“I figli della notte” è un film del 2016 per la regia di Andrea De Sica, ecco a voi la nostra recensione sul film.

Giulio è un giovane ragazzo come tanti, che vive la sua vita spensierata, senza pensare troppo alle conseguenze del suo comportamento, talvolta non in linea con i canoni di ragazzo cresciuto in una famiglia benestante.
Per menefreghismo e disinteresse della madre si ritroverà catapultato, durante le vacanze invernali , in un prestigioso collegio, nel quale dovrà affrontare le sue più recondite paure ed ossessioni. Durante la cerimonia d’ingresso delle nuove leve, instaurerà un’amicizia con Edoardo, un ragazzo irascibile e fortemente sgraziato, che lo condurrà verso la più sfrenata follia adolescenziale.

Il collegio mostrato da Andrea De Sica, dall’aspetto tetro,malsano e austero, ben si sposa con la cornice del paesaggio innevato, rendendo molto bene la percezione di un’ambientazione misteriosa e cupa.

“I figli della notte” descrive una generazione di giovani atipica; infatti i nostri protagonisti, a causa delle regole ferree del collegio, non possono utilizzare gli smartphone a loro piacimento e la navigazione su internet è assai limitata. Le varie figure genitoriali nel film appaiono distaccate dalle azioni-reazioni dei giovani ragazzi senza alcun sintomo di rimorso, quasi come se interagissero con degli oggetti inanimati.

La decostruzione dei vari personaggi appare spesso approssimativa e poco fondante all’interno della storia, ma, meravigliosamente, questa stonatura di registro viene assecondata dal carisma e dalla peculiare bravura di questi attori alle prime armi.

Il regista dimostra di avere già la mano sicura e precisa, dilettandosi nell’inquadrare gli spazi stretti e chiusi per raffigurare nel miglior modo le insicurezze e le indifferenze dei rampolli dell’alta società presenti nel film. Il primo lungometraggio di De Sica (nipote del grande regista Vittorio) dallo stile dolce, gentile e delicato si costituisce sulla rappresentazione del candore umano emanato dai giovani ragazzi, riuscendo a toccare le corde emotive dello spettatore grazie alla sua genuina semplicità.

Giulio (Vincenzo Crea) e Edo (Ludovico Succio) in una scena del film.
Giulio (Vincenzo Crea) e Edoardo (Ludovico Succio) in una scena del film.

Il vero e proprio punto di forza sta nella messa in scena che arricchisce di minuziosi dettagli il circondario del collegio, difatti le scene girate negli esterni innevati sono quelle migliori e maggiormente studiate. Lo svolgimento narrativo segue pedissequamente le vicende dei nostri protagonisti senza mai lasciarli per un secondo, focalizzandosi sulla maturazione-formazione di essi, attraverso tre atti immaginifici ed imprescindibili.

Le nascoste paranoie di Giulio noi (spettatori) le vediamo, le comprendiamo e le sentiamo grazie alla strabiliante interpretazione dell’attore e al fatto di essere prefetto per quel tipo di ruolo.

De Sica non cade mai negli inutili virtuosismi impostando una regia armoniosa, quadrata ed equilibrata; senza perdersi nei meandri della potenza visiva riesce a bilanciare adeguatamente i toni del lungometraggio.

La componente comica non snatura la visione dell’insieme e si fa predominante nei momenti giusti, ammorbidendo il contesto oppressivo nel quale si svolgono gli avvenimenti del film; principalmente il regista si è affidato al neo attore Pietro Monfreda per i momenti comici, capace quest’ultimo di risultare brillante solamente con il suo sguardo penetrante.

Essendo un’opera prima il film presenta degli evidenti difetti strutturali che però vengono spesso dimenticati in virtù dell’impegno profuso dal regista.

Mathias (Fabrizio Rongione) attore feticcio dei fratelli Dardenne in una scena del film. La sua recitazione è stata ineccepibile.
Mathias (Fabrizio Rongione) attore feticcio dei fratelli Dardenne” in una scena del film.
In questo film ha dimostrato per l’ennesima volta di essere un superbo attore.

Bisogna specificare però che il film inizia ad ingranare soltanto nel secondo atto, quando ormai i vari personaggi sono stati già presentati e l’incipit del film è soltanto un vago ricordo, ma sorprendentemente il fantasioso prefinale spezza gli equilibri salvando in extremis il lento e poco scorrevole primo atto.

Il prefinale è la chiara manifestazione del talento di questo giovane regista, che in pochi minuti realizza uno sconfinato atto d’amore nei confronti del cinema tramite una sequenza in rallenty potentissima. Nella seconda parte “I figli della notte” diventa una spietata, sfrenata ed inusuale lotta alla sopravvivenza per gli impavidi protagonisti che dovranno sfuggire alle angherie dei vari professori di questo istituto d’élite, tanto da assomigliare ad un gioco pericoloso fra la vita e la morte.

De Sica colpisce lo spettatore puntando l’attenzione su questa piccola realtà umana da sempre considerata come snob o comunque in ogni modo facente parte di una classe sociale racchiusa nel loro microcosmo. Al regista poco interessa criticare questa società, l’importante per lui è riportare sullo schermo le sue personalissime opinioni di tutto ciò.

Ne “I figli della notte” il regista ha dichiaratamente voluto omaggiare il maestro assoluto Stanley Kubrick, soprattutto due film famosissimi del regista in questione, ovvero “Arancia Meccanica” e “Shining”; difatti la struttura che ospita i protagonisti ricorda abbastanza l’Hotel maledetto di “Shining”. Di certo è un film imperfetto, ma che nella sua imperfezione dovuta al fatto di essere il primo lungometraggio per il cinema di Andrea De Sica si dimostra valido ed onesto, fondamentalmente nella forma e nella sostanza del reparto tecnico.

Andrea De Sica al suo primo approccio con lo spietato mondo del cinema non manca assolutamente il bersaglio costruendo una storia semplice e delicata pregna di emozioni contrastanti, che rendono il suo film un prezioso gioiellino.
In definitiva “I figli della notte” è un dignitoso esordio alla regia per Andrea De Sica che briosamente e fantasiosamente farà breccia nelle corde emotive dello spettatore.

Qui sotto vi lascio il trailer del film:

Il film uscirà nelle sale italiane il 31 di maggio 2017 distribuito da Rai Cinema e Vivo Film.