremo infatti il riempimento di un’apposita barra che orchestra il tempo fra un attacco e l’altro che il nostro alter ego sferrerà, ma lo stesso discorso vale per ogni azione che vorremo compiere.



Il giocatore può inoltre assegnare ordini in modo preciso e organizzato a ciascun membro del party, oppure decidere di affidarsi al Gambit System. Il sistema in questione, anche se automatizzato, permette di regolare il comportamento dei personaggi con opzione selezionabili tramite un menù, in modo che ad ogni situazione corrisponda una precisa reazione. Disporremo di un totale di 12 gambit diversi, ai quali corrisponderanno un attacco magico, fisico o l’utilizzo di un oggetto. Specifichiamo che anche l’ordine in cui sono sistemati i diversi gambit è importante, determinandone la frequenza di utilizzo da parte del personaggio.

Lodevole la scelta di Square Enix di rivoluzionare il sistema di crescita del personaggio nella versione remastered. Nel titolo originale non vi erano restrizioni in quest’ambito: qualsiasi membro del party poteva essere un vero e proprio tuttofare, privando Final Fantasy dell’anima da gioco di ruolo, per certi versi. In Final Fantasy XII: The Zodiac Age invece avremo 12 scacchiere fra cui scegliere, una per ogni classe, per un totale di massimo due scacchiere utilizzabili da ogni personaggio nel corso dell’avventura. Questa scelta da parte di Square Enix non fa altro che aumentare il lato strategico del titolo, considerando che differenti combinazioni di scacchiere, se ben ponderate, possono dar luogo ad effetti devastanti. Se pensiamo, ad esempio, alla combo “attacchi ravvicinati potenziati da magie”, il risultato è esplosivo.


Ben tre nuove modalità!

Novità apprezzatissima introdotta in Final Fantasy XII: The Zodiac Age è rappresentata dalla “Speed Mode”, la quale permette velocità di movimento raddoppiata, in modo rendere meno tediosa la fase esplorativa e di crescita.

Un discorso a parte va fatto per la “Strong Mode” e la “Weak Mode”. La prima ci consente di affrontare l’avventura partendo da un livello elevato mentre la seconda, al contrario, ci tiene bloccati al livello 1 fino alla fine del gioco.

Altra piacevole aggiunta è costituita dall’introduzione di un sistema di auto-salvataggio, che permette di evitare insulti e lanci del disco di gioco in caso di game over. Abbiamo poi una leggera modifica che riguarda l’eliminazione del danno massimo (ricordate il famoso “9999”?). Infine interessante è la possibilità di scegliere fra doppiaggio in inglese (quello originale) e in giapponese, entrambi validissimi.


Tutte queste novità riescono a rendere Final Fantasy XII: The Zodiac Age più fresco e godibile rispetto all’originale, spazzando via più o meno tutte le imperfezioni di dieci anni fa.


Il punto debole del titolo: il comparto grafico

Una delusione abbastanza cocente che non ci aspettavamo riguarda i modelli poligonali di Final Fantasy XII: The Zodiac Age, trattati decisamente in modo superficiale. Il peso dell’appartenenza ad una old-gen si sente tutto, con forme sgradevoli in movimento e ombreggiate. Aggiungiamo anche un frame rate non sempre al top e il quadro è a dir poco avvilente. Per fortuna c’è il comparto sonoro a distogliere i nostri occhi in favore di un idillio per le orecchie. Potremo contare sulla soundtrack originale e un accompagnamento musicale rinnovato. Il maestro Hitoshi Sakimoto non vi deluderà.


Commento Finale

Final Fantasy XII: The Zodiac Age arriva come un fulmine a ciel sereno in aiuto della memoria dell’originale. Il proposito di Square Enix era appunto quello di permettere una rivalutazione del gigantesco mondo di Final Fantasy XII agli occhi del pubblico. E non poteva riuscirci in modo migliore. La rimasterizzazione riesce a limare tutti i difetti del predecessore, mettendo sul piatto un’offerta irrinunciabile sia per i giocatori che l’amarono dieci anni fa, sia per coloro che non hanno ancora avuto modo di emozionarsi con questa fantastica avventura. Compratelo.

VOTO: 8,5