King Arthur – il potere della spada, è la nuova pellicola del maestro Guy Ritchie con protagonisti Charlie Hunnam (Artù) e Jude Law nel ruolo del villain Vortigern. La saga è ispirata alla Morte di Artù di Thomas Mallory, e si avete letto bene “saga” perchè secondo la Warner Bros questo è solo il primo capitolo di una serie di sei film dedicati al personaggio.

Quando si parla di Re Artù certamente non si rimane impassibili di fronte a tale onore, e quindi ogni volta che si tratta questo specifico argomento si riesce sempre e comunque a creare hype, curiosità e valanghe di recensioni negative da parte degli appassionati di storia e del personaggio.

Ora dopo tantissime pellicole girate sulle vicende e sui fatti “realmente accaduti” nel regno di Camelot, ogni tanto una ventata d’aria fresca fa sempre bene e la reinterpretazione di un personaggio così importante, grazie a Ritchie può essere famigerato anche tra i giovani, risultato altamente improbabile al giorno d’oggi visto le numerose rivisitazioni che di certo non sono di facile approccio per il grande pubblico.

La trama è molto semplice e già da subito possiamo capire che il tono, le luci e la regia hanno una faccia diversa rispetto alle produzioni antecedenti che di certo non mancano di qualità:

Durante una cruenta battaglia il padre del piccolo Arthur viene assassinato, e suo zio Vortigern si impadronisce del trono che spetta ad Artù di diritto e governa spietato su Londinuim e non Camelot, attenzione. Il ragazzo cresciuto lontano da tutto il suo passato, non conosce il suo futuro e solo tramite il ritrovamento della famosa spada che riflette la sua anima, riuscirà a ritrovare se stesso e il suo popolo.

Guy Ritchie regala al pubblico una produzione degna del suo nome, che fa divertire, commuovere e abbagliare allo stesso tempo grazie al suo stile dinamico, preciso e caotico che catapulta lo spettatore in mezzo alla folla e lo costringe ad affrontare le sue solite “risse da bar” che in questa pellicola di certo non mancano.

La rivisitazione del personaggio riesce alla grande anche se si scosta dalla figura che è ormai entrata nell’immaginario collettivo di tutti noi, e magari proprio per questo la figura in questione è stata difficile da caratterizzare, visto che sempre e comunque qualcuno su quella poltrona di quella sala ha storto il naso più di una volta.

Spezziamo una lancia al favore del buon Charlie Hunnam che è riuscito ad entrare nei panni di questo nuovo volto di Artù in maniera elegante, grezza, spaccona e potente, lasciando senza fiato il pubblico ad ogni scena in cui faceva volteggiare la famosa “Exalibur” che di certo non manca. Nessun dubbio per Jude Law che incarna il male in persona, con un personaggio davvero ben scritto per il suo volto che trasmetteva tutto il suo “fuoco”, la sua rabbia e la sua vendetta verso tutto ciò che lo ostacolava.

Warner Bros e Guy Ritchie confezionano un prodotto davvero degno di nota che supera le aspettative e pone le basi per una saga importante che può lasciare il segno se solo desiderano. Lo stile del regista spicca da tutti i pori e la pellicola risulta divertente, impattante e visivamente devastante che spalanca la bocca al pubblico più di una volta. La sola nota dolente e che pecca di basi storiche solide e quindi può essere rifiutata dai fan di Artù e dai vari esperti in circolazione.