Dal 6 al 9 aprile si è tenuto il Romics alla Nuova Fiera di Roma, e tra i tanti eventi, sabato si è tenuta una masterclass dal titolo Following the Light con Sharon Calahan, direttore della fotografia della Pixar. Incomincia già a lavorare al primo film della Pixar, Toy Story, come lighting supervisor, mentre è invece con A Bug’s life che inizia lavorare come direttore della fotografia, per poi proseguire con film come Ratatouille, Cars 2 fino al recente Viaggio di Arlo. Nonostante lavori nel campo dell’animazione, lei è attualmente membro dell’ASC, l’American Society of Cinematographers.

Resoconto della masterclass

Ho iniziato a inseguire la luce quando ero ancora una bambina, mentre in TV guardavo The Fantastic World of Disney. Rimanevo attaccata alla sedia e dicevo a tutti che sarei diventata un’artista. Avrei lavorato per la Disney. Sono stata fortunata di avere genitori che mi dicevano che sarei potuto diventare chiunque, se avessi lavorato duramente. Quindi, incoraggiate questi sogni nei bambini e in voi stessi. Le possibilità di raggiungere il mio sogno non erano tantissime poiché sono cresciuta in una zona rurale di Washington. Era un paese così piccolo che non ho mai visto un museo d’arte fino all’ultimo anno di liceo. Sono andata a studiare arte nella città di Spokane, nella provincia di Washington. Ciò che ho imparato di più durante il mio periodo alla scuola d’arte è imparare a vedere.

Oggi parlerò più della pre-produzione, che è più visiva. Il processo creativo inizia con la sceneggiatura e le bobine. Ciò che proveremo a fare è avere un’idea del progetto.

Per Ratatouille abbiamo visto molti film che parlavano della cucina come Il pranzo di Babette. Abbiamo visto anche molti film per il tono emotivo, le emozioni e la musica. Per esempio, il film Bon Voyage è stato molto interessante per lo studio della luce. A volte non è per come appare una scena, ma a volte cerco di ricrearla.  Altri film che mi hanno ispirato sono Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Pirati dei Caraibi, Memorie di una Geisha e Blade Runner.

Spesso facevo anche dei viaggi per vedere dei luoghi e scattare foto, ma anche per trovare luoghi per ambientare il film e l’ispirazione. Questo esempio da Train Bleu è stata l’ispirazione per fare il ristorante del film.

Nella foto si vedono dei tavoli e un soffitto decorato e ben illuminato
Il Train Bleu, ristorante di Parigi

Sono stata con il production designer in giro per Parigi come una turista pazza. Abbiamo seguito anche delle lezioni di cucina. Sono stata ore a vedere sui libri di ricette per capire come rendere al meglio, in foto, il cibo.

Invece, per Cars 2 ho visto molti film sulle gare automobilistiche. Vista la tematica, ho visto anche film di spionaggio.

Per Alla ricerca di Dory abbiamo visto molti film sulla vita subacquea e sull’immersione subacquea. Siamo andati a vedere molti acquari e abbiamo compiuto delle escursioni in barca.

Black Stallion è stato di grande ispirazione per Il viaggio di Arlo, per la sua magnifica resa visiva: infatti non c’erano dialoghi tra il ragazzo e il cavallo. Anche Never Don’t Cry Wolf è stato molto importante per il senso ampio delle immagini. Balla coi Lupi invece per gli spazi naturali aperti e le orde dei bisonti.

Abbiamo fatto anche dei viaggi nelle aree delle vallata del Wyoming, più precisamente nel parco di Yellowstone. Abbiamo attraversato a piedi le parte più selvagge. Abbiamo fatto anche del rafting sui fiumi. Tutto questo era per capire come ci si sente a stare in un ambiente naturale aperto.

La mia ispirazione arriva soprattutto quando dipingo. Per me è come ritornare ai tempi della scuola d’arte. Imparo sempre a vedere. Non devo finire necessariamente i miei quadri. Sono importanti i colori. Più che altro cerco di creare delle memorie. Quello che mi piace dipingere di più è la neve. Forse perché dà una sensazione di serenità e crea delle forme che si avvicinano ai disegni grafici.

Nella foto si vede un paesaggio innevato con delle case e degl alberi, con dietro delle montagne
Un dipinto di Sharon Calahan

Ne Il viaggio di Arlo il mio obiettivo era di creare una visuale che riprendesse molto dalle pitture dei paesaggi. Davo alla troupe degli elementi per creare una visione dell’insieme. La gerarchia degli oggetti è importante: è un modo per rendere meno caotiche le immagini per il pubblico.

Quando inizio la produzione, mi focalizzo su come vengono fatte le riprese e le angolazioni della camera. Cerco un senso emotivo, usando le tonalità e il colore per illustrare la luce e cosa la muove, come la scena si relaziona con il film. Ogni momento si deve relazionare con gli altri momenti. Quando Arlo finisce nel fiume volevo un cambiamento della luce.

Cerco modi per tenere l’accento sulla poesia visiva. Cerco di rendere bello una devastazione o di rendere qualcosa simile a un western, come per esempio il fuoco del campeggio notturno. Come mettere l’accento sul sentimento della sorpresa e della bellezza. Quindi, durante la parte della produzione rivedo tutta la parte sulla luce. Con la luce ci focalizziamo sull’azione e gli elementi, che cogliamo, li rendiamo accattivanti.

Nella foto si vedono tre tirannosauri, un brontosauro e un ragazzino intorno a un fuoco notturno
Tutti intorno al fuoco ne Il viaggio di Arlo

Imparate a vedere.

Nel blog di Sharon potete ammirare i suoi dipinti.

 

 

 

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Aspirante regista. Classe 88, da sempre adoro il cinema. Infatti, ho portato Matrix come tesina di maturità. La mia passione per la settima arte mi ha portato a laurearmi al DAMS di Roma Tre. I miei registi preferiti sono Christopher Nolan, Sergio Leone, Quentin Tarantino e Giuseppe Tornatore. Adoro anche le serie televisive come Lost, Games of Thrones, Sherlock, Black Mirror e Inside No. 9. Insomma, mi piacciono le grandi storie per immagini. Per questo motivo mi piacciono anche i fumetti. Mi piace analizzare ogni film e capire come è stato girato. Il mio sogno? Approdare al Festival di Venezia con il mio primo lungometraggio.