Ghost in the Shell è un prodotto che abbiamo avuto modo di assaporare sotto tantissime sfumature, prima nell’anime del 1995, successivamente in quello del 2004 e nelle serie Stand Alone Complex e Arise. Rupert Sanders –  già regista di Biancaneve e il Cacciatore – ha confezionato il primo live action tratto dall’opera dalla tinte cyberpunk di Masamune Shirow, portando a casa un buonissimo lavoro.

Steven Spielberg – che detiene i diritti del film – li acquistò ben 10 anni fa e solo quest’anno questo progetto è riuscito finalmente a vedere la luce.

Protagonista del film è Motoko Kusanagi (Scarlett Johansson) soprannominata Maggiore, una donna diventata – a seguito di un incidente – un cyborg e macchina da guerra. Il Maggiore è costituito quasi totalmente da parti robotiche, fatta eccezione per il cervello che conserva integra la sua anima o per meglio dire: il suo Ghost, ovvero ciò che differenzia l’uomo dalla macchina.

Motoko affiancata dall’amico e collega Batou lavora con la Sessione 9, un’organizzazione antiterroristica creata ad hoc per i crimini informatici e tecnologici gestita dalla Hanka Robotics. Kuze (Michael Pitt) cercherà di sabotare la Hanka Robotics e sarà compito di Maggiore e della Sessione 9 distruggere la minaccia nemica.

E se Motoko scoprisse che tutto il suo passato è solo frutto di una menzogna?

Inizierà così per la protagonista un viaggio alla scoperta di sé stessa e delle sue origini.

In un’era in cui gli effetti speciali la fanno da padrone, l’aspetto visivo del film è uno dei migliori sulla scena cinematografica attuale. Nelle atmosfere Ghost in the Shell è coerente e lineare con la controparte animata, riesce a sorprendere l’occhio dello spettatore e affascinarlo. Il cast del lungometraggio vanta la partecipazione di Takeshi ‘Beat’ Kitano e Juliette Binoche.

In conclusione, Ghost in the Shell è un live action dal forte impatto visivo, colmo di azione e una trama avvolta da una folta coltre di mistero.

Ghost in the Shell esordirà nelle sale italiane dal 30 marzo 2017

 

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