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World Press Photo 2017

World Press Photo 2017, promosso da Roma Capitale, è ideata dalla World Press Photo Foundation di Amsterdam ed organizzata in collaborazione da Azienda Speciale Palaexpo con 10b Photography.

La mostra si terrà a Roma in prima mondiale presso il Palazzo delle Esposizioni dal 28 aprile al 28 maggio 2017. Il più grande riconoscimento del fotogiornalismo, che vive ormai da più di 60 anni, viene assegnato da una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, che deve fare una cernita enorme tra più di mille domande di partecipazione da tutti i fotografi del mondo.

Taking a Stand in Baton Rouge – Jonathan Bachman

In questo concorso contiamo esattamente 80.408 foto inviate da 5.034 fotografi di 125 nazionalità. La giuria quindi ha premiato 45 fotografi provenienti da 25 paesi, ovvero Australia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, India, Iran, Italia, Pakistan, Filippine, Romania, Russia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Siria, Nuova Zelanda, Turchia, UK ed infine USA.

La foto dell’anno, inserita nella categoria Spot News Stories, è del fotografo turco Burhan Ozbilici, realizzata ad Ankara, in Turchia, il 19 dicembre del 2016. La fotografia si chiama An Assassination in Turkey, e mostra l’uccisione dell’ambasciatore russo in Turchia, da parte del poliziotto e terrorista turco Mevlut Mert Altintas durante l’inaugurazione di una mostra d’arte. Durante quell’attentato, sono stati feriti altri tre uomini.

La foto, cruda e reale, merita di vincere, a mio avviso, perché mostra il clima di odio e paura del presente, riuscendo a trasmettere con facilità il sentimento dell'attentatore, che a lavoro eseguito invece di cercare di salvarsi e scappare, si limita ad esultare ed a mostrare la sua ideologia estremista, questo grazie al suo sguardo ed alle sue movenze, che quasi distraggono dal cadavere a terra.
Il 19.12.2016 Andrey Karlov viene freddato da un colpo di pistola da Mevlüt Mert Altıntaş, un poliziotto russo di 22 anni.
Ecco la dichiarazione di Burhan Ozbilici, un fotografo di Associated Press, l’esecutore dello scatto: “Ovviamente avevo paura ed ero consapevole del pericolo che l’attentatore si girasse verso di me. Ma mi sono avvicinato un pochino e l’ho fotografato mentre terrorizzava tutti. Pensavo: “Sono qui. Anche se vengo ferito o ucciso, sono un giornalista. Devo fare il mio lavoro. Potrei correre via senza fare nessuna foto, ma che cosa potrei rispondere alle persone che poi mi chiederebbero: perché non hai fatto nessuna foto?
La foto, cruda e reale, merita di vincere, a mio avviso, perché mostra il clima di odio e paura del presente, riuscendo a trasmettere con facilità il sentimento dell’attentatore, che a lavoro eseguito invece di cercare di salvarsi e scappare, si limita ad esultare ed a mostrare la sua ideologia estremista, questo grazie al suo sguardo ed alle sue movenze, che quasi distraggono dal cadavere a terra.

Ecco le parole di Mary F. Calvert, un membro della giuria: “E’ stata una decisione molto difficile, ma alla fine abbiamo ritenuto che la foto dell’anno doveva essere un’immagine esplosiva che parla dell’odio dei nostri tempi. Ogni volta che quella immagine appariva sullo schermo dovevamo fermarci, era talmente forte che abbiamo davvero sentito che poteva incarnare la definizione di ciò che il World Press Photo of the Year rappresenta“.

La mostra, nata nel 1955, è un’istituzione internazionale senza fini di lucro, e non deve essere vista esclusivamente come una mostra di immagini stupende ed interessanti, ma anche come una traccia storica che permette di rivedere il presente con tutti gli eventi importanti. Nel caso vogliate scambiarvi opinioni a riguardo, vi invito a contattarmi sulla mia pagina personale che tratta di fotografia.

 

 

 

 

 

 

 

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