Provo un forte senso di disagio, dovendo scrivere di un film che ho creduto davvero potesse fare la differenza.

E’ questo che ci hanno fatto credere tutti. Siamo stati vittima di un’illusione collettiva. I trailer dai colori saturati ci hanno fatto sperare ad un primo passo decisivo. Ok. Non sarebbe stato il capolavoro del DC Extended Universe, ma un film in cui non avremo dovuto dire per forza “altri soldi buttati – grazie Warner!” 

Uscendo dal cinema, invece, mi sono ritrovato con l’animo combattuto. Perché il potenziale, questo film, l’aveva eccome, nonostante le ovvie limitazioni di un film d’origini. Un dejavu che abbiamo percepito anche in Man of Steel, Batman V Superman & Suicide Squad. Odio unirmi ai cori dell’utente medio. Perché questa recensione potrebbe esser benissimo un copia e incolla di mille pareri che troverete sulla rete.

Premessa: il sottoscritto è un nerdun amante della pop cultura che ha masticato Marvel, DC e compagnia bella. Non preferisco nessuna fazione. Non sono Team Marvel. A me piace il cinema. Nessuna major mi ha mai pagato (purtroppo) e, quando guardo a casa un film, metto da parte qualsiasi preferenza. Eviterò di fare paragoni a Captain America: il primo vendicatore… E tutto questo perché? Perché voglio solo andare a vedere un bel film. Non mi sembra di chiedere troppo.

Perché una chance va sempre data. A prescindere.

 

Wonder Woman non funziona proprio. 

Abbiamo aspettato quasi un quarto di secolo per avere un film stand-alone al femminile (si, parlo di Elektra – che se nessuno ci faceva un meme sopra, non l’avreste mai ricordato). Ancora non si capisce che razza di gestione stanno mettendo su alla Warner. Tutt’oggi, penso che, se entrassi nei loro studios, troverei un dozzina di manager che urlano e corrono a destra e a sinistra perché non hanno idea di come sistemare questo franchising.

Andiamo per ordine: Partiamo dalla regista, Patty Jenkins. Nonostante negli ultimi anni abbia realizzato film poco degni di nota, sicuramente aver firmato la regia di Monster è un’ottima nota sul suo curriculum vitae. La scelta di affibbiare la direzione del film di una supereroina ad una donna tira fuori quel classico clichè mediatico “dal punto di vista delle donne”. Non che il sesso determini la qualità finale di un prodotto. Però hanno presentato al mondo, e soprattutto al web, un prodotto con un’ottima confezione. Il problema è il contenuto. Ho scoperto quasi per caso che la sceneggiatura di Wonder Woman (ergo un film di supereroi) è stata affidata a chi si è fatta le ossa con The O.C., Sex And The City, Grey’s Anatomy e Una mamma per amica. Si, lasciamo perdere.

Figlia della regina delle Amazzoni, Diana (alias Wonder Woman per noi) è in aspettativa di uno scopo nella vita. Il suo Deus Ex Machina arriverà con il pilota americano Steve Trevor, naufragato sulla mistica isola di Themyscira. Praticamente il primo uomo che vedono da millenni. Sembra che il mondo sia sotto il giogo della grande guerra mondiale, un conflitto che sembra esser manovrato da Ares in persona (il dio della guerra).

Personalmente ho apprezzato il messaggio del film e il come viene snocciolato in modo non banale. Diana vede per la prima volta il mondo. E’ vergine alle sfumature umane, alla cultura e alle cattive azioni che commettiamo. Vede per la prima volta la guerra, vede il male che ne deriva, e non riesce a concepirlo. Non riesce a concepire che l’uomo, da solo, possa tirar fuori una tale malvagità. E per questo motivo, dal suo punto di vista, crede per forza che tutto questo male che pervade il mondo non sia altro che una grande macchinazione dovuta a un’entità malvagia superiore. Non riesce ad accettare, non riesce a credere che gli esseri umani possano esser così cattivi verso il prossimo. Per Diana, l’unica spiegazione razionale deve esser questa. E’ un espediente narrativo notevole, un tema anti-bellico che porta a delle riflessioni.

Il problema è tutto il resto. Attualmente la Warner sembra incapace di scrivere una sceneggiatura che coniuga spunti narrativi seri con quelli comici. Per correggere il tiro dei film precedenti, stanno cercando di attuare cambiamenti – a mio avviso – giusti. Il ritorno del technicolor come si deve, alla saturazione giusta. Ma a parte questo, di fronte alla storia, troviamo un forte squilibrio. Ci ritroviamo con una comicità che vuole smorzare dei toni seri, ma quel mix improvviso fa si che una battuta messa al punto sbagliato perda totalmente d’impatto ed uccida inevitabilmente il contesto serioso della scena. Ciliegina sulla torta, le battute a sfondo sessuale.

Gal Gadot paradossalmente è lo spirito del film. E’ il motivo per cui andrebbe visto questo film. Perché come Wonder Woman funziona! E funziona bene anche come Diana Prince. Riesce a scindere i due ruoli. Mai stupida, solo ingenua. Unica nota negativa è che, in cento anni, da Batman v Superman, sembra che Diana abbia perso notevolmente la sua forza. Perché contro Doomsday non gli teneva neanche testa, qui dentro sembra che abbia una forza praticamente inarrestabile. E’ cercare il pelo nell’uovo? Forse. Però un occhio attento nota queste cose.

Parlando invece di effetti speciali, CGI e compagnia bella, alcuni sono spettacolari fino a ritrovarsi con green screen imbarazzanti. L’abuso dello slow-motion alla Snyder è fin troppo irritante, quasi al livello di 300. Questi slow-motion eccessivi stonano troppo in un contesto da “grande guerra”. Alcuni combattimenti perdono di mordente, soprattutto nel finale. Quando arrivi alla fine del film, sembra quasi che la Jenkins abbia abbandonato la regia del film, lasciando l’operatore girare a caso e al montatore fare pure peggio. Effetti speciali che perdono di qualità. Il cattivo finale, che tanto saprete già chi è ma eviterò di fare spoiler, sembra la peggior vittima della sceneggiatura del film e di una CGI pessima. Un villan antico come il tempo e  super potente ma che fa affermazioni ebeti; capace di distruggere tutto quello che gli pare, ma che ha bisogno paradossalmente degli uomini per il suo piano.

In conclusione: Non me la sento di distruggere inutilmente questo film. E’ praticamente la versione femminile del primo Captain America. E’ il meno peggio del DC Extended Universe. Ma meno peggio non significa bello. Un passo sicuramente in avanti, ma incerto. Il problema è che il percorso sembra ancora tortuoso. Temo per la Justice League, ma spero di sbagliarmi. Come sempre.