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Superman Unchained: Recensione

Superman Unchained – La Recensione

Superman Unchained – La Recensione

Finalmente ho messo le mani su Superman Unchained, un volume che ho divorato in pochissimo tempo.

Qualche piccolo refuso sparso che comunque non rovina la lettura.

“Quando sette satelliti, seguiti da una stazione spaziale precipitano sulla Terra, Superman interviene per evitare la catastrofe come sempre. Mentre si sospetta di Luthor, altri sospettano di Ascension, un gruppo cyber-terrorista. In tutto ciò, spunta un segreto dell’esercito risalente alla Seconda Guerra Mondiale.”

Un bellissimo Lex che ci fa gli affari suoi perché si.

Superman è sicuramente il personaggio più difficile al mondo da scrivere: un personaggio iconico, che si potrebbe definire uno dei primi eroi al mondo. Come si scrivono storie avvincenti di un personaggio indistruttibile, in grado di volare, dotato di straordinari poteri, e di una intelligenza immensa? Si scrivono in maniera complessa. Sono uscite storie bellissime, come All Star Superman del sempre bellissimo Morrison (Per inciso, vedete questo video in cui spiega perché Morrison è stato rapito dagli alieni a Katmandù), o Red Son di Millar, ma anche la sua caratterizzazione nel fumetto di Injustice ha lasciato una forte traccia, ed ancora troviamo qualità in Superman Birthright di Waid e in Superman Terra Uno. Al tempo stesso, sono uscite storie orrende, che non vado a citare perché mi piace vivere sereno. In questa grande saga, Scott Snyder prova, attraverso nove capitoli, ad emergere per creare un nuovo albo da accostare ai migliori dedicati al boy scout più potente del pianeta.

I nove capitoli di questa storia sono tutti scritti da Snyder, ormai amato da molti visto il suo Swamp Thing, oltre ad aver scritto una delle migliori saghe di Batman, la Corte dei Gufi. Scrive in maniera lenta ma interessante, suscitando curiosità nel lettore e non andando a creare tempi morti. Jim Lee invece è ai disegni, ed è un’artista che non ha bisogno di presentazioni. Forse troppo legato agli anni ’90, ma ha uno stile che si adatta ad ogni situazione, di pace, di combattimento, in Kansas o nello spazio. I colori invece sono di Alex Sinclair, famoso per Batman: Hush, colori che non stonano, e si adattano allo stile del disegnatore alla perfezione.

Qualche scena potente.
Qualche scena misteriosa.
Aumentiamo il mistero.

La storia è lineare ma allo stesso tempo è intricata, non tanto da non capirci nulla, ma abbastanza far venire una forte curiosità in chi legge. Un gruppo terroristico decide di controllare l’umanità perché si e Superman tenta di salvare il mondo, come sempre del resto. In tutto ciò abbiamo altre due trame: il padre di Lois, un militare che lavora per il governo degli Stati Uniti da decenni aiutando Superman (senza mostrarsi mai), chetiene sotto chiave Wraith, un essere che pare essere più potente di Superman stesso; e Luthor che sfugge dal carcere perché è bravo a farlo. Chi è il vero nemico? Chi è il vero alleato? Molti non considerano la storia molto brillante, la considerano confusionaria, con troppi elementi e troppa velocità, lodando il finale, per poi criticare il solito nemico/alleato di Superman più forte di lui. Un cliché. Io non la penso così.

 

Superman disegnato da Jim Lee e colorato da Alex Sinclair

Snyder a mio avviso ha fatto un buon lavoro. Ha usato un cliché per mostrare una storia realmente interessante. Le contraddizioni dell’uomo che potrebbe fare, e spesso ha paura di fare. Dell’uomo che deve prendere le decisioni, che deve scindere il giusto dallo sbagliato. Utilizza un cliché per mostrare le paure, con un viaggio introspettivo, dimostrando che questo uomo indistruttibile è come noi, una persona in grado di sbagliare. Una persona che, dopotutto, è umana e mortale. Mortale si fa per dire. Snyder è quindi riuscito nel suo intento, non parlando di un Superman visto dagli occhi di Bill, ma un Superman che non ha più bisogno di sforzarsi di essere un umano, perché già lo è. E non ci si riferisce a Clark, ma semplicemente ad un Superman in grado di fallire.

Batman

Troviamo anche un discorso che tocca anche la solita figura divina che aleggia intorno a Clark Kent? Diciamo di si. L’aspetto trito e ritrito della sua parte divina viene totalmente annullato dalla sua pura umanità, che mette in ombra il dio. Un Prometeo, un simbolo di speranza che si mostra al mondo. Come detto sopra, molti hanno criticato la storia, ma io non mi sento di farlo. Il finale invece non mi è piaciuto molto, ma i finali che non funzionano e senza mordente sono quasi un firma di Snyder. Altra pecca è la caratterizzazione dei personaggi, che non è proprio la migliore. Va bene Superman come protagonista assoluto, se si legge questo volume come se fosse una rappresentazione della psiche dell’eroe, gli altri sono solo dei contorni molto poveri.

Come sempre, vi lascio qui il link per comprare questo volume, che prende un 7.5 come voto, andando a piacere ai fan dell’Uomo d’Acciaio, e a chi invece vuole avvicinarsi per la prima volta.

 

 

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