Mostreremo alcune impressioni sulla mostra chiamata World Press Photo 2017, per poi presentare le foto dei vincitori. La mostra, molto essenziale e semplice, ha portato nuovamente in auge l’importanza della fotografia nel mondo odierno.

La prima cosa che colpisce è l’allestimento, che potrebbe far storcere il naso a qualcuno: le foto sono poste su pareti enormi, collocate anche in maniera coerente, ma le didascalie non erano individuali per ogni foto, bensì sistemate di lato. Ora, qui nell’ambito del fotoreportage si scontrano tre dottrine:

  • la prima vuole una impostazione basata sulla scoperta, quindi propone la visualizzazione delle foto e successivamente la descrizione – il percorso che ho fatto io;
  • la seconda al contrario pretende prima la descrizione, e poi lo studio di tutte le foto nel contesto:
  • e l’ultima invece pone la descrizione sotto ogni foto.

Il World Press Photo 2017, presieduto da Stuart Franklin, fotografo della Magnum, ovviamente ci propone cose più interessanti della mera sistemazione delle foto.

Sappiamo tutti che la foto dell’anno è stata scattata ad Ankara il 19 dicembre del 2016 da Burhan Ozbilici, che mostra il poliziotto Mevlüt Mert Altıntaş subito dopo l’assassino dell’ambasciatore russo Andrey Karlov in Turchia, durante l’inaugurazione di una mostra d’arte. Prima di morire ucciso da uno scontro a fuoco con le forze speciali turche, Mevlüt ha urlato “Allahu Akbar” e “Non dimenticate Aleppo. Non dimenticate la Siria

Una delle giurate, la fotografa Mary F. Calvert, ha dato la sua opinione in merito:

“È stato molto difficile ma alla fine la foto dell’anno doveva essere un’immagine esplosiva che rappresentasse veramente il clima di odio che si respira nella nostra epoca”.

Si potrebbe aggiungere altro, nonostante le parole della Calvert già spieghino bene il concetto: qui non si può fare un commento tecnico, perché la fotocronaca non mostra foto scattate alla perfezione, ma foto vere come vengono vissute. La foto “An Assassination in Turkey” non solo è anche una bella foto da un punto di vista tecnico, ma ci mostra una particolare enfasi, una teatralità, che ci fa vivere la situazione, come se fossimo lì presenti, a respirare la paura di quel momento.

Guarda la foto

Altra foto importante è stata presentata da Jonathan Bachman e si è classificata prima nella categoria contemporary issues, sezione singola. La foto “Taking a Stand in Baton Rouge” mostra la signorina Lesha Evans protestare – le famose proteste del 9 luglio 2016 – contro le violenze della polizia ai danni della gente di colore, dopo l’omicidio di Alton Sterling, ucciso da due poliziotti –bianchi – mentre gli sparavano a distanza ravvicinata, dopo averlo immobilizzato a terra. La foto, oltre a presentarsi bene a livello di colore e composizione, si mostra subito alcune particolarità: uno dei poliziotti, con la sua camminata, sembra quasi indietreggiare di fronte alla calma di Lesha, che si erge di fronte alla paura/aggressività con dignità e coraggio.

Lesha è stata portata via, trascinata dai due poliziotti, ed ha passato una notte in cella.

Guarda la foto

Altra serie molto suggestiva, che ha vinto nella categoria Daily Life – Stories, è forse quella che mi è piaciuta di più: “Cuba on the Edge of Change” di Tomás Munita, che ha presentato uno squarcio su Cuba, con scatti poetici e prosaici, al limite tra realtà e sogno, durante i lunghissimi funerali di Fidel Castro.

 

Cuba on the Edge of Change - Una delle foto presentate.
Cuba on the Edge of Change – Una delle foto presentate.

Altro scatto che mi ha colpito molto, che ho messo come copertina di questo articolo, ce lo propone Francis Pérez, con la sua “Caretta Caretta Trapped”, vincendo il primo premio nella categoria natura, mostrando questa tartaruga intrappolata in una rete, a Tenerife. Di per sé, anche il solo scatto è bellissimo, e ci mostra quanto la leggerezza e la maleducazione umana possa far danno dentro l’ecosistema.

Caretta Caretta Trapped
Caretta Caretta Trapped

Quest’anno sono state decise otto categorie, che vi elencherò assieme ai vincitori:

  • Contemporarey Issues; Vincitore: Jonathan Bachman.
  • Daily Life; Vincitrice: Paula Broinstein.
  • General News; Vincitrice: Laurent Van der Stockt.
  • Long-Term Projects; Vincitrice: Valery Melnikov.
  • Nature; Vincitore: Francis Pérez.
  • People; Vincitore: Magnus Wennman.
  • Sport; Vincitore: Tom Jenkins.
  • Spot News, Vincitore: Jamal Taraqai.

Vi lascio alle foto che sono state premiate. Ovviamente tutte le foto sono caricate nel rispetto del © copyright e non tanto non siamo un sito con fini di lucro.

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Foto
World Press Photo of the Year

Burhan Ozbilici, The Associated Press
Un assassinio in Turchia

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Foto
Contemporary Issues, 1° premio

Jonathan Bachman, Thomson Reuters
Prendere Posizione a Baton Rouge

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Attraversamento dei migranti
Attraversamento dei migranti

Contemporary Issues, 2° premio

Vadim Ghirda, The Associated Press
Attraversamento dei migranti

Una donna viene aiutata da due uomini ad attraversare un fiume impetuoso. Le persone qui ritratte cercano di raggiungere la Macedonia attraversando il confine greco, tramite una strada più difficile ma meno controllata. Il 14 marzo 2016.

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La trappola libica per migranti
La trappola libica per migranti

Contemporary Issues, 3° premio

Daniel Etter
La trappola libica per migranti

Due rifugiate provenienti dalla Nigeria soffrono in un centro di detenzione per rifugiati in Libia, il 14 agosto 2016, esattamente a Surman. Questo centro ospita centinaia di donne in fuga, e pare che vengano lasciate denutrite, per poi essere picchiate e violentate. Personalmente, avrei scelto questa foto da posizionare al primo posto: meno ideologia, meno sentimento positivo, e più incisività.

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Foto
Contemporary Issues, 1° premio, Storie

Amber Bracken
Standing Rock

La polizia locale allontana i manifestanti che si agitano contro il Dakota Access Pipeline, utilizzando spray al peperoncino, pistole elettriche e proiettili in gomma. In alcuni scontri hanno impiegato persino veicoli miliari, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, oltre ad esser stati accusati di aver usato granate a percussione. Questa foto è stata scattata durante le proteste dei sostenitori della riserva indiana di Standing Rock ed i Sioux, contro il Dakota Acccess Pipeline.

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Vittime del virus Zika
Vittime del virus Zika

Contemporary Issues, 2° premio, Storie

Lalo de Almeida, Folha de São Paulo
Vittime del virus Zika

Una bambina di nome Marcela, due anni, osserva le gemelle Helosia e Heloa, nate premature a sette mesi con la microcefalia causata dal Virus Zika. La serie racconta la presenza di questo virus in Brasile.

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Copacabana Palace
Copacabana Palace

Contemporary Issues, 3° premio, Storie

Peter Bauza
Copacabana Palace

Edilane si riposa su un materasso steso a terra, assieme ai suoi 7 figli, mentre è in attesa dell’ottavo. Nonostante le difficoltà, è molto positiva, perché ha trovato lavoro. Il Copacabana Palace è una costruzione complessa che avrebbe dovuto ospitare 300 famiglie. Mai finito del tutto, mancano elettricità ed acqua, ed il sistema fognario che funziona male causa problemi di salute.

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Foto

Daily Life, 1° premio

Paula Bronstein, Time Lightbox / Pulitzer Center For Crisis Reporting

L’Afghanistan è in guerra perenne ormai dal 1979, dall’invasone subita dall’Unione Sovietica, e come ogni guerra, le vere vittime sono i civili. In questa foto vediamo una madre che culla il figlio ferito in ospedale.

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Il sudore fa i campioni
Il sudore fa i campioni

Daily Life, 2° premio

Tiejun Wang
Il sudore fa i campioni

Studentesse di una scuola di ginnastica in Cina si allenano sulle punte. Trenta minuti in questa posizione. Tramite ordinanze governative, oltre al servizio militare, la Cina obbliga i giovani ragazzi ad iscriversi ad alcuni sport a scelta, per insegnare la disciplina. La Cina sforna ogni anno svariati campioni olimpionici.

Fun Fact: il famoso attore Jet Li, ha scelto il Wushu a caso, senza conoscerlo. Una scelta fortunata.

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China’s Wild West
China’s Wild West

Daily Life, 3° premio

Matthieu Paley, National Geographic Magazine
China’s Wild West

Una donna di etnia Uigura siede su un treno con i soldi infilati nelle calze.  Le donne Uigure sono musulmane e non aderiscono al codice di abbigliamento conservatore delle altre donne.

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Cuba On The Edge Of Change
Cuba On The Edge Of Change

Daily Life, 1° premio, Storie

Tomas Munita, The New York Times
Cuba On The Edge Of Change

Membri dell’esercito attendono la carovana con la bara di Fidel Castro. La serie di Munita, di cui avete visto un’altra foto prima in questo articolo, racconta i giorni del lutto nazionale del leader cubano morta all’età di 90 anni, nella notte tra il 25 ed il 26 novembre.

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Foto

Daily Life, 2° premio, Storie

Elena Anosova
Out Of The Way

La testa di un alce servita a pranzo, in un villaggio della Russia. La serie mostra la vita nell’estremo nord della Russia, in una zona isolata e rurale, che fa penetrare con lentezza la civiltà moderna all0interno delle proprie tradizioni. Non ci sono strade, e l’unico collegamento con la civiltà è dato da un servizio navetta in elicottero.

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Isola della salvezza
Isola della salvezza

Daily Life, 3° premio, Storie

Francesco Comello
Isola della salvezza

Un momento di riunione in questa comunità isolata chiamata “Isola della salvezza”.
Le lezioni a scuola si fermano per il tempo della raccolta delle patate, a cui partecipano tutti i bambini, tra cui Maria e Alexandra, fotografate qui in un momento di pausa. Si trova vicino ad una strada di Mosca, in Russia. Fondata nei primi anni 90 da un prete ortodosso, è un centro spirituale ed educativo che ospita circa 300 ragazzi, molti dei quali emarginati.

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Offensiva a Mosul
Offensiva a Mosul

General News, 1° premio

Laurent Van der Stockt, Getty Reportage per Le Monde
Offensiva a Mosul

Una bambina mostra un volto terrorizzato mentre le forze speciali Irachene entrano in ogni casa a Gogjali, un quartiere di Mosul, in cerca di membri dell’ISIS.

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Lasciati soli
Lasciati soli

General News, 2° premio

Santi Palacios
Lasciati soli

Una bambina di 11 anni scappata dalla Nigeria consola il fratello di 10 anni a bordo della nave di una ONG che li ha soccorsi nel Mediterraneo. Probabilmente la foto più toccante e piena di pathos di tutta la mostra.

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La vita nella prigione più sovraffollata delle Filippine
La vita nella prigione più sovraffollata delle Filippine

General News, 3° premio

Noel Celis, Agence France-Presse
La vita nella prigione più sovraffollata delle Filippine

Detenuti di Quenzon, una delle prigioni più sovraffollate delle Filippine. La situazione è così da quando il governo Filippino ha deciso di usare il pugno duro contro la criminalità. In questa foto, i carcerati cercano sollievo rinfrescandosi sulle scale di ferro. Il carcere, nato per ospitare 800 persone, attualmente detiene circa 3.900 detenuti.

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Foto
General News, 1° premio, Storie

Daniel Berehulak, The New York Times
Omicidio per strada

Cadavere rinvenuto per strada, mentre viene studiato dalla polizia. Tralasciando la fortuna di trovare una seconda illuminazione dal flash del poliziotto – malelingue parlano di accordi tra il fotografo e l’agente di polizia – questa foto nuda e cruda è forse una delle migliori proposte di questa mostra. Questa serie racconta della lotta alla droga del presidente Duterte, durante la quale sono morte migliaia di persone, uccise o dalla polizia o da assalitori vari.

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La battaglia dell'Iraq per rivendicare le sue città
La battaglia dell’Iraq per rivendicare le sue città

General News, 2° premio, Storie

Sergey Ponomarev, The New York Times
La battaglia dell’Iraq per rivendicare le sue città

Una famiglia scappa da Mosul, la seconda città più grande dell’Iraq, mentre il fumo dei pozzi di petrolio che bruciano creano una cornice attorno a loro. Questi sono alcuni degli sfollati a causa della guerra, che sono a migliaia.

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Foto
General News, 3 ° premio, Storie

Alessio Romenzi
Non prendiamo prigionieri

Un combattente delle forze libiche soccorre il compagno appena ferito alla gamba a causa di una trappola esplosiva dell’ISIS. Sirte è una delle capitali autoproclamate dello Stato Islamico, assieme a Raqqa e Mosul. Ci sono voluti sette mesi di combattimenti, 700 morti, 500 attacchi aerei americani e 3.000 soldati libici feriti per liberare la città.

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Giorni neri dell'Ucraina
Giorni neri dell’Ucraina

Long-Term Projects, 1° premio

Valery Melnikov, Rossia Segodnya
Giorni neri dell’Ucraina

Una coppia fugge da un incendio che ha distrutto la loro casa, dopo un potente attacco aereo a Luhanskaya. Dal 2014 è la gente comune che si ritrova ad essere la reale vittima del conflitto tra le autorità separatiste e quelle ufficiali ucraine.

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Un viaggio Iraniano
Un viaggio Iraniano

Long-Term Projects, 2° premio

Hossein Fatemi, Panos Pictures
Un viaggio Iraniano

Un tassista musulmano prega davanti a due studenti iraniani che festeggiano le loro nozze. La fotografia di Fatemi mostra il contrasto che si trova in Iran, la differenza tra le versioni ufficiali che vengono mostrate al mondo, e la realtà dei giovani. L’Iran è forse il paese più moderno con più influenze della civiltà moderna nel medio oriente.

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Table Rock Nebraska
Table Rock Nebraska

Long-Term Projects, 3° premio

Markus Jokela, Helsingin Sanomat
Table Rock Nebraska

Un uomo si riposa in casa dei parenti dopo una giornata di lavoro. Table Rock è una comunità sita in Nebraska, ed è stata seguita da Jokela dal 1992 al 2016. In questo posto non succede mai nulla. Personalmente questo progetto non mi è piaciuto, immagino sia stato premiato visto il duro lavoro del fotografo, ma non l’ho gradito molto. Questo forse a causa del posizionamento, visto che si trovava tra i funerali di Fidel Castro e le foto di Fatemi, rovinando l’atmosfera. Inoltre a mio parere, è un lavoro veramente poco interessante.

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Caretta Caretta intrappolata
Caretta Caretta intrappolata

Natura, 1° premio

Francis Pérez
Caretta Caretta intrappolata

Una tartaruga marina, una Caretta Caretta, intrappolata in una rete da pesca nelle acque di Tenerife (Isole Canarie – Spagna) nel giugno del 2016. Le tartarughe marine sono considerate una specie a rischio d’estinzione. Questa è la foto che si è messa in copertina, che ci ha più colpito.

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Big Cat
Big Cat

Natura, 2° premio

Nayan Khanolkar
Grande gatto nel mio cortile.

Un leopardo si aggira nel Sanjay Gandhi National Park, una zona protetta nei pressi di Mumbai, in India. Il Leopardo è chiaramente in cerca di cibo, che passa dagli avanzi ai maiali, passando per i cani, negli insediamenti nelle vicinanze. Questi incontri notturni si verificano sempre più spesso.

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Monarche nella neve
Monarche nella neve

Natura, 3° premio

Jaime Rojo
Monarche nella neve

A terra, in mezzo alla neve, uno stuolo di Farfalle monarca morte copre il pavimento di El Rosario, una foresta nel Michoacan, situata in Messico. Una tempesta di neve improvvisa ha colpito le montagne del Messico, uccidendo tutte le farfalle pronte per la migrazione. Questa foto rappresenta in maniera tragica, ma anche poetica, il problema dei frequenti cambiamenti climatici che distruggono l’ecosistema e danneggiano le “organizzazioni naturali”, sopratutto degli insetti.

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Foto
Natura, 1° premio, Storie

Brent Stirton, Getty Images for National Geographic Magazine
Guerre di rinoceronti

Rinoceronte nero deceduto da pochissimo, nella riserva di Hluhluwe Umfolozi, sita in Sudafrica. Molto probabilmente gli assassini fanno parte di una comunità locale, ed ovviamente sono entrati nel parco illegalmente. All’interno del Parco nazionale Kruger, il più famoso al mondo, sorge la più grande riserva di rinoceronti al mondo, tra Sudafrica e Mozambico, ed è teatro di una lunga battaglia tra bracconieri e ONG che cercano di proteggere questi animali. Questa è una delle foto più toccanti presenti alla mostra: è risaputo che il rinoceronte nero è in estremo pericolo d’estinzione, ma i bracconieri continuano a cacciarli, per prendere il loro corno.

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Pandas Gone Wild
Pandas Gone Wild

Natura, 2° premio, Storie

Ami Vitale, for National Geographic Magazine
Pandas Gone Wild

Una femmina di panda gigante con il suo cucciolo nel centro per panda di Bifengxia, in Cina. Alla nascita sono piccoli, ciechi, e non riescono a stare in piedi, nei primi due mesi di vita mangiando e dormono soltanto. Negli ultimi 25 anni la Cina ha studiato i migliori modi di allevamento e creazione habitat per la preservazione della specie. Grazie a questo sforzo, il panda gigante non è più una specie in pericolo, ma “solo” vulnerabile.

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Pandas Gone Wild 2
Pandas Gone Wild 2

Natura, 2° premio, Storie

Ami Vitale, for National Geographic Magazine
Pandas Gone Wild

Sempre riferito alla foto precedente, chi lavora nella riserva si veste in questo modo, per disturbare di meno i panda presenti, e sembrare più amichevoli.

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Now you see me
Now you see me

Natura, 3° premio, Storie

Bence Máté
Now you see me

Bufali che si abbeverano di notte in una pozza. Queste foto mostrano una tecnica superba, permettendoci di vedere un cielo stellato con gli animali selvatici, e possiamo solo immaginare quanta preparazione c’è voluta. Le foto sono state scattate ovviamente con un comando a distanza, per non disturbare gli animali.

Fun Fact: in Africa è il bufalo ad esser considerato l’animale più pericoloso, assieme all’ippopotamo. Il bufalo ha un cranio indistruttibile, dei muscoli nel collo che gli permettono di ribaltare senza problemi un autobus, ed una corsa veloce. La pericolosità sta nel fatto che è l’unico animale che quando attacca, non da segni di preavviso.

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Cosa lascia indietro l'ISIS
Cosa lascia indietro l’ISIS

Persone, 1° premio

Magnus Wennman, Aftonbladet
Cosa lascia indietro l’ISIS

Una bambina di 5 anni, scappata da Mosul, in Iraq. Qui la bambina, di nome Maha, è sdraiata su un materasso sporco nel centro profughi di Debaga, mentre la madre le accarezza i capelli. Wennman tra l’altro è famoso per i suoi ritratti ai bambini, di solito proprio quando riposano.

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Robin Hammond, NOOR Images per Witness Change
Robin Hammond, NOOR Images per Witness Change

Persone, 2° premio

Robin Hammond, NOOR Images per Witness Change
Pregando per un miracolo – problemi di salute mentale in ambienti invalidanti in Africa

Questa foto è stata scelta per essere una delle locandine della World Press Photo 2017 di Roma. Vediamo un bellissimo ritratto di Hellen, che ha un problema di salute mentale. Nei paesi in via di sviluppo come l’Africa, più dell’80% delle persone con problemi simili non ricevono cure. In questi paesi, o si prega con un prete cattolico o con uno sciamano, perché la medicina moderna è un privilegio per pochi. In moltissime comunità anzi, i disturbi mentali sono associati alla stregoneria.

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Fedeltà
Fedeltà

Persone, 3° premio

Kristina Kormilitsyna, Kommersant Newspaper
Fedeltà

Una madre accarezza la propria figlia che riposa sulle sue gambe, su un divano nella stazione di polizia a Camaguey, a Cuba, sotto un ritratto di Fidel Castro.

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Aenikkaeng
Aenikkaeng

Persone, 1° premio, Storie

Michael Vince Kim
Aenikkaeng

Questa storia racconta la vita dei discendenti maya-coreani, in questa foto notiamo un momento di relax. La maggior parte dei migranti coreani erano uomini che sposarono, per forza di cose, donne maya locali. Nei primi anni del ‘900 circa un migliaio di coreani viaggiarono verso il Messico sperando in una vita migliore, per poi ritrovarsi sfruttati nelle piantagioni di Henequen.

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Battaglia degli infarinati
Battaglia degli infarinati
Battaglia degli infarinati
Battaglia degli infarinati

Persone, 2° premio, Storie

Antonio Gibotta, Agenzia Controluce
Infarinati

Una foto della famosa battaglia degli infarinati, che si svolge ogni anno ad Ibi (Spagna) il 28 gennaio. Ogni anno si scontrano due fazioni rivali, per gioco. Quella che vince inizia a mettere regole varie in tutta la città per 24 ore, multando chiunque per qualsiasi sciocchezza. A fine giornata, i soldi delle multe vanno in beneficienza.

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Alex Massialas - Olimpici
Alex Massialas – Olimpici

Persone, 3° premio, Storie

Jay Clendenin, Los Angeles Times
Olimpici

Alex Massialas, figlio di un tre volte campione olimpionico di scherma. Uno dei tanti ritratti di artisti olimpionici effettuati da Jay. Uno dei tanti ritratti degli atleti olimpici della California per le Olimpiadi di Rio de Janeiro.

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Foto
Sport, 1° premio

Tom Jenkins, The Guardian
Grand National Steeplechase

Con una posa vincente da Leroy Jenkins, è quasi divertente che questa foto sia stata scattata da Tom Jenkins. Qui vediamo uno scatto veramente fortunato, fatto al momento giusto, nel posto giusto, con un volo della fantina Nina Carberry dal suo cavallo, Sir Des Champs, durante la corsa ad ostacoli Grand National.

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Il tuffo
Il tuffo

Sport, 2° premio

Cameron Spencer, Getty Images
Il tuffo

Il tennista Gael Monfils, francese, si tuffa per prendere la palla lanciata da Andrey Kuznestov, russo, agli Australian Open, il 25 gennaio 2016.

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Il sorriso d'oro di Rio
Il sorriso d’oro di Rio

Sport, 3° premio

Kai Oliver Pfaffenbach, Thomson Reuters
Il sorriso d’oro di Rio

La solita foto vista e rivista, di Bolt che vince ogni cosa. Qui ha vinto la semifinale dei 100 metri alle Olimpiadi di Rio.

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Boys Will be Boys
Boys Will be Boys
Boys Will be Boys
Boys Will be Boys
Boys Will be Boys
Boys Will be Boys

Sport, 1° premio, Storie

Giovanni Capriotti
Boys Will be Boys

Una partita di rugby, un giocatore dei Muddy York RFC bacia il compagno di squadra al gay pride di Toronto, ed i giocatori si preparano per uno show. Questo progetto nasce sulla prima squadra di giocatori gay della città, formatasi nel 2003.

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Tornei di scacchi di giovani
Tornei di scacchi di giovani
Tornei di scacchi di giovani
Tornei di scacchi di giovani

Sport, 2° premio, Storie

Michael Hanke
Tornei di scacchi di giovani

L’adrenalina mostrata da un giocatore ad un torneo, e padri che guardano con interesse le partite dei figli. La serie narra di tornei di giovani scacchisti in Repubblica Ceca, ormai sport molto in voga.

Fun Facts: in Repubblica Ceca, anche la caccia ai funghi viene considerato uno sport nazionale.

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Atleta che sa adattarsi
Atleta che sa adattarsi
Atleta che sa adattarsi
Atleta che sa adattarsi
Atleta che sa adattarsi
Atleta che sa adattarsi

Sport, 3° premio, Storie

Darren Calabrese
Atleta che sa adattarsi

Lindsay Hilton riposa con il proprio ragazzo, si allena con catene acquistate presso un negozio di ferramenta, si diverte. Lindsay, Canadese di Halifax, riesce a sollevare 45 kg, nonostante sia nata senza braccia e senza gambe. Si allena con catene, cinghie e velcro, ed oltre al sollevamento pesi, si allena con il nuoto, il rugby, l’hockey ed il calcio. Lindsay ha lasciato la seguente dichiarazione in merito alla propria motivazione:

 “Non mi sento come se avessi davvero fatto qualcosa perché io non voglio essere “brava” per essere qualcuno senza braccia e gambe, voglio essere brava e basta”

 

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Foto
Spot News, 1° premio

Jamal Taraqai, European Pressphoto Agency
Esplosione di una bomba in Pakistan

Esplosione di una bomba in Pakistan, contro un gruppo di avvocati. In questa foto gli avvocati sopravvissuti aiutano i loro colleghi feriti dalla bomba esplosa a Quetta, in Pakistan. In questo attacco sono morte settanta persone e ne sono state ferite poco meno di duecento, all’esterno di un ospedale, dove avvocati e giornalisti si erano riuniti per commemorare Bilal Anwar Kasi, un noto avvocato ucciso poche ore prima. L’attentato è stato rivendicato dallo Stato Islamico inizialmente, per poi esser rivendicato da Jamaat-ur-Ahrar, una fazione dei Talebani Pakistani. Tra i feriti anche l’ex presidente della Bba, Baz Mohammad Kakar.

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Foto
Spot News, 2° premio

Abd Doumany, Agence France-Presse
Medici assistono una bambina ferita

Una bambina terrorizzata, piange accanto ad un’altra bambina ferita in un ospedale improvvisato, dopo un attacco aereo a Douma, una città Siriana. Già solo gli occhi di questa bambina mostra una realtà particolarmente terrificante.

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Foto
Spot News, 3° premio

Felipe Dana, The Associated Press
Battaglia per Mosul

L’arma dei codardi, una autobomba, esplode vicino a veicolo delle forze speciali irachene mentre avanzano verso il territorio dell’ISIS a Mosul, a metà novembre 2016. La Golden Division è l’unità irachena che guida la lotta contro lo Stato Islamico, ed è vista come l’unità di punta contro questi criminali.

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Foto
Foto
Foto

Spot News, 1° premio, Storie

Burhan Ozbilici, The Associated Press
Un assassinio in Turchia

Troviamo nuovamente le foto di Ozbilici in questa categoria: In primo piano di Andrey Karlov prima del suo assassinio, un’altra foto di Merta, dopo l’assassinio, e quella che per me è la seconda foto più iconica, i presenti terrorizzati, che da soli riescono a trasmettere ogni sensazione possibile.

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FotoSalvati dalle macerieFotoSalvati dalle macerie

Spot News, 2° premio, Storie

Ameer Alhalbi, Agence France-Presse
Salvati dalle macerie

Sempre la guerra in Siria. Uomini Siriani si fanno strada tra le macerie degli edifici distrutti del quartiere Salihin, con dei neonati salvati, controllato dai ribelli, ad Aleppo. Nella seconda foto, invece la disperazione di un salvataggio non riuscito.

 

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Migrazione mediterranea
Migrazione mediterranea

Spot News, 3° premio, Storie

Mathieu Willcocks
Migrazione mediterranea

La prima foto è quella che mi ha più colpito, tra tutte, nella mostra. Un cadavere di un immigrato eritreo galleggia in mezzo al mare.
Migranti eritrei nella stiva di una barca di legno, che trasporta circa 540 persone, tra uomini, donne e bambini. Secondo l’UNHCR, sono 5.000 le persone morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

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In conclusione, una triste curiosità : la fotografa giordana Tanya Habjouqa ha preso il posto della palestinese Eman Mohammed tra i giurati, che ha annunciato, il 28 gennaio, dal suo account Facebook, che non avrebbe potuto far parte della giuria del premio ad Amsterdam a causa dell’incertezza causata dall’ordine restrittivo circa l’immigrazione di Donald Trump, che avrebbe potuto mettere a rischio il rientro della sua famiglia negli Stati Uniti d’America.

Nel caso vi sia interessato l’articolo, vi invito a contattarmi per parlarne, sempre sulla mia pagina personale. Anche perché, sinceramente, sono curioso della vostra opinione in merito a queste foto.