**ATTENZIONE: IL SEGUENTE ARTICOLO CONTIENE SPOILER. UOMO AVVISATO MEZZO SALVATO, INSOMMA**

Ed eccoci qui, giunti al capolinea con Hugh Jackman: il suo ultimo, crepuscolare film, Logan, segna un addio al personaggio di Wolverine che lascia sì un segno indelebile nei cuori di tutti noi fan (quei bambini cresciuti che credevano di poter incrociare le braccia e farsi uscire per magia le lame in adamantio come il loro supereroe preferito), ma che se non altro ci regala un film di tutto rispetto che già sta facendo la storia dei cinecomics.

Logan è un film che spiazza, che stravolge tutte le regole e le credenze del pubblico: Wolverine non è più Wolverine “l’Immortale”. È intossicato dall’adamantio, visibilmente invecchiato. Ma chi lascia veramente senza parole è Xavier, non più il Professor X di un tempo, ma un anziano con una malattia degenerativa che ha fatto diventare la sua mente una bomba ad orologeria, che da protettore dei mutanti ne è diventato, con tutta probabilità, lo sterminatore. Poche emozioni, insomma.

Logan è un film decisamente più cupo rispetto alle altre pellicole della saga X-Men, pare respirare brevemente nella parte centrale, per arrivare poi all’ultimo atto; rapido, sanguinolento, che termina con la morte di Logan, non più l’eroe invincibile di un tempo, ma che con lo spirito di un guerriero si lascia andare pur sapendo di essere riuscito a proteggere una nuova generazione di mutanti, dove figura anche sua figlia Laura. L’epilogo di un eroe che da mutante ribelle e poco adattivo diventa una sorta di figura paterna come lo era stato Xavier prima di lui. La morte potrebbe essere addirittura interpretata, in chiave leopardiana, come liberazione dai mali che lo hanno afflitto nella sua lunga vita. L’immortalità non è sicuramente un dono, ma una maledizione.

Logan tiene in braccio Laura

Cosa ci lascia questo film?
Personalmente, la prima sensazione che ho provato è stata sconforto: come sappiamo, in “Giorni di un Futuro Passato” gli eventi che portano a “X-Men: Conflitto Finale” sono stati modificati in favore di un futuro più sereno in cui sono personaggi come Scott e Jean sono ancora vivi e la vita procede tranquilla nella scuola di Xavier. A quanto pare, una serenità durata ben poco. Possiamo solo speculare su ciò che sia successo in quel lasso di tempo di circa 5 anni, in cui Logan è costretto a uccidere nuovamente la sua amata Jean.
D’altra parte, gli eventi di GDUFP potrebbero essere l’origine di due linee temporali distinte, in cui gli eventi di Logan potrebbero non avvenire: ne avremo forse un assaggio con i futuri film sui mutanti più giovani?
Ultimo ma sicuramente non meno importante, l’introduzione dei Nuovi Mutanti: ragazzini dai poteri “in provetta”, creati in laboratorio a partire dai Mutanti che tutti conosciamo. I loro figli, i loro eredi. Quale sarà il loro destino?

Logan è un film emozionante, travolgente, che chiude perfettamente un ciclo durato ben 17 anni rivolgendosi al futuro. C’è ben poco altro da dire, se non una cosa: questo non è un addio, ma solo un arrivederci, Hugh.

 

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