“L’eccezione alla regola” segna il ritorno di Warren Beatty, dietro la macchina da presa, in quanto il suo ultimo film risaliva al 1998, dal titolo “Bulworth – Il senatore”.

Beatty si rese noto negli anni 60-70, in special modo per le sue doti attoriali; infatti diversi registi della New Hollywood, lo chiamarono spesso per partecipare ai loro film.
Fra i tanti film ai quali ha preso parte, di certo alcuni più di altri, meritano almeno una menzione, ad esempio: “Gangster Story” di Artur Penn, “I Compari” di Robert Altman e “Perché un assassino” di Alan J. Pakula.

Il rapporto conflittuale con la sorella maggiore, Shirley MacLaine, lo portò ad essere meno presente sul grande schermo, tant’è che lo stesso Beatty più volte si rifiutò di lavorare con lei.

Warren Beatty ingiustamente, alle volte, non è riuscito ad ottenere gli apprezzamenti da parte del pubblico, per ogni film che ha realizzato da regista; quando invece ha diretto più di un film degno di nota.

Il suo ultimo film, “L’eccezione alla regola”, è stato accolto da molti, prima del tempo, come un fallimento annunciato, impedendo la possibilità di avere una buona distribuzione nelle sale cinematografiche.

Warren Beatty alias Howard Hughes in una scena del film "L'eccezione alla regola".
Warren Beatty alias Howard Hughes in una scena del film “L’eccezione alla regola”.

Narrare la vita di Howard Hughes non è mai stato facile, dato che fu un aviatore/produttore cinematografico dal carattere bizzarro, alternativo e progressista.

In passato già altri registi, avevano provato, a loro volta, a raccontare la sorprendente vita di Hughes, uno fra questi, fu proprio un regista della New Hollywood (come del resto lo stesso Beatty, proviene da quel mondo), ovvero Martin Scorsese, con il suo incredibile ed emozionante “The Aviator”.

Beatty per facilitarsi il compito, decide di portare in scena, solo ed esclusivamente l’ultima parte di vita di Hughes, concentrandosi sulla storia di una giovane attrice che si innamorò dell’autista di Hughes.

L’Hughes interpretato da Warren Beatty è un uomo stanco, senza forze, che vive la giornata come se fosse l’ultima della sua vita, con una unica passione, quella per la settima arte. Beatty crea una perfetta sintonia con il personaggio da lui interpretato, questo suo ruolo, inevitabilmente, rispecchia anche la vita dello stesso regista, difatti si potrebbe considerare come un film semi autobiografico; il pensiero critico di Beatty, assomiglia molto a quello di Hughes.

Il cinema di Warren Beatty, richiama a gran voce, quello della New Hollywood (fatta di registi emergenti, che indagavano sulle problematiche della società, con il loro sguardo personale e pungente), infatti anch’esso è figlio di essa, quindi è normalissimo ritrovare degli spunti, presi da quel tipo di cinema, che ormai non esiste, quasi più.

Se Scorsese con il suo “The Aviator”, aveva cercato di descrivere la vita del noto produttore hollywoodiano, seguendo passo passo ogni sua sfumatura, Beatty invece con il suo”L’eccezione alla regola”, cerca di analizzare questa figura emblematica, standone all’esterno, utilizzando dei personaggi apparentemente di contorno, per farli diventare verso la fine del film, i veri protagonisti.

Alden Ehrenreich e Lily Collins in una scena del film "L'eccezione alla regola".
Alden Ehrenreich e Lily Collins in una scena del film “L’eccezione alla regola”.

Il film principalmente si focalizza su Alden Ehrenreich, il suo personaggio, ossessivamente, risulta essere sempre al centro dell’attenzione, Beatty lo rende una specie di capitano della sua ciurma.
Incredibilmente, Beatty convince più come attore che non come regista, dando ancora una volta, la prova del suo intramontabile talento.

La sua regia semplicistica, seppur coadiuvata da una accettabile fotografia, non sempre sta al servizio della messa in scena, molto spesso si manifesta altalenante e poco armoniosa. L’Hollywood rappresentata nel film, appare spenta e sbiadita; tutt’altro che quel magico mondo da cartolina, che noi tutti conosciamo, grazie ad innumerevoli lungometraggi di successo.
Il film,al suo malgrado, si dimostra essere figlio dei tempi, ormai quei sogni e quelle speranze, sono svaniti da tempo, difficilmente possono tornare alla luce i vecchi fasti.

L’eccezione alla regola, sta proprio a significare, quel punto di rottura con i canoni che fino ad allora, avevano contrassegnato il cinema americano; infatti il personaggio di Lily Collins, raffigura proprio il modello e la figura dell’attrice anticonvenzionale di quell’epoca, in sostanza è una donna che vuol cambiare il concetto dell’attrice standard, costruendosi una sua caratura personale, una donna moderna in pratica. Sebbene il personaggio da lei interpretato sembri delineato in ogni singola minuzia, la giovane attrice non riesce a calarsi bene nella parte, dando vita ad un forte senso di ambiguità e di indifferenza nei suoi confronti.

Il problema fondante del film, è da ricercarsi nella sua dimensione, nonostante voglia apparire come una pagina di storia del cinema hollywoodiano, per l’assoluta pigrizia di Beatty, la narrazione si limita a mostrarci una noiosissima e già vista relazione amorosa, andando a snaturare la sua dimensione di partenza.

Warren Beatty si chiude nel suo microcosmo, eliminando tutto il contesto politico e sociale di quegli anni, che avrebbe giovato ad ampliare il racconto di per se, elementare e privo di colpi di scena. Dopo diversi anni di inattività, occorre, per ritornare sulle scene, una grande e minuziosa preparazione e professionalità da parte del regista, ciò, purtroppo, non si è notato nell’opera di Beatty. La gaffe agli Oscar di quest’anno, ha pesato moltissimo sull’economia del film; Hollywood non fa sconti a nessuno, se commetti un errore, poi deve essere pronto a pagarne le conseguenze.

L’invisibile distribuzione avvenuta sui social media, ha incrementato la sfiducia nei confronti del film; che se avesse avuto una buona compagnia marketing, non avremmo di certo parlato del totale disastro, che è stato.
Difatti, la pagina facebook ufficiale italiana del film, è stata cancellata, poco dopo le prime recensioni negative arrivate dagli Stati Uniti D’America.

In questo film non vi è traccia del vero Warren Beatty, mancano soprattutto le sue trovate visive e stilistiche, che avevano impreziosito i suoi vecchi lungometraggi.
L’eccezione alla regola, conferma il declino e la definitiva fine della carriera (lavorativa) di Beatty, come suo ultimo testamento, di certo, non ci saremmo mai aspettati tale scempio.

Il film è uscito nelle sale italiane, lo scorso 27 aprile 2017, grazie alla 20th Century Fox Italia.

Qui sotto vi lascio il trailer ufficiale del film in italiano: