Era il 3 aprile 1992 quando nelle sale italiane si apprestava ad uscire quella che può essere considerata una pietra miliare del cinema: Hook-Capitan Uncino. Sono passati 25 anni e, quindi, sembrava doveroso rendervi omaggio. Un cast stellare, una trama che sa equilibrare classico e originale, costumi da delirio; insomma, una pellicola con la P maiuscola. Lo sceneggiatore Jim V.Hart ha confessato di aver trovato ispirazione da alcune domande rivoltegli da suo figlio Jack, immaginando quale fosse stato il destino di un Peter Pan adulto.

Effettivamente il film narra la vicenda di Peter Banning (“Peter Pan da grande”cit ), interpretato da Robin Williams, avvocato 40enne ossessionato dal successo, che non trova il tempo per la moglie (la nipote di Wendy Moira Angela Darling) ed i 2 figli (Jack e Maggie). Lui non ricorda assolutamente nulla del suo passato avventuroso, nulla dei Bimbi Sperduti, nulla degli indiani, e nulla del suo acerrimo nemico Capitan Uncino. Ma quest’ultimo, invece, non ha potuto mai dimenticare colui che “gli tagliò una mano e la diede in libagione al coccodrillo”, ed, infatti,  ha aspettato 30 anni prima di attuare la sua vendetta. La famiglia Banning si reca a Londra, dalla buona ed ormai anziana Wendy (Maggie Smith), per l’inaugurazione di un ospedale pediatrico dedicato proprio a quest’ultima; ed è allora che Uncino approda nel mondo reale per rapire i figli di Peter. L’unico in grado di tornare a Neverland e salvare Jack e Maggie è proprio Peter, del tutto scettico ed inconsapevole. Sarà l’incontro con Trilli (Julia Roberts) a convincerlo dell’esistenza dell’Isola che non c’è: con l’aiuto della polvere magica varcherà i cieli di Londra, prendendo “la seconda stella a destra e proseguendo dritto fino al mattino”.

Una volta approdato sul vascello pirata si troverà faccia a faccia con Uncino (Dustin Hoffman), il quale deluso, stenterà a credere che quello sia il suo storico nemico. Ad affiancarlo perennemente c’è il nostromo Spugna (Bob Hoskins), una sorta di lacchè e di tuttofare, che lo convincerà della reale identità di Peter. L’intervento di Trilli persuaderà Uncino a dare una possibilità alla propria nemesi: egli avrà 3 giorni per rimettersi in  forma e prepararsi all’attesa battaglia. E’ qui che entrano in ballo i Bimbi Sperduti: inizialmente frastornati, alla fine aiuteranno il loro vecchio amico con allenamenti estenuanti e fallaci tentativi di volo. Ma solo dopo aver recuperato un pensiero felice Peter ritornerà finalmente ad essere il Pan: riescirà a volare, a combattere e ad esultare! Appassionante è la battaglia finale, in cui vediamo un Jack completamente assuefatto al Capitan Uncino, e che preferisce lui a suo padre. Eh sì perché “L’isola che non c’è fa dimenticare”! Jack ritornerà in sé? E che fine farà Capitan Uncino? Il finale riprende in parte quello del cartone animato Disney, ma ovviamente non vi svelerò niente.

Il significato del film è profondo: non è la classica pellicola ispirata ad un libro; essa trascende il libro, creando un passato ed un futuro per il nostro protagonista. In effetti, sarebbe bello sapere ciò che ne sarà dei personaggi dei nostri cartoni animati preferiti: cosa ne sarà di Cenerentola, o della Sirenetta? Hook riesce a soddisfare questa curiosità: sappiamo che Peter perderà di vista i valori importanti della vita, ma li recupererà tornando nei luoghi del suo passato. Le musiche di John Williams sono perfette, ritmate, creano un vero collante tra le varie scene, e sono caratteristiche per ogni personaggio. L’interpretazione degli attori è sublime. Robin Williams riesce bene sia nel ruolo del cinico avvocato Banning che in quello del giocherellone Pan, mantenendo però una nota malinconica durante tutto il film. Dustin Hoffman è riuscito a mettere in risalto tutte le sfaccettature di Capitan Uncino: un uomo perduto senza la sua nemesi, senza più scopi, ma al tempo stesso altrettanto euforico ed orgoglioso di una vendetta meditata per 30 anni . Da elogiare è la recitazione di Bob Hoskins: ironico, esuberante, eclettico, ineguagliabile nei suoi duetti col Capitano. Insomma, la produzione non ha badato a spese nella scelta del cast. E come dimenticare Steven Spielberg,  regista e fautore di cotanto successo?! Egli è riuscito a rendere eterna la sua pellicola, con una direzione sapiente e mirata, perché a distanza di 25 anni, il successo di Hook è rimasto immutato. 

Ciò che dispiace è che oggi parte del cast non ci sia più: il buon Bob Hoskins ed il perpetuo Robin Williams, scomparsi entrambi in questi ultimi anni, sono 2 colonne , la cui dipartita si sente e si sentirà per sempre. Attori del loro calibro sono rari al giorno d’oggi. Memorabili, infine, i piccoli camei: Glenn Close, irriconoscibile travestita da pirata; Phil Collins, nel ruolo del commissario; Gwyneth Paltrow, interprete di Wendy da giovane. Insomma, per quanti anni abbia, Hook è e resterà un capolavoro probabilmente indelebile del cinema internazionale.