Finalmente PERSONA 5!
Togliendo il grido di gioia, risulta abbastanza chiaro, soprattutto per un fan, comprendere il mio gigantesco entusiasmo per questo titolo che, dopo tanta attesa, è finalmente giunto in redazione per essere spolpato e analizzato da niente meno che il sottoscritto. Prima di passare alle considerazioni però, è bene precisare alcuni passaggi tramite un piccolo preambolo che aiuterà a comprendere meglio le basi dell’intera saga a chi, per esempio, di questo titolo non ne ha mai sentito parlare. Cominciamo!

La serie Persona pone le sue radici nell’ormai distante 1996, dove nasceva il primo capitolo della saga. Molti non sanno che Persona non venne sviluppata inizialmente come una vera e propria serie, ma come semplice spin-off del altrettanto noto Megami Tensei. Di lì in poi, grazie ad un’utenza davvero estatica nei confronti del titolo, Persona ha vantato di una lunga carriera proficua, sia da un punto di vista delle vendite che da un alto indice di gradimento, arrivando a sfornare ben sei capitoli dalla seconda metà degli anni ’90 al giorno d’oggi. Clap clap ATLUS!
Ogni capitolo di Persona è a sé stante, e si consolida con gli altri attraverso due anelli comuni, uno dei quali: l’evocazione del Persona, appunto. E con questo si arriva alla seconda peculiarità dell’intera saga, i protagonisti!
Molto spesso infatti, ci troviamo a vestire i panni di alcuni adolescenti la cui vita viene sconvolta dall’arrivo di queste entità, chiamate Persona, le cui evocazioni rendono i personaggi utilizzabili a dir poco potentissimi. Da qui, poi, si prosegue con trame che come già anticipato, possono essere percorse singolarmente e in ordine sparso. Nulla vieta il giocatore neofita di cominciare dal quinto capitolo per poi andare indietro, fino al primo, e anzi, sarebbe un ottimo modo per recuperare degli ottimi retro-games.
Detto ciò, è possibile adesso passare all’analisi del videogioco. Tenterò di non dilungarmi e di non perdermi in chiacchiere inutili, spiegandovi quindi e in anticipo il punto più importante di tutti: questo gioco va assolutamente comprato!

I neofiti si troveranno di fronte ad un gameplay semplice e intuitivo, che fa del combattimento a turni il suo punto focale. Gli amanti della saga invece non si sentiranno assolutamente traditi, nulla è stato stravolto ma le migliorie ci sono, eccome! I Persona da evocare sono molteplici e i loro attacchi speciali possono essere ottenuti in un sacco di modi. Basti pensare alle linee di dialogo fra il protagonista e i comprimari. A seconda dell’opzione che si sceglie, i rapporti con gli altri miglioreranno o peggioreranno e questo, farà si che il giocatore riesca a ottenere o meno carte speciali utilizzabili sulle evocazioni per consentirgli l’ausilio di nuove abilità.

Il gioco vanta di una longevità a dir poco spaventosa, sviluppandosi attraverso un perfetto connubio fra gameplay e trama, ma entriamo più nel dettaglio. Il percorso narrativo di Persona 5 si sostiene attraverso la testimonianza del protagonista su quanto è accaduto prima che questo venisse catturato dalla polizia, il ragazzo infatti si trova in una sala per interrogatori. Veniamo quindi catapultati di fronte un lungo flashback che vede il protagonista arrivare in città perché allontanato dal posto dove viveva. I motivi di questo allontanamento verranno specificati nel progredire dell’avventura. Il ragazzo, dunque è costretto a riabilitarsi, rimettersi in riga in questa nuova città, frequentando la scuola pubblica come ultimo arrivato e tentando di vivere la sua permanenza nella miglior maniera possibile, tutto ciò finché lo stato attuale delle cose non viene disturbato da un’app che magicamente appare nel suo telefono e che, di notte, lo fionda in un mondo parallelo popolato da mostri e da entità contrarie agli personaggi presenti nel gioco. Il tutto si divide così in due parti con i rispettivi e particolarissimi modi di giocare. Di notte dovremmo progredire nell’avventura falciando demoni e tentando di comprendere cosa ci sta succedendo e soprattutto cos’è un Persona. Di giorno invece, dovremmo tentanre di rigare dritto a scuola, di rispondere alle interrogazioni in classe e di riuscire a vivere la quotidianità nel miglior modo possibile. Tutto questo pone il giocatore in una dualità che mescola realismo e fantasia e che lo spingerà a non poter far altro che andare avanti.

Un altro fattore che meraviglia particolarmente è senza dubbio il concept art dei personaggi, tipicamente manga style ma contraddistinti da comportamenti e modi di esprimersi del tutto differenti. I comprimari infatti non sono soltanto belli da vedere ma anche da ascoltare, e ancora una volta le interazioni con essi diventano un punto fondamentale del videogioco.
Persona 5 vanta inoltre di una colonna sonora davvero azzeccata e di ottima compagnia, anche soltanto quando ci si ritrova a camminare senza una meta per la città o fra i corridoi della scuola.
Il gioco, purtroppo è arrivato da noi senza il né il sub né il doppiaggio in italiano ma niente paura! La lingua inglese adottata per il titolo è di una comprensione quasi disarmante. Perfino chi non mastica bene la lingua non avrà problemi a comprenderla, avendo così la possibilità di godersi l’avventura nel migliore dei modi.

In sunto…
Persona 5 si è fatto attendere davvero tanto, basti pensare al quarto capitolo uscito nel 2008. Eh si, sono tanti otto anni di distanza, ma finalmente eccoci qui. La possibilità di poter comprare sia una versione per PS3 che per PS4 rende la fruizione di questo titolo molto più che semplice e assolutamente obbligata. Quando ho parlato della priorità riguardo l’acquisto del titolo, non scherzavo. Al giorno d’oggi, quando la narrazione e la longevità sono parole ormai distanti in un linguaggio videoludico che sembra quasi solo puntare sul gameplay, Persona 5 è una ventata d’aria fresca che non soltanto v’intratterrà per molto tempo, ma che avrà anche modo di farvi immergere all’interno di un mondo fantastico!