È da poco ricominciata la quinta stagione di Prison Break dopo sette anni e già dai primi due episodi si nota una forte influenza dal più celebre poema di Omero: l’Odissea.

Di cosa parla l’Odissea?

Odisseo, conosciuto per lo più come Ulisse, il suo nome latino, era il re dell’isola di Itaca. Venne chiamato da Agamennone per combattere insieme contro la città di Troia e questa guerra viene narrata da Omero nell’Iliade. Il cavallo di troia, mezzo con cui i greci sconfissero i troiani, fu proprio un’idea del re di Itaca. L’Odissea narra quindi del suo ritorno verso casa dove, durante il percorso, incontrerà: le sirene, la maga Circe, Polifemo, la ninfa Calipso e Nausicaa. Nel frattempo a Itaca, la moglie Penelope e il figlio Telemaco sono insidiati dai proci, che sono interessati al trono di Itaca. Quando Ulisse ritornerà nella sua isola sotto mentite spoglie, con l’aiuto di Telemaco avrà la sua vendetta contro i proci e riconquisterà il suo trono.

 

Ecco come il revival di Prison Break è stato ispirato dall’Odissea

Fatta questa promessa, andiamo a esaminare i tanti riferimenti all’Odissea in questa nuova stagione. Avevamo lasciato Michael Scofield che si sacrificava affinché i suoi compagni fuggissero nel film tv conclusivo della serie, The Final Break. Sette anni dopo il fratello Lincoln Burrows scopre che suo fratello è ancora vivo e ha finto la sua morte (su come abbia fatto rimane ancora un mistero, ma probabilmente lo scopriremo più avanti nella serie). Scopre inoltre che suo fratello si trova in una prigione dello Yemen chiamata Ogygia. Ecco il primo riferimento all’opera di Omero. Ulisse, dopo essere scampato al vertice di Cariddi, approda sull’isola di Ogigia. Qui si innamora della ninfa Calipso e rimane sull’isola per ben sette anni prima di decidere a ritornare sulla sua isola.

Sara ha un figlio avuto da Michael che però non ha mai conosciuto il padre, proprio come Telemaco poiché è nato dopo che Ulisse è partito per la guerra. E indovinate dove vivono Sara, il figlio, e il suo nuovo marito? In una città chiamata Ithaca.

Cyclops, uno dei militanti dell'ISIL, che nella foto è il volto di un uomo senza l'occhio destro.
Cyclops, uno dei militanti dell’ISIL

Michael si trova nella prigione di Ogigia con il nome di Kaniel Outis. E cosa significa Outis in greco? Nessuno. Se qualcuno ricorda, quando Ulisse e i suoi compagni fuggono da Polifemo, il re di Itaca dice al ciclope di chiamarsi “Nessuno”. A proposito di Polifemo, nel secondo episodio compare un personaggio che milita nell’ISIL, che non sarebbe altro che l‘ISIS. Il personaggio in questione è un personaggio senza un occhio ed è noto come Cyclops, appunto come il ciclope.

Sempre nel secondo episodio viene detto da uno dei compagni di cella di Michael che un certo Poseidon li ha lasciati morire in prigione. Nell’Odissea, Poseidone, il dio del mare, adirato con Ulisse per aver accecato suo figlio Polifemo, fa di tutto per impedire all’eroe greco di ritornare a casa.

Un’altra cosa che accomuna Ulisse e Michael Scofield è sicuramente l’intelletto. Ulisse viene definito da Omero l’eroe multiforme per il suo ingegno e per essere il più intelligente tra tutti i greci. Chi ha visto tutte le quattro stagioni di Prison Break sa che il personaggio interpretato da Wentworth Miller è il più intelligente e infatti, con una mente così brillante, riesce sempre a pianificare una buona evasione.

In un’intervista a Hollywood Reporter, il produttore esecutivo Vaun Wilmott sull’ispirazione dall’Odissea ha aggiunto:

I personaggi devono ritornare a casa insieme attraverso grandi spazi. Questo ha fortemente influenzato la nostra narrazione e con quella struttura abbiamo usato il modello di Prison Break, fatto di indizi, sorprese e messaggi in codice.

Detto ciò, cosa ci aspetterà nei prossimi episodi di Prison Break? Vedremo delle sirene? Vedremo anche una sorta di cavallo di Troia?