Il Guerriero Eterno deve affrontare un percorso difficile. Dopo aver preso la piccola Tama sotto la sua ala, il Guerriero è ricercato dal suo vecchio team, la squadra Unity che, purtroppo, attribuisce i numerosi massacri che stanno investendo il suolo americano alla protetta che l’eroe porta con sé. Tama è una Geomante venuta dal futuro in grado di controllare la terra e gli elementi, e ogni massacro avvenuto viene ricondotto ai poteri della ragazzina proprio perché sembrano essere consumati attraverso le doti che possiede, ma c’è dell’altro. A tramare nell’ombra c’è il perfido Master Darque che utilizza i poteri di un giovane ragazzo, David, il Geomante dell’epoca corrente, nel tentativo di distruggere sia Tama che il Guerriero Eterno, per poi assorbirne i poteri e dominare in una nuova lunghissima epoca oscura.
Come si può ben notare, i presupposti dell’evento fumettistico targato Valiant sono quanto mai efficaci.
C’è un eroe posto a difendere un personaggio indifeso (apparentemente), c’è un fraintendimento, ci sono i conflitti e, vien da sé, anche il cattivo. Ed è in questo che Book of Death trae la sua più grande forza, la semplicità. In un periodo dove c’è una sempre maggiore rincorsa al complicato, che molte volte sfocia nel difficilmente comprensibile, Book of Death giunge in Italia portando con sé una ventata d’aria fresca. La storia è strutturalmente accademica, suddivisa senza troppi cavilli e complicazioni nei tre atti più tipici della scrittura drammaturgica. Questo rende l’opera fruibile alla stragrande maggioranza di lettori e non solo, consente agli autori di intavolare una storia efficace, che nonostante riporti con sé i più grandi e classici cliché, riesce comunque ad emozionare.
È infatti grazie al coordinamento di Robert Venditti che, attraverso un comparto grafico dignitoso (si ringrazia Robert Gill e Doug Braithwaite) si sviluppa un percorso narrativo che incide fortemente sul concetto di immolazione.

Book of Death 2

Verrebbe infatti da ripensare a una frase dell’opera, quando Master Darque sta per sferrare il suo attacco e grida “La vita è solo una distrazione, la morte è lo stato naturale di tutte le cose!”, frase che a conti fatti e soltanto se estrapolata dal suo contesto, risulta del tutto opinabile, ma non è di un cattivo che stiamo parlando? Quello che Venditti opera attraverso il personaggio di Darque non è soltanto il più classico archetipo della nemesi, ma la vera e propria essenza di ciò che l’essere umano reputa maligno, riconducendo la figura del personaggio a una forza atavica il cui unico scopo sembra quello di voler sfidare la famosissima regola del Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Esatto, perché l’intento del personaggio è quello non solo di sconfiggere il Guerriero Eterno e di privare il Geomante dei suoi poteri, ma anche quello di condurre l’umanità e il proprio pianeta ad uno stato entropico, fermo, stazionario nella morte che per antonomasia è uno status eterno. Il concetto di malvagio è inteso dai personaggi come è inteso dagli uomini, e cioè che va contro la vita. Ma se ci si sforza e si prova ad andare al di fuori di questo concetto appartenente alla nostra razza, e non intesa come uomini ma come forme di vita, lo stato a cui ambisce Darque per la terra e, perché no, per l’intero universo, non è del tutto incomprensibile. Ovviamente qui non si sta giustificando l’operato di un personaggio che semplicemente commette i più grandi crimini contro l’umanità, ma si sta tentando di capirlo, sviscerando appunto quei concetti che lo rendono un criminale per poi portare il lettore alla comprensione totale di ciò che caratterizza il Villain.

Book of Death: Master Darque
Book of Death: Master Darque

Paradossalmente diventa evidente capire come per Darque, la morte di tutte le cose sia definita come uno stato di grazia proprio perché immutabile. In Book of Death si fa riferimento poi al classico ciclo: il cattivo arriverà, verrà sconfitto, poi tornerà, verrà sconfitto nuovamente e poi… questo perché, sia per quanto riguarda Darque che il Guerriero Immortale, c’è un input strutturale di fondo che li pone a capo dei principi estremi che governano ogni tipo di storia. Il Principio Positivo e il Principio Negativo. Per quanto concerne il Guerriero Immortale, che deve proteggere il Geomante mentre si adopera nel rendere la terra un posto fiorente, nuovo e migliore, non c’è bisogno di alcuna spiegazione: è l’essenza del rinnovamento positivistico, della cura e della bontà. Con il Principio Negativo invece si giunge a Darque di cui abbiamo ampiamente discusso fino a ora, ma in una chiave assolutamente più profonda e che tenta di andare al di là del semplice intrattenimento per spostarsi su di un livello più complesso. Comprendere un villain e tentare di istruire il lettore al perché, secondo la coscienza umana, la morte è vista come il male assoluto. La domanda a cui vuole rispondere Darque è quindi “La morte è la fine di ogni cosa?”, e lo fa in maniera piuttosto chiara, perché a quanto pare il personaggio è di per sé la risposta. “Si, la morte è la fine di tutte le cose ma anche l’unica condizione che rimarrà inalterata nel tempo.

Book of Death: Possessione

Proseguendo, la Star Comics ci ha gentilmente offerto anche la possibilità di leggere e approfondire il secondo brossurato dell’evento Book of Dead. Si tratta di un volume che vede come epicentro quattro storie scritte da quattro grandi autori. Ogni storia prende uno dei personaggi più famosi del Valiantverse e ce lo propone alla termine della propria vita, mostrandoci aspetti dell’eroe del tutto sconosciuti e davvero magnifici… ma andiamo per ordine.

Book of Death: Cadaveri sulle piante
Il brossurato apre le porte con la caduta di Bloodshot, dove, grazie al magnifico talento di Lemire, siamo di fronte un’opera che diventa quasi una piccola odissea. Il punto forte della narrazione è senza dubbio una nostalgia di fondo che verte a sensibilizzare l’animo di quella macchina da guerra chiamata Bloodshot.
Il finale devastante commuoverà tutti, indistintamente.

Book of Death: BloodshotAndando in ordine poi, è la volta di Ninjak. Un eroe oscuro, prima mercenario e ora vecchio amico che tenta non solo di riscattare se stesso ma il mondo intero, difendendolo da una delle ultime più grandi minacce. Matt Kindt condisce una storia esemplare volta ad esaltare quello che è in realtà il ricordo degli amici scomparsi. Lettura fantastica, irrinunciabile.

Book of Death: Shadowman e Gruppo
La terza parte riguarda gli Harbinger più importanti di tutti, Toyo Harada e Peter Stanchek. La storia è scritta da Joshua Dysart, com’era ovvio aspettarsi. Dysart infatti è rinomato per la splendida gestione narrativa che ha portato in questa serie Valiant (se siete interessati ad altri articoli sul fumetto Harbinger, vi lascio i link qui e qui!). La storia conclude, in un futuro ipotetico, quello che è il grande percorso non soltanto dei due Omega ma anche di tutti gli psioti in generale. Il finale a carattere conciliatorio fa in modo di comunicare al lettore una morale precisa: per quanto si possa combattere, alla fine ci sarà sempre la pace.

Book of Death: Cover Variant
Robert Venditti invece prende in mano quello che sarebbe il futuro di X-O Manowar, narrandoci le vicende della sua morte e, soprattutto, il suo lascito. In quest’ultima parte infatti, è sottolineato il concetto di eredità. Attraverso una storia semplice che riprende un vecchio Villain dell’eroe, Venditti ci comunica quanto l’eredità lasciataci da un genitore sia, in realtà, un’estensione del genitore stesso che, paradossalmente, vive insieme a noi.

Book of Death: X-O Manowar
Con il secondo volume di Book of Death viene suggellata quest’opera estremamente pregevole, che conclude al meglio ciò che era nato con l’evento del Valiantverse e che concede la giusta dignità a ogni personaggio, rendendo le varie dipartite non soltanto nobili in tutti i loro aspetti, ma anche e soprattutto memorabili.
Il consiglio è quello di recuperare l’opera in questione senza se e senza ma, anche nel caso voi non foste lettori abituali dell’universo Valiant. I volumi, editi dalla Star Comics, sono come al solito offerti ad un prezzo standard più che modico, si parla di neanche 9 euro a volume che vi assicura una lettura quasi superlativa, in merito soprattutto alle analisi che sono state fatte e che possono continuare ad essere eseguite. Concludo dicendo che la Valiant continua nell’attestarsi su di un altissimo livello, e non accenna a diminuire, quindi che state aspettando? Andate a leggere di corsa.

Potete comprare qui il primo volume ed invece qui potete comprare il secondo.