Il cinecomic non è solo un genere prettamente cinematografico, ma anche la televisione prende molto in prestito dalla nona arte, i fumetti. Da un lato abbiamo i prodotti CW DC’s: Arrow, The Flash, Legends of Tomorrow e Supergirl. Dall’altro abbiamo i prodotti Netflix Marvel: Daredevil, Jessica JonesLuke Cage e Iron Fist. Ultimo arrivato, ma non meno importante, sul canale FX, troviamo Legion.

Legion, sebbene nei fumetti sia un mutante e figlio di Charles Xavier, nella sua serie NON è collegato alla saga cinematografica degli X – Men. Il protagonista di questa serie è David Haller, uno dei mutanti potenzialmente più potenti poiché nel suo corpo vivono tante personalità, ognuna con poteri e abilità diversi, da qui il soprannome di Legion. Gli venne diagnostica la schizofrenia, nonostante la malattia mentale, alla luce del suo potere, potrebbe essere spiegata come un disturbo dissociativo della personalità.

Noah Hawley, autore tra l’altro dell’adattamento televisivo di Fargo trasmesso sempre su FX, ha preso questo personaggio dei fumetti e l’ha reinventato a modo suo. Legion è diverso dai soliti prodotti televisivi sui supereroi per come è stato concepito e realizzato. Per farvi un esempio, il tema portante di tutta la serie è l’ambiguità tra ciò che è reale e ciò che non è reale data appunto dalla malattia mentale del protagonista. Come è stato reso visivamente questo concetto? Attraverso le bande nere: la serie è stata girata in 16:9, ma quando ci sono scene surreali si passa immediatamente al 2.35:1. Per chi è poco pratico ai diversi tipi di formato, basterà fare il confronto tra queste due scene tratte dalla serie.

Nella foto vediamo una donna e un uomo seduti uno di fronte all'altro
Una scena di Legion in 16:9
Nella foto vediamo un uomo che telefona con un telefono pubblico
Una scena di Legion in 2.35:1

Legion si rivela così un ottimo prodotto di qualità. Come rivelato dallo stesso showrunner, Hawley si è ispirato a diverse opere per concepire questo prodotto, e oggi approfondiremo proprio questo aspetto. Attenzione, rischio spoiler se non avete visto tutta la prima stagione.

Cominciamo.

Nel primo episodio avviene uno scambio di corpi tra David e Syd, dovuto al potere mutante della ragazza. Syd non riesce a controllare i poteri di David e uccide quasi tutti quelli si trovano nel manicomio, tra dottori e pazienti. Mentre Syd, momentaneamente ancora nel corpo di David, viene portata via da un gruppo di persone guidate da Melanie Bird (una sorta di controparte femminile di Xavier), David fugge dal manicomio per trovare riparo dalla sorella. Da solo nella sua stanza, a un certo punto David si ritrova a parlare con Lenny, una sua amica e paziente del manicomio. C’è un solo problema: Lenny è una delle vittime dell’incidente del manicomio. Ora lei è una personalità di David e quindi lui si ritrova a parlare con una persona che non esiste. Cosa vi ricorda? Nella serie Mr. Robot Elliott viene contattato da un misterioso individuo, noto appunto come Mr. Robot, che lo introduce in una rete di hacker nota come fsociety. Verso la fine della prima stagione scopriamo che questo Mr Robot non è altro che il defunto padre del protagonista che rivive in lui come una seconda personalità.

C’è quindi un tratto in comune tra David ed Elliott: il disturbo dissociativo della personalità. Un altro tratto in comune è che, per via della loro malattia, sono dei narratori inattendibili. Elliott in entrambe le stagioni di Mr Robot crea una realtà tutta sua e non capiamo, talvolta insieme allo stesso protagonista, cosa è reale e cosa non lo è. Allo stesso modo, Legion è pieno di cose attendibili e non, ma ci viene in aiuto il già citato 2.35:1.

Se Legion si ispira un po’ a Mr. Robot, la serie creata da Sam Esmail si ispira a sua volta a Fight Club. Come qualcuno ricorderà, il protagonista del film di David Fincher scopre che Tyler Durden è lui stesso e che è una sua seconda personalità. Si può dire quindi che Fight Club è la prima ispirazione cinematografica per Legion.

Ancora nel primo episodio vediamo come i pazienti del manicomio sono tutti  vestiti con delle tute arancioni. Non può che venirci in mente I Tenenbaum di Wes Anderson dove il personaggio interpretato Ben Stiller e i suoi due figli sono vestiti con delle tute rosse. Questi elementi: le tute, la scena stile bollywood, i colori accesi e l’atmosfera anni ’70  sono elementi che rifanno molto al cinema di Wes Anderson.

Il nome del manicomio in cui si trova David si chiama Clockworks Psychiatric Hospital. Non vi dice niente? Prendiamo solo Clockwork, poi ci aggiungiamo Orange, come il colore delle tute dei pazienti, ed esce fuori A Clockwork Orange, cioè Arancia Meccanica di Stanley Kubrick. Notiamo inoltre come la “normalizzazione” di David è simile al trattamento che subisce Alex nella seconda metà di Arancia Meccanica. I riferimenti a Kubrick non finiscono qui. Più avanti vediamo una scena che è chiaramente ripresa da 2001: Odissea nello spazio.

Nella foto vediamo un palombaro e un uomo con la giacca in una stanza
Oliver Bird e Cary in una scena di Legion che richiama un noto film di Stanley Kubrick
Nella foto vediamo un astronauta in una stanza
David Bowman in una scena di 2001: Odissea nello spazio

Come ho già detto, per tutta la durata della serie si gioca sulla sottile linea tra immaginario e reale. Abbiamo poi un protagonista che ha delle abilità che lo rendono il mutante più potente. Per questa peculiarità viene interrogato da alcuni agenti del governo, ma poi viene salvato da un gruppo di ribelli. Tutto questo vi suona familiare? E’ la trama di Matrix dei fratelli, anzi ormai delle sorelle Wachowski. Inoltre, verso la fine della prima stagione David vuole dialogare con i membri del governo affinché mutanti e umani possano vivere in pace e armonia e in Matrix Revolutions, Neo riesce proprio a raggiungere questo scopo (con la ovvia differenza che nel film parliamo di robot, non mutanti).

Ciò a cui Hawley si è ispirato maggiormente è il cinema di David Lynch. Il confine labile tra reale e non reale è tipico del regista visionario, se si pensa alla sua trilogia onirica: Strade Perdute, Mulholland Drive e Inland Empire. Il piano astrale che compare per tutta la stagione è tipicamente lynchano e ricorda, tra le tante opere, la loggia nera di Twin Peaks. Poi, c’è questo demone dagli occhi gialli che perseguita continuamente David, e ricorda l’uomo misterioso di Strade Perdute, oppure il barbone che si trova nel retro del Winkie’s di Mullholand Drive, o ancora Killer Bob di Twin Peaks.

Nella serie di David Lynch Killer Bob è un’entità malvagia che si impossessa del corpo di uno dei personaggi (non dico il nome per non spoilerare l’assassino di Laura Palmer) per compiere appunto degli omicidi. Allo stesso modo, scopriamo che in Legion il demone dagli occhi gialli è un’entità maligna nota come Amal Farouk alias Shadow King che si impossessa del corpo di David. Sia Killer Bob che Amal Farouk hanno bisogno di impossessarsi di un corpo per agire nel mondo reale poiché il primo viene dalla loggia nera e il secondo viene dal piano astrale.

Inoltre nel quarto episodio è presente un’inquadratura che è ripresa chiaramente da un film di David Lynch, The Elephant Man.

Nella foto vediao il volto di una ragazza con dietro lo spazio e le stelle
Il volto di Syd in un’inquadratura che richiama un noto film di David Lynch
Nella foto vediamo il volto di una donna con dietro lo spazio e le stelle
La madre di John Merrick nell’inquadratura finale di The Elephant Man

Qui i flashback vengono usati magistralmente, nonostante più che di flashback si tratta di un flusso di coscienza del protagonista. Lo stesso David, grazie anche all’aiuto delle abilità mutanti di Ptonomy Wallace, rivive i suoi ricordi. Chiaramente Hawley qui si è ispirato a Eternal Sunshine of the spotless mind  (il titolo italiano preferisco non ricordarlo) di Michel Gondry. Nel film Joel, grazie a un congegno speciale, rivive tutti i ricordi con Clementine prima che gli vengano cancellati. Durante il flusso di coscienza di David c’è spesso un glitch, come se qualcuno gli avesse alterato i ricordi, come succede appunto nel film di Gondry.

Inoltre qui è presente una scena che è ripresa esplicitamente dal film di Gondry:  Ptonomy Wallace rivive nel suo ricordo d’infanzia, ma in un corpo adulto, più o meno quello che accade a Joel nel suo flusso di ricordi.

Nella foto vediamo un uomo rannicchiato sotto un tavolo e di fronte a lui c'è una donna svenuta
Ptonomy in una scena di Legion che richiama il film di Michel Gondry
Nella foto vediamo un uomo con un pigiama rannicchiato sotto un tavolo
Jim Carrey in una scena di Eternal Sunshine of the Spotless Mind

Nel sesto episodio Lenny, che scopriamo essere in realtà Farouk, si mette a ballare sulle note di Feeling Good di Nina Simone. Questa è una scena particolare perché qui gli autori si divertono a montare riprese live action con parti grafiche. Questo effetto non può non ricordarci le classiche sequenze dei titoli di testa dei film di 007.

Nel settimo episodio di Legion c’è una scena in bianco e in nero dove Lenny è in procinto di uccidere Syd e Kerry. Non ci sono dialoghi, ma solo delle didascalie che aiutano a comprendere la scena; una tecnica tipicamente usata nel cinema muto. Inoltre, il look di Lenny e le sue movenze ricordano le pellicole di Charlie Chaplin, o più precisamente quella in cui interpreta il vagabondo Charlot.

Nella foto vediamo una donna in un completo nero
Lenny/Farouk in un look che richiama Charlot, il noto personaggio interpretato da Charlie Chaplin

Sempre nel settimo episodio i protagonisti devono indossare degli occhiali speciali per distinguere il reale dagli artefatti creati da Shadow King. Ebbene, questi occhiali speciali sono stati chiaramente ripresi da Essi vivono di John Carpenter. I protagonisti del film indossano degli occhiali da sole attraverso cui vedono la realtà: la terra è stata conquistata dagli alieni. Sempre con questi occhiali, i protagonisti della pellicola di Carpenter riescono a distinguere chi è umano dagli alieni.

Legion è quindi una serie supereroistica molto complessa rispetto alle altre serie tratte dai fumetti. Molte sono le ispirazioni, soprattutto dal cinema di David Lynch, e probabilmente anche nella seconda stagione troveremo altri omaggi e citazioni alla cultura pop.
E noi non vediamo l’ora di raccontarvene di nuove.

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Aspirante regista. Classe 88, da sempre adoro il cinema. Infatti, ho portato Matrix come tesina di maturità. La mia passione per la settima arte mi ha portato a laurearmi al DAMS di Roma Tre. I miei registi preferiti sono Christopher Nolan, Sergio Leone, Quentin Tarantino e Giuseppe Tornatore. Adoro anche le serie televisive come Lost, Games of Thrones, Sherlock, Black Mirror e Inside No. 9. Insomma, mi piacciono le grandi storie per immagini. Per questo motivo mi piacciono anche i fumetti. Mi piace analizzare ogni film e capire come è stato girato. Il mio sogno? Approdare al Festival di Venezia con il mio primo lungometraggio.