Il cinema oltre che intrattenimento e stupore visivo, può essere anche l’incontro fra due culture diverse, due mondi che condividono le stesse idee, politiche o sociali che siano.

Al giorno d’oggi, non è facile farsi conoscere ed essere apprezzati in un determinato ambito lavorativo soprattutto per la propria bravura e ciò vale anche per il mondo del cinema dove si preferisce sponsorizzare un artista per le sue conoscenze o parentele con personaggi famosi; per fortuna esistono delle piccole realtà dove questo non accade, ma sono talmente piccole da non riuscire a far rumore.
Sherwan Haji (attore protagonista nel film “L’altro volto della speranza”) potrebbe collocarsi benissimo in questa situazione, dato che rispecchia tutte le caratteristiche di un giovane attore poco noto, ma per sua fortuna, gli è andata nel migliore dei modi; infatti l’attore di origini siriane, ma naturalizzato finlandese, ha avuto l’onore di lavorare per la prestigiosa televisione di Dubai, dove si è fatto conoscere dal grande pubblico arabo, in seguito il regista finlandese

Aki Kaurismaki lo ha conosciuto e ha deciso che sarebbe stato perfetto per il ruolo da protagonista nel suo film.
Kaurismaki fortemente convinto della sua decisione presa, ha ammesso che: “Il feeling fra me e lui è nato rapidamente, Sherwan con me si è comportato sempre bene e non ha mai dato un cenno di incomprensione, è assai raro da trovare in un attore diciamo inesperto o comunque alle prime armi”.
L’attore ha presenziato all’ultimo Lucca Film Festival, dove ha interagito con la stampa, rispondendo a delle domande riguardanti il film appena visionato e sulla difficoltà di recitare con degli schemi diversi da quelli ai quali era stato abituato.

Il film descrive purtroppo anche una dolorosa pagina sul fenomeno dell’integrazione, infatti i due nostri protagonisti, prima di far amicizia ed abbracciare le due diverse culture, si scontreranno vari volte, sia fisicamente che verbalmente.

La Finlandia descritta nel film appare come una nazione che ti porge la mano, per poi poco dopo lasciartela andare via, ad esempio se non possiedi tutti i requisiti minimi per poter chiedere l’asilo politico, in poco tempo verrai espatriato nel tuo paese d’origine, senza alcun ripensamento.

Uno dei protagonisti alle prese con una partita di poker.
Uno dei protagonisti alle prese con una partita di poker.

Nel film si documenta anche l’inefficienza della politica finlandese, le varie leggi imposte sono a svantaggio della maggior parte della popolazione, per via di una percentuale cospicua di residenti stranieri; proprio per questo motivo ultimamente stanno respingendo le numerose richieste di soggiorno, perché secondo la loro politica, portano solo guai economici e finanziari.

L’altro volto della speranza è un film prettamente girato in interni, spesso e volentieri gli ambienti ci permettono di capire anche i vari stati d’animo dei personaggi presenti in scena; principalmente l’attenzione del regista ricade sul ristorante, gestito da uno dei due protagonisti principali, covo per i rifugiati considerati clandestini.

La macchina da presa non distoglie mai il suo sguardo dagli attori, anche quando sembrano messi in secondo piano, l’inquadratura torna ad essere pungente su di loro, come se il regista stesso volesse farci capire chi sono gli elementi fondanti del film.

Kaurismaki trova nella parte comica l’essenza del lungometraggio, sebbene non sia di per sé solo una commedia melodrammatica, è quasi necessario specificare che il punto di forza sta nella bravura degli attori, che riescono a tirar fuori delle ottime interpretazioni, strappando delle grasse risate dal sapore amaro.

Il film non si pone l’obbiettivo di denunciare la politica europea odierna, come faceva in larga parte ironicamente il road movie “Un Re allo Sbando”di Peter Brosens e Jessica Woodworth, (del quale potete trovare nel nostro sito, una recensione accurata e dettagliata.) anzi il compito prestabilito è ben oltre le apparenze, vuol semplicemente raccontare a modo suo uno spaccato di vita veritiero.

Sebbene il quadro sociale emerso non sia dei più rosei, nonostante ciò nel corso dello svolgimento narrativo le situazioni a dir poco struggenti non mancheranno di certo, ma sono stemperate dalla verve teatrale, che pian piano assumeranno quella connotazione di rottura della realtà, creatasi con l’enfatizzazione di alcuni scontati luoghi comuni.

La musica come simbolo di unione e fratellanza.
La musica come simbolo di unione e fratellanza.

Un’altra chiave di volta del film è da ricercare nella musica, essa viene messa più volte in discussione, diviene un dilemma da non sottovalutare; fin dove la musica può assecondare le parole? O meglio, la musica può contrapporsi alla ferocia fisica e verbale?, queste sono le domande che ci vengono poste incessantemente, fornendoci varie risposte, ognuna delle quali ha una sua identità logica e facilmente percettibile.

Come ben sappiamo la musica riesce ad unire due mondi diametralmente opposti, grazie alle bellissime e intense canzoni composte dai più grandi musicisti che hanno fatto si che l’amore e il rispetto per il prossimo vincessero sull’odio e la violenza, anche se non sempre hanno ottenuto i risultati sperati.

Questo cinema non ha bisogno di mezzi termini, se deve colpire lo spettatore a livello emotivo, non ci pensa due volte, va diritto per la sua strada, d’altronde viene considerato da molti come dolce e sincero, ma allo stesso tempo spietato.

Kaurismaki destruttura lo stereotipo delle classiche commedie con quelle di stampo più recenti, aumentando il ritmo delle battute dove serve per accentuare l’espressione dell’altro interlocutore, creando dei siparietti comici davvero esilaranti.

Dunque in definitiva vien difficile catalogare il film in un solo genere, visto che si assiste ad una commedia melodrammatica con uno sguardo all’attualità, senza mai far prevalere un genere sull’altro.
E’ oltremodo un film imperdibile, nonostante abbia quella connotazione di prodotto di nicchia, racchiude al suo interno dei messaggi profondi e ben intellegibili anche da un pubblico meno avvezzo a lungometraggi di questo tipo.

Lo potete trovare nelle sale italiane, grazie a Cinema Distribuzione.
Qui sotto vi lascio il trailer del film in italiano: