Nomination all’Oscar e statuetta conquistata, nomination al David di Donatello e premiato dalla categoria giovani. Gabriele Salvatores porterà il suo bagaglio culturale e cinematografico davanti ai giurati di Giffoni venerdì 21 luglio, tornando al festival dopo 22 anni.

Era il 1995 quando visitò per la prima volta Giffoni, pochi anni dopo aver vinto il premio Oscar per il film Mediterraneo, con Claudio Bigagli, Giuseppe Cederna e Diego Abatantuono. Film generazionale e di fuga, racconta le paure e i drammi degli anni 90, inserendosi in una trilogia, diventata poi quadrilogia, da cui lo stesso regista scappò poco dopo l’uscita per intraprendere un viaggio in India, per paura di affrontare la critica e i risultati ottenuti. Sorprendente, quindi, come Salvatores si riveli comunque attuale, in un clima di fuga giovanile dall’Italia per cercare rifugio all’estero e questo potrebbe essere uno spunto per il dibattito con il regista.

Anche altri film portano la sua firma, come Il ragazzo invisibile, Educazione siberiana, Come Dio comanda e Io non ho paura, che hanno contribuito a segnare una generazione che, ancora oggi, ricorda ogni battuta delle pellicole.