Avrete letto in ogni dove articoli che commentavano alcune delle dichiarazioni fatte da Marvel negli scorsi giorni, ma facciamo un quadro completo della situazione

Chi segue un minimo il mercato del fumetto americano avrà notato che negli ultimi giorni si parla molto di Marvel e alcune dichiarazioni fatte dai suoi rappresentati riguardo la loro linea editoriale e non solo. Questo articolo avrà una duplice funzione: spiegarvi tutta la questione, fornendovi i dettagli e le dichiarazioni fatte nonché alcuni commenti di vari artisti del mondo del fumetto, ma anche commentare tali contenuti.

 

Indice

 

Cosa è successo?

Una settimana fa si è tenuto il Marvel Retailer Summit, un meeting in cui Marvel Comics ha discusso della propria linea editoriale, passata, presente e futura, ad alcuni dei rivenditori più importanti del mercato a fumetti americano, ma con un’eccezione. Marvel ha concesso a ICV2, testata giornalistica del settore, di presenziare questo summit e di riportare le dichiarazioni fatte in quella sede. Diversi ruoli di spicco hanno rappresentato la casa delle idee durante questo meeting, ma principalmente parliamo di David Gabriel, Senior Vice President – Vendite e Marketing, e Axel Alonso, Editor Capo di Marvel Comics (da ora mi riferirò ai due come DG e AA). Da questo Summit sono scaturite diverse polemiche che hanno interessato tutto il settore, perfino agli artisti stessi, che si sono sentiti in dovere di commentare alcune di queste. Ma andiamo per punti.

Marvel Retailer Summit

Nuove versioni vs Eroi classici

Il primo argomento oggetto di discussione durante il Summit riguarda i numerosi cambiamenti, negli ultimi anni, apportati ai personaggi iconici del Marvel Universe e quello che è stato l’impatto sul mercato nel lungo periodo, un impatto negativo tant’è che molti lettori hanno abbandonato in massa le nuove versioni degli eroi. E’ lo stesso DG che fa mea culpa “Il feedback ottenuto asserisce che abbiamo cambiato troppi personaggi”, ma allo stesso tempo AA rassicura: “Non abbiamo perso di vista i personaggi classici.” e ciò sembra essere dimostrato anche dal recentemente annunciato Generations, una miniserie che vedrà dei team up tra le versioni classiche e nuove degli eroi Marvel più iconici.

Abbiamo attraversato un periodo in cui la cultura popolare in generale si è focalizzata sui problemi inerenti la diversità. E’ stato un tema centrale anche durante gli Oscar. Ha dilagato nella nostra cultura, in Disney e in qualsiasi altra cosa. Siamo consci di ciò. Ma Marvel non si occupa di politica. Noi ci occupiamo di raccontare storie sul mondo. Questa è la cosa più importante.” ha chiarito AA. Questa dichiarazione però è lateralmente falsa: raccontare storie sul mondo porta, indirettamente, anche a parlare di politica, ciò che accade ogni giorno è profondamente condizionato da scelte politiche e altro legato a questo ambito.

generations

Uno dei rivenditori che ha presieduto al summit, però, si è sentito in dovere di rispondere ad AA “Se la qualità del materiale pubblicato è buona, allora venderà bene. Avete avuto hit com Miles Morales o Ms. Marvel di G. Willow Wilson, e ciò perché il prodotto era buono. Non penso che la diversità sia il problema, finché i prodotti siano di qualità.”. Altri rivenditori hanno detto la loro a riguardo, alcuni affermando che dei loro clienti hanno abbandonato la Marvel per la diversità, altri hanno detto che ciò ha fatto avvicinare altri lettori di età differenti, ma che comunque non sono riusciti a vendere come speravano.

Anche Willow Wilson, creatrice di Kamala Kahn, ha voluto dire la sua a riguardo nel suo blog dopo aver letto tali dichiarazioni “Con Ms. Marvel non c’era nessuna ‘iniziativa di diversificazione’ e far approvare la proposta, all’epoca,  fu molto difficile. La diversità come colpa e come capro espiatorio non funziona. Basta con la parola ‘diversità’ e iniziamo a parlare di autenticità e di realismo. Quello che raccontiamo, non è un mondo nuovo, ma semplicemente il mondo che abbiamo.”.

ms marvel

I vari rilanci editoriali

La discussione è traslata su un altro punto caldo delle scelte editoriali Marvel degli ultimi anni: i continui rilanci editoriali. DG ha commentato i dati di vendita affermando che “Negli ultimi tre anni abbiamo fatto ciò, abbiamo osservato più e più volte numeri fenomenali, dalle 100,000 alle 300,000 unità vendute quando abbiamo fatto questi rilanci. Questi dati ci hanno catapultato nei seguenti 18 mesi per molte serie. Ad Ottobre siamo arrivati ad un punto in cui l’industry ha cambiato direzione [DG si riferisce principalmente alla pratica dei resi].”. E’ stato fatto notare che parte di questo successo è da attribuirsi anche alle diverse variant che Marvel ha prodotto in occasione di questi rilanci, ma è lo stesso DG che asserisce come ciò abbia funzionato solo sui #1 “Sarò onesto con voi e vi dico che abbiamo provato a fare lo stesso con i #24 o i #25. Non hanno fatto neanche una frazione dei numeri che fa un #1. Quando si arriva ad un #15, #16 e un #17 cosa si può fare per portare 40,000 o 60,000 unità a 150,000 almeno per un mese?”. (se volete approfondire questo andazzo del mercato vi consigliamo questo nostro articolo)

Amazing spider-man 25

Una tattica che ha portato ad un aumento considerevole delle vendite è stato un esperimento fatto con Amazing Spider-man #25, un albo speciale con molte più pagine del normale e ad un prezzo maggiorato “Quando abbiamo alzato il prezzo di Spider-man da 3.99$ a 9.99$ abbiamo quasi triplicato le vendite. Sì, anche qui vi erano degli incentivi. C’erano alcune variant, ma vedere triplicare le vendite su un albo di Spider-man a 9.99$ e sentire metà dei rivenditori dire ‘Mi ha aiutato a chiudere la settimana’ e un’altra metà dire ‘Vergogna Marvel per aver lucrato su di noi’ ci ha portato a rimanere fermi ad osservare. L’unica cosa a cui dobbiamo porre attenzione sono i numeri e questi commenti.” ha detto DG.

Un problema dei continui rilanci è la numerazione che diventa sempre più confusa a chi vuole avvicinarsi al mondo del fumetto o comunque a chi vuole recuperare le storie in ordine cronologico. Marvel ha notato tale problema e sta provando a metterci una pezza su tramite delle immagini promozionali che elencano l’ordine di lettura delle varie serie. “Non è una soluzione perfetta. Ma aiuta” ha detto DG “E’ stata sempre una delle nostre più grosse frustrazioni, con la costante rinumerazione, numerare i vari volumi. Il commercio ne soffre.”. Uno dei rivenditori ha però affermato che la numerazione non è l’unico problema che ha portato a dei bassi dati di vendita “Ci sono tanti fattori oltre alla rinumerzione, ma anche se questa porta artisti che hanno un grosso seguito oppure se li perde.

pamphlet

Vi sono state altre opinioni a riguardo: alcuni rivenditori hanno consigliato di mantenere la numerazione originale e di “mascherare” il primo numero di un nuovo story-arc per renderlo appariscente e appetibile come un #1, altri hanno consigliato di essere più selettivi con i rilanci, invece di farne uno ogni due per tre. In particolare una retailer ha commentato in maniera molto interessante “Penso che la domanda principale sia: quali clienti volete? Perché i vostri possono essere differenti dai miei e il problema più grande nell’industry è trovare l’equilibrio per chi segue questo mondo da 40 anni e i novizi che hanno idee completamente differenti. Io sono diversa da lui [indicando il suo collega]. Lui legge da quando aveva 6 anni e a me non potrebbe importare meno se vi metteste a fare rinumerazioni ogni sei mesi. Perché a me piace leggere una storia e sono apposto.” e AA ha affermato di essere d’accordo con questo pensiero.

L’espansione dei titoli più venduti

Uno degli argomenti su cui ci si è soffermati, anche se in maniera più breve, riguarda la grossa molte di titoli dedicati ad un singolo personaggio/franchise “Stanno venendo pubblicate troppe testate diverse su Deadpool e le nostre vendite non fanno che peggiorare. I lettori sono confusi. Non sanno quale prendere per cominciare o quale prendere da leggere.” ha affermato un rivenditore. DG ha risposto dicendo: “Sì, abbiamo difficoltà anche in questo senso. Axel mi stava facendo notare che Deadpool uccide l’Universo Marvel, che abbiamo pubblicato un paio di anni fa con Cullen Bunn, è diventato il nostro titolo più venduto negli scorsi anni. Quando vedete un altra miniserie di Deadpool arrivare sugli scaffali è perché stiamo cercando di replicare quel successo. Se non succede, proviamo a passare oltre.” E infatti è stato da poco annunciato il seguito del bestseller da poco discusso, chissà se stavolta riescono nell’impresa.

Deadpool uccide l'universo marvel di nuovo

La gestione degli artisti

Si è poi discusso sulla gestione degli artisti, in particolar modo su quanto sia difficile mantenere degli artisti molto talentuosi, e di conseguenza seguiti da una grossa schiera di lettori, su serie longeve o comunque per produrre run molto ampie. Principalmente a causa dei progetti creator-owned (serie Image e così via) che sottraggono tempo a questi artisti, progetti che però, a detta dei rivenditori, vendono molto meno rispetto alle loro serie per grosse major come Marvel o DC. “E’ un problema con le serie Image, vendiamo molto i numeri uno. Ognuno poi deve fare delle scelte [se continuare o abbandonare quella serie] e ognuno ha un proprio budget.” asserisce un rivenditore. Ma quindi perché un autore è maggiormente spinto a lasciare le major e a dedicarsi a questi progetti?

A detta di alcuni rivenditori, i profitti che gli artisti ottengono da questi progetti sono comunque molto alti: “Ho sentito delle cose dagli artisti che si dedicano a serie Image creator-owned” dice uno dei retailer “Mi hanno detto che questi possono vendere anche la metà delle copie in Image, ma allo stesso tempo fare il doppio dei soldi che farebbero con una serie Marvel. Non so se questi sono i numeri esatti o se stavano esagerando. Ma tutto ciò sembra decisamente una della causa che porta delle difficoltà nel poter assumere degli artisti talentuosi.”. AA, a riguardo, afferma che ciò non è vero per tutte le serie, ma solo per quelle con più seguito.

Certo è che molti top artist del mondo del fumetto difficilmente rimangono in una sola casa editrice, si muovono spesso per produrre i progetti che più li intrigano “Non ho bisogno di fare nomi, sapete di chi parlo. Ci sono questi grandi nomi che compaiono all’improvviso per poi far parlare di loro.” afferma AA. Ci sono poi pochi disegnatori che riescono a dare un impatto alle vendite di una serie, rispetto ad uno scrittore e questo accade perché, sempre secondo AA, è più difficile lanciare artisti giovani e talentuosi oggigiorno “Non ci sono più dei sistemi che possono aiutare in ciò [fa riferimento a Wizard Magazine, una rivista sul fumetto che ha chiuso ormai 6 anni fa e su cui apparivano tanti artisti e una top dei migliori in base alle uscite del periodo]” e AA continua dicendo che “Possiamo puntare i riflettori quanto vogliamo sui nostri artisti, ma non so quanti di questi, a parte McNiniven e Coipel, sono in grado di muovere l’ago della bilancia.”.

Su quest’ultimo punto si è creata una discussione tra vari artisti noti nel mondo del fumetto. La più interessante è iniziata con un tweet di Chris Samnee in cui dice “Oggi ho sentito che i disegnatori non aiutano a vedere fumetti. Se comprate fumetti per via di un disegnatore, per favore fatelo sapere al suo editore.”. A questo commento ha risposto Erik Larsen, cofondatore della Image Comics, che ha detto “Non erano questi i piani sino dall’esodo alla Image? Minimizzare l’importanza dei disegnatori facendoli saltare da una serie all’altra?” e continua con un altro tweet “Marvel ha detto ai rivenditori che ‘i disegnatori non sono importanti’ da quando la gang Image ha lasciato.” facendo riferimento a quando il gruppo di artisti che poi ha fondato la Image ha lasciato la casa delle idee per creare il nuovo editore.

Tweet

Uno dei motivi che porta gli artisti a preferire progetti creator-owned non sono solo i diritti “primari” ovvero quelli che riguardano il fumetto in se, ma anche i “secondari” ovvero quelli che derivano dai primi, come l’opportunità di essere scelti da una produzione cinematografica, ed è in questo casi che i rapporti diventano delicati, afferma AA, e per cui bisogna procedere con cautela “Spesso nascono dei rancori, ma manteniamo sempre aperte le nostre porte per delle opportunità. Il più delle volte ritornano da noi.”.

Gli eventi

Secret Empire

Un argomento che sicuramente sarebbe stato oggetto di discussione sono appunto gli eventi, i tanti e troppi eventi che abbiamo letto negli ultimi anni. Molti di questi si sovrappongono e creano nel lettore confusione e difficoltà per poter essere seguiti “I lettori sono in grado solo di leggerne uno o due e danno solo uno sguardo agli altri, principalmente per via del marketing che ci gira attorno. Non riescono a decidere quali leggere.” dice un rivenditore. Ovviamente anche questo influenza le vendite “Cosa volete che facciamo?” dice DG “Guardate Secret Empire, avete 4 mesi. Vi posso garantire che negli ultimi due mesi [dell’evento] le vendite caleranno, lo fanno con ogni evento, ogni storia e ogni altra cosa che facciamo. Dobbiamo osservare e dire ‘Abbiamo bisogno di risollevarci da questi ultimi due mesi, non solo per noi ma anche per voi’. Da questo ragionamento è nata l’idea per Generations (anche se era principalmente editoriale come idea). Così arriviamo alla fine del nostro anno. Avrete Secret Empire, che venderà meno. Avrete Generations da Settembre, che col tempo venderà meno perché succede così. Ci sediamo e diciamo ‘Bene, qual è una cosa facile da pubblicare?’”.

E’ pazzesco!”, esclama un rivenditore e DG risponde “Lo so. Perché quando cerchiamo di redarre il nostro catalogo andiamo fuori di testa ‘Cosa mettiamo in copertina? Cosa mettiamo nella quarta di copertina? Qual è il grande evento e quale è lo story event (che non ci va di definire così perché suona male, e così nessuno vorrà comprare una cosa con questo nome)?’

Secret Wars

Un altro problema, relato agli eventi a cui AA ha risposto, riguarda il ritardo che poi si frappone alla regolare pubblicazione, come successe con Secret Wars per cui l’All-New All-Different Marvel iniziò prima della conclusione dell’evento, conclusione pubblicata diversi mesi dopo l’uscita prevista. Tutto ciò preoccupa i rivenditori, perché crea ulteriore caos e di conseguenza meno vendite, ma AA rassicura che ciò non accadrà con Secret Empire. “I problemi si presentano quando questi grandi eventi hanno un solo scrittore, un solo disegnatore e sono programmate delle uscite troppo vicine [per il disegnatore che magari ha bisogno di più tempo] oppure quando lo scrittore decide di aggiungere un numero in più all’ultimo minuto. Queste cose accadono. ‘Non riesco a  finire in tempo’ e tutti ne pagano le conseguenze. La storia viene prodotta in maniera egregia, ma di certo non con ripercussioni di poco conto verso l’intero piano. Ci scusiamo, e capiamo il vostro fastidio, perché lo sentiamo noi stessi e prima di voi.” in questo modo AA chiarisce la questione. Così facendo la colpa viene addossata agli artisti che lavorano a queste serie, che hanno comunque parte delle colpe, ma anche l’editore deve prima capire i tempi che il disegnatore richiede o cosa ha in mente lo scrittore e di conseguenza adattare i propri piani editoriali, ma non facendolo un mese prima, bensì con netto anticipo.

DG ha però dato modo ai retailer di tirare un sospiro di sollievo “Sarete contenti di sapere che dopo la fine di Secret Empire non abbiamo nessun grande crossover in programma. Non almeno per i prossimi 18 mesi, come minimo. Questi eventi saranno via per un po’

Darth Maul

Si è poi ripreso a parlare di come il titolo “limited series” sia un grosso ostacolo alle vendite “Vi dirò, le limited series sono un segno di morte certa” afferma DG “L’unico modo in cui non sono risultate un segnale di morte, il che è fantastico, è con le pubblicazioni di Star Wars. Ogni volta che definiamo qualcosa una limited series, in questo caso, non influisce negativamente sulle vendite. Definisci qualsiasi altra cosa del Marvel Universe come limited series ed è morto prima di arrivare sugli scaffali.”. Anche AA ha voluto dire la sua a riguardo “Mi piacerebbe molto essere in grado di pubblicare limited series. Non c’è nulla di più rassicurante, perché vuol dire che posso dar vita ad un team creativo e dire ‘Ok, hai 10 numeri, hai 12 numeri. Scrivili. Sai quando finirà. Portala a termine.”.

Da tutta quest’ultima discussione, uno tra i rivenditori ha avanzato una soluzione ai vari problemi enumerati precedentemente. Secondo lui le varie serie si stanno solo sovrapponendo e influenzando negativamente fra di loro, quando in realtà, con una buona pianificazione e coordinazione, potrebbero portare ad una buona coesistenza, arrivando ad essere complementari.

Conclusioni

Il summit si è concluso parlando del post Secret Empire, ma queste informazioni non sono state pubblicate per ovvi motivi. Quello fatto da DG e AA è stato un enorme mea culpa, anche se alcuni problemi sono stati addossati a terzi (autori, altre case editrici ecc.). Ma qual è il futuro di Marvel Comics? Ultimamente stiamo notando come molti dei talenti che scrivevano per la casa delle idee stiano lasciando l’editore per spostarsi su altri progetti: è questo il caso di Tom King, ormai passato in DC comics per scrivere Batman, Jeff Lemire sta lasciando Marvel per dedicarsi ai suoi progetti creator-owned, così come fecero Rick Remender e Matt Fraction un paio di anni fa, ma come loro anche molti altri artisti. Il futuro in Marvel non è dei più rosei con pochi veri autori di serie A nell’enorme mare di testate che vengono pubblicate: Jason Aaron, Dan Slott, Nick Spencer, Ta-Nehisi Coates, Al Ewing (che si sta creando un posto all’interno dell’olimpo composto dagli autori più noti) e il tanto discusso Brian Michael Bendis. E’ in questo caso che un rumor lanciato da Bleedingcool potrebbe risollevare questa situazione. Secondo il sito americano (informato da una fonte “affidabile”) Marvel è pronta a rimpinguare la propria scuderia con autori di lustro del panorama del fumetto. Questi autori sono al lavoro su serie con nomi importanti (i franchise principali probabilmente) e sopratutto, queste testate verranno prodotte in largo anticipo (e pubblicate nel 2018 secondo la fonte) così da evitare il problema di eventuali ritardi causati dai diversi impegni di questi autori.

Non è solo questo il rumor riportato da Bleeding Cool, ma anche una nuova impronta editoriale che Marvel apporterà nel post Secret Empire e magari un indizio di tutto ciò è il da poco annunciato Generations. Secondo il sito, la casa delle idee è pronta a riportare gli eroi classici in testate tutte loro, ma senza rimpiazzare la nuova generazione di eroi, bensì creando due linee editoriali: una più fresca, composta dalle varie testate con protagonisti i giovani eroi, e una un po’ più classica con le serie che vedranno il ritorno dei personaggi iconici della storia editoriale Marvel. Sarà vero? Solo il tempo ce lo dirà, ora davanti a noi abbiamo Secret Empire, ma il San Diego ComicCon, a luglio, inizierà a darci un’idea di quello che ci attende nell’ultima parte dell’anno.

Generations thor

Voi che ne pensate di tutte queste dichiarazioni? Credete nei rumor lanciati da Bleedingcool?
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