E’ uno sport molto peculiare, ancora molto recente ma che sta sempre più prendendo piede in Italia. Stiamo parlando del Quidditch, ebbene sì! Credevate forse che si potesse giocare solo con scope e boccini volanti? Un gruppo di fan di Harry Potter, partendo dall’America, ha fatto diventare questo gioco sempre più popolare anche in Europa. Si organizzano squadre e tornei regionali, nazionali, europei e addirittura mondiali, con il nostro Paese sempre più in primo piano nell’organizzazione di questi eventi.
Ora che siete a conoscenza dell’esistenza di questo sport vorreste saperne di più? Come avranno fatto questi ragazzi a trasporre un’attività di una saga fantasy nel mondo “reale”? Lo chiediamo ad Andrea Miglietta, Presidente di Italia Quidditch.

Come nasce il Quidditch in Italia, e quale è stato il riscontro del territorio?
In Italia il Quidditch nasce tra il 2011 e il 2012, dopo esserci messi in contatto con l’International Quidditch Association, che coordina l’espansione dello sport in tutto il mondo. Il riscontro del territorio è stato sorprendente: nonostante la diffidenza iniziale, il Quidditch appassiona velocemente gli spettatori di qualsiasi età. Ha dei contatti molto simili al rugby, la parte dei bolidi è molto simile al dodgeball, le tattiche sono prese dal basket e la fase del boccino è una forma “depotenziata” di lotta libera, senza prese particolari. Queste dinamiche, molto inusuali in Italia, contribuiscono allo stupore generale.

Qui in Italia, quanto è difficile mandare avanti il progetto?
Creare e portare avanti un progetto simile è sicuramente arduo in un Paese non molto aperto alle novità, ma dove c’è passione e determinazione si può fare tutto. Nell’ottobre del 2013 è nata l’Associazione Italiana Quidditch, che gestisce il Quidditch in Italia e organizza tornei di portata nazionale. E i numeri sono dalla nostra parte. Nel suo primo anno di vita l’AIQ aveva 4 squadre ufficiali, il secondo 6, il terzo 8 e quest’anno siamo arrivati a ben 18 squadre ufficiali più una decina in fase di costruzione, un vero e proprio boom.

Con questi numeri alla mano, il CONI vi riconoscerà come uno sport vero e proprio?
Il processo per essere riconosciuti dal CONI è molto lento, dura anni e non è assolutamente scontato che avvenga, sta a noi organizzare bene il lavoro e l’espansione del Quidditch. Noi pensiamo solo ai traguardi già raggiunti in Italia e nel mondo, sono sicuro che tra qualche anno riusciremo a raggiungere anche le Olimpiadi.

Le vostre squadre sono composte anche da persone che non sono fan di Harry Potter?
Il Quidditch è uno sport per tutti, potteriani e non. Conosco davvero molti giocatori che non si sono mai interessati alla saga ma sono semplicemente stati rapiti dalle dinamiche e dall’atmosfera del Quidditch. E’ il giusto connubio tra sport e fantasia, mette in campo tutti: chi non ha mai trovato uno sport prima d’ora e chi vuole mettersi alla prova con una nuova sfida.

Cosa c’è nel futuro dell’Italia Quidditch?
Il prossimo evento è la Coppa Italiana Quidditch, che si terrà allo Stadio Franco Fanuzzi di Brindisi il 20 e il 21 maggio 2017. Da questa stagione abbiamo introdotto tre eventi interregionali oltre all’evento nazionale,nei prossimi anni contiamo di arrivare ad avere un torneo in ogni regione d’Italia.

Hai un messaggio per tutti i “diffidenti” e coloro che invece sono interessati a questo sport?
A chi pensa che il Quidditch non sia un’attività sportiva vera e propria, consiglio di provare anche solo un allenamento, si ricrederà in poco tempo. A chi invece crede di non essere capace nello sport in generale, io vi dico che circa un terzo dei giocatori di Quidditch non ha mai fatto sport precedentemente, ma in questa attività così variegata ognuno può trovare il suo spazio.

 

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