Il prossimo 13 Aprile uscirà nelle sale Fast & Furious 8, nuovo capitolo di una serie di film che ormai non hanno bisogno di presentazioni… o forse si? In questo articolo ripercorreremo la storia di questa ormai famosissima saga (in ordine cronologico) che tra alti e bassi è giunta all’ottavo capitolo.

Tutto nacque nel lontano 2001 quando esattamente il 21 Settembre uscì nelle sale il primissimo Fast & Furious diretto da Rob Cohen, film che divenne in poco tempo un “cult” per tutti gli appassionati di automobili ma sopratutto di tuning, punto forte del film e che negli anni è andato completamente perso. Questo capitolo inconsapevolmente ha messo le radici a tutto quello che riguarda gare clandestine, automobili elaborate e chi più ne ha più ne metta. Difatti moltissimi film presero spunto proprio da F&F perché portò nelle sale una cosa mai vista prima, mostrava questa illegalità composta da musica hip-hop, azione frenetica, macchine che facevano sognare tutti i maschi (e non solo) ed una storia ben realizzata, grazie anche ai due storici protagonisti Dominic Toretto e Bryan O’Conner interpretati da Vin Diesel e Paul Walker che raffiguravano il ricercato che alla fin fine si affeziona al poliziotto, sapendo solo alla fine che costui faceva parte delle forze dell’ordine, così comportando una serie immensa di eventi che ritroveremo nei film successivi. Alla fine di questo capitolo il regista non aveva in mente di continuare a spolpare questa saga, ma visto questo enorme successo non ci volle molto per vedere un seguito, ma per rivedere il duo Toretto/O’Conner in azione dovremmo aspettare ben 8 anni con il quarto capitolo.

Nel frattempo nel 2003 uscì il seguito diretto del primo capitolo, 2 Fast 2 Furious diretto da John Singleton. Le meccaniche sono sempre le stesse, auto elaborate al massimo, belle ragazze, ottima azione e il tutto contornato dall’ottima colonna sonora hip-hop, ma con un enorme cambiamento. Ad affiancare il buon Paul Walker c’è Tyrese Gibson che prende, momentaneamente, il posto di Toretto e che interpreta l’ex amico di Bryan, Roman Pearce. I due dovranno collaborare con l’FBI per catturare “Carter Verone”, un fuorilegge pronto a tutto pur di scappare dalla polizia. Il punto forte di questo capitolo è proprio l’accoppiata O’Conner/Pierce che funziona alla grande, grazie anche alla “comicità” di Roman e alla fermezza di Bryan. Questo capitolo però viene considerato anche uno spin-off della saga, sia per l’assenza di Toretto e sia perché questa storia non verrà mai più ripresa nei film successivi (se non solo citata) ma anche perché con questo finale si presupponeva la fine di questa serie di film, visto che Bryan e Roman dovevano aprirsi una loro officina a Miami e quindi ricominciare la loro vita, ma non fu così.

Tra il primo e il secondo capitolo è uscito un episodio di intermezzo chiamato “Turbo Charged prelude” dove spiega come Bryan O’Conner sia arrivato a Miami e la sua vita in città, questo episodio è disponibile nei contenuti extra del DVD/Bluray di 2 Fast 2 Furious.

Era il 2006 quando nelle sale italiane uscì il terzo capitolo, ovvero uno spin-off vero e proprio (rimase così fino all’arrivo del settimo capitolo che lo butterà dentro la linea temporale dei film) chiamato Fast & Furious: Tokyo Drift. Poche storie, questo film rimane sicuramente uno dei migliori della saga, mettendo in luce una storia completamente nuova a partire dal regista (Justin Lin) sino ai vari attori che permisero di realizzare una storia che potesse essere ripresa in futuro, e cosi è stato con il settimo capitolo. Questa volta dimentichiamoci i soliti O’Conner e Toretto, come protagonista abbiamo Sean Boswell (Lucas Black), giovane ragazzo con la passione per la velocità e per le auto che per motivi personali si è trasferito dal padre a Tokyo dove si farà strada per diventare il nuovo drift king, il padrone del drift. La colonna sonora di questo film è sicuramente tra le migliori e proprio grazie a questa possiamo godere di un sacco di scene che per gli appassionati sono oro puro. Come dicevamo prima, questo film è proprio nato con l’idea di lasciare il dubbio agli spettatori, difatti il finale presupponeva una vera e propria sfida tra Sean e niente meno che Toretto, arrivato a Tokyo per un motivo ben preciso che ci verrà spiegato ben 9 anni dopo nel settimo capitolo. Quindi possiamo dire che Justin Lin ci ha “trollati” in pieno facendoci sperare che nel quarto capitolo si sarebbe vista questa gara tra i due e sopratutto si sarebbe visto il vincitore, ma non andò esattamente cosi.

Come successe con il secondo capitolo, anche tra il terzo e il quarto film uscì un cortometraggio chiamato “Los Bandoleros” che fa da preludio a Fast & Furious: Solo parti originali e presente nel Bluray.

Justin Lin infatti torna alla regia con Fast & Furious: Solo parti originali, uscito nel 2009, posizionato subito dopo la fine del secondo capitolo della saga e quindi lasciando Tokyo Drift alla fine di tutto. Questo film è un vero e proprio inizio, infatti abbiamo tutto il cast originale riunito con alcune new entry come Gisele Harabo (Gal Gadot) che in questo film ha un ruolo molto importante e che alla fine si schiererà con il nostro gruppo. In questo film vediamo una vera e propria caccia all’uomo per via di un omicidio che vede coinvolti sia Dominic che Brian (quest’ultimo ritornato a servizio della polizia) e che quindi porta l’azione ad un altissimo livello tra inseguimenti e auto sempre più mozzafiato. Però già da questo film possiamo intravedere la svolta che sta prendendo la saga, sono passati ben 8 anni dal primo capitolo e questo lungo tempo si fa sentire, gli attori fanno sempre un ottimo lavoro ma il cuore della saga fatto di tuning, illegalità e gare clandestine si sta piano piano spegnendo e si sta dirigendo verso un altra strada che sarà “la famiglia”.

 

Ed eccoci arrivati al quinto capitolo chiamato semplicemente Fast & Furious 5 (in USA Fast Five) e uscito nelle sale il 4 Maggio 2011, Justin Lin ormai ci ha preso l’abitudine ed infatti porta avanti lui la saga con questo che può essere definito il capitolo con più azione e dinamicità. Questa volta arriva una new entry nel cast non indifferente, Dwayne Johnson (The Rock), che interpretando l’agente Hobbs darà del filo da torcere al nostro gruppo che in questo film vedremo al completo, compreso anche l’amico di Bryan, Roman Pierce che non mancherà di momenti esilaranti. Il loro piano questa volta è di catturare l’uomo più potente di Rio de Janeiro, Hernan Reyes, ed è per questo che arruolano tutta la loro squadra, ovviamente i colpi di scena non mancheranno e il buon The Rock ci regala una super performance d’azione ed il tutto va a fine bene con quest’ultimo che premia Dom e Bryan dandogli un giorno di libertà per scappare. Come dicevamo prima, il cuore della saga ormai con questo capitolo si è spostato completamente ad una parola molto importante, sopratutto per Toretto, ovvero la famiglia. Il gruppo formatosi è l’esempio lampante di come dei fuggitivi che per anni hanno evitato il carcere rischiando la vita, passando da corse clandestine a gare a tutta velocità trasportando due cassaforti per il centro di Rio, possa diventare una vera e propria famiglia che dal prossimo film in poi subirà molti cambiamenti ma il sentimento tra loro rimarrà.

Passano due anni ed arriva nelle sale Fast & Furious 6, capitolo importante per la trama ma che inizia a portarsi dietro un bel peso. Nelle varie interviste gli attori hanno sempre detto che la saga di F&F continuerà a lungo finché le idee saranno cosi tante e finché il pubblico lo vorrà, chiaramente. Questo capitolo è forse il più debole della saga sotto il punto di vista della trama, anche perché ritroviamo sempre il nostro gruppo che collabora con la polizia per catturare un super cattivone, stavolta interpretato da Luke Evans. C’è un motivo vero e proprio per cui Dominic accetta l’incarico, ma preferiamo tenerlo nascosto e lasciarlo a voi. Il punto forte come dicevamo prima è la trama che finalmente alla fine collega il fantomatico terzo capitolo (Tokyo Drift) e che rivedremo ben collegato nel settimo film, il finale infatti è veramente ben realizzato sia dal punto di vista della trama e sia per un valore “affettuoso” che ci regala la famiglia tutta unita dove tutto è iniziato, a Los Angeles. Ma purtroppo sotto altri punti di vista il film cala decisamente, in particolare una scena su tutte è la parte dell’aereo che non decolla mai nell’aeroporto infinito.

Siamo arrivati alla fine, con un capitolo che può essere definito il più drammatico. Nel Novembre del 2013 esattamente in California, Paul Walker muore per un incidente stradale e chiaramente questa tragedia colpisce sia i fans ma sopratutto il cast di F&F che in quel periodo stava girando il settimo film. Vin Diesel ha dichiarato moltissime volte che il suo cuore si è spento quel giorno, insieme a quello di centinaia di persone che apprezzano Paul, ma il film doveva essere finito anche per omaggiarlo. Ed infatti ecco che il 2 Aprile 2015 esce Fast & Furious 7, film che da una bella scossa alla trama reinserendo Tokyo Drift nella storyline e mostrando al pubblico quello che voleva, ma sopratutto quello che voleva Paul. Moltissime volte Vin Diesel ha detto che questo settimo capitolo era un film da parte loro a Paul e che il successivo sarà l’esatto opposto, ma è ancora presto per giudicare. Con questo settimo capitolo l’azione raggiunge alti livelli cercando di spingerla sempre di più, e a volte spingere un film così tanto è un grande rischio. Brevemente, il cattivo di turno è il fratello di Owen Shawn (Luke Evans) della precedente pellicola, che cerca vendetta per il fratello ormai defunto. Jason Statham da il volto al villain di turno, che alla fine viene arrestato. La scena che tutti hanno in mente di questo film è chiaramente quella finale dove Toretto omaggia il suo amico defunto prendendo una strada diversa dalla sua e ripercorrendo i vecchi momenti passati insieme.

Ed è anche per questo che il 13 Aprile 2017 esce nelle sale Fast & Furious 8, per continuare a spingere sempre di più e per far appassionare ancora di più i fans che vedono nella “famiglia” un esempio fatto di difficoltà e di bei momenti.

Secondo voi però è questa la scelta più appropriata per il brand?