Con questa recensione del secondo capitolo di Injustice si andrà ad analizzare il nuovo videogioco sviluppato dagli ideatori della saga di Mortal Kombat, che ha presentato un sistema di combattimento simile al primo capitolo, ma allo stesso tempo lontano da Mortal Kombat, presentando nuovi personaggi e nuovi stili di combattimento, con una storia molto curata. Un gioco che ha sicuramente meritato l’attesa dei fan, che non verranno delusi.

Questo nuovo capitolo si presenta come una ventata d’aria fresca nel mondo dei picchiaduro, riuscendo quasi a far dimenticare Mortal Kombat X, il lavoro più famoso del team Netherrealm.

Sicuramente tutti si aspettavano delle grandi evoluzioni nel sistema di combattimento, che ci sono state ma non in maniera eclatante, oltre ad essere incuriositi dalla storia, che ha mosso l’interesse anche dei non appassionati di fumetti.

Green Lantern in una scena durante la storia. Forse è il personaggio più legnoso e meno performante, ma si salva con un ruolo non male nella storia, e delle mosse veramente spettacolari, anche se ne hanno tolte alcune più belle.

Non si parlerà tanto della trama oltre all’intro che tutti conoscono: Superman imprigionato mentre arriva Brainac. Per il resto, possiamo solo affermare che la storia è piacevole, con momenti veramente alti, purtroppo rovinati in parte da un doppiaggio non sempre eccellente. Ma oltre al doppiaggio non positivo, la modalità storia ha al contrario molti punti favorevoli: non è un tutorial e basta, ci permette di sbloccare gear epici, ci permette di provare ogni combattente – anche se manca la possibilità di provare i veri cattivi, come Gorilla Grood o Atrocitus – ed alla fine possiamo anche scegliere il nostro finale, da rigiocare per sbloccare il secondo, ed un misterioso tredicesimo capitolo.

Il roster numeroso, che stavolta inserisce anche personaggi di sesso femminile interessanti, purtroppo fa sentire la nostalgia di personaggi molto carismatici come Sinestro, per portarne altri che non brillano certo di carisma, come Capitan Cold.

Il picchiaduro in questione però è forse carente per il gameplay. Non cambia dal primo capitolo, e sembra più un gioco “facile” per chi vuole addentrarsi eventualmente nell’universo di Mortal Kombat. L’unica vera differenza è la parata, questa volta indirizzando il personaggio indietro, come molti picchiaduro di livello. Si trovano poi tre pulsanti d’attacco, ed uno per l’abilità unica di ogni personaggio. Questi due sistemi garantiscono una offerta varia di mosse, ma non di combo. Non pensate ad un Tekken, qui la norma sono due attacchi diretti, più un terzo che sbalza l’avversario, ma questa modalità ha una falla nella legnosità dei personaggi, ed anche qui il paragone con Tekken non può non sorgere, dimenticate i movimenti fluidi e veloci nel modo più assoluto. Alcuni personaggi inoltre, che dovrebbero essere famosi per la velocità (Flash) sul terreno risultano meno agili di una Catwoman qualsiasi, difatti la differenza qui è più tra personaggi normali, come un Flash, un Green Arrow ed un Batman, e quelli più pesanti e lenti, ma pericolosi, come un Bane (personaggio che dovrà essere assolutamente nerfato). Questi che per qualcuno potrebbero essere visti come dei difetti sono totalmente soggettivi, perché potrebbero sicuramente essere apprezzati da altri. Il classico scontro dottrinale. Sicuramente dei punti forti li troviamo nelle interazioni ambientali, che se sono di meno rispetto al primo capitolo, e nelle mosse finali speciali, che puntano tutto sulla spettacolarità.

Il mio Batman, con cappuccio e pettorina vinta nel multiverso. La Skin invece l’ho comprata. Con i soldi del gioco.

Oltre alla storia, si trovano ormai tutte le modalità classiche di ogni picchiaduro: il multiverso, che è il vecchio arcade, o la skalata, in cui si entrano negli universi paralleli e ci si dovrà scontrare assieme ad una serie di prove. Non bisogna scordare che in ogni incontro si vincono gears che modificano le prestazioni, ed in parte l’aspetto, ed anche delle casse che regalano altri strumenti a loro volta. quest’ultimi sono belli ma pericolosi: è necessario ricordarsi di disattivare l’opzione dei gears, in modo da combattere solo con l’aspetto fisico, per evitare di trovare personaggi ultra attrezzati che sconfiggono chiunque con un solo pugno, grazie anche ai suoi 30 livelli in più di voi.

Prima di ogni scontro si dovrà decidere che tipo di gears impostazione usare (massimo 3 diverse per ogni personaggio), che modificheranno forza, abilità, difesa e salute. Più avanti invece potrete impostare anche altre abilità nuove, massimo due per set, che cambieranno altri fattori, come il danno critico.

la Gilda di Brain of Pop Culture su Injustice. Siete tutti invitati ad unirvi a noi! Ora siamo molti di più, questo screen è stato fatto appena è stata creata.

Il sistema delle gilde è diverso dalle fazioni di Mortal Kombat X. Ci saranno delle missioni da affrontare per guadagnare punti, soldi e casse per i loot. Purtroppo tra tutti i prodotti, non abbiamo accesso alle colonne sonore da poter scaricare, che sono di qualità veramente eccezionale. Il multiplayer non ha mai dato problemi con i server, ed il suggerimento è di partecipare spesso, siccome dopo ogni scontro si vinceranno gear casuali che sono sempre utili. Anche qui bisogna ricordarsi di togliere le capacità dei gears, per non incappare in sbilanciamenti del gioco che risulterebbero semplicemente frustranti. Giocate spesso, perché tra i trofei ci sta “battere uno sviluppatore del Netherealm“.

In definitiva, il gioco passa a pieni voti per gli amanti del genere, potremmo anche osare dargli un 8.5/10. Voto che non raggiunge il 10 a causa della legnosità dei personaggi, delle combo tutte uguali ma delle volte scomode, scomodità che viene peggiorata dalla lentezza ma aiutata dall’intuitività d’esecuzione. Gli elementi RPG, la grafica, la colonna sonora, e sicuramente il carisma dei personaggi aiutano molto questo titolo, che si scontrerà sempre contro i giochi occidentali. Gioco sicuramente consigliato agli amanti dei prodotti di Ed Boon, agli amanti della DC Comics, e del buon picchiaduro, che nonostante alcuni difetti che quasi caratterizzano la saga, si erge sul podio dei prodotti di questo genere, e ci rimarrà ancora per tantissimo tempo.